Gestione commissariale del contratto ex art. 32 del Dl. n. 90/2014

Gestione commissariale del contratto ex art. 32 del Dl. n. 90/2014

Nella Sentenza n. 867 del 4 febbraio 2019 del Consiglio di Stato, i Giudici affermano che la gestione commissariale prevista dall’art. 32, del Dl. n. 90/2014, espressamente qualificata come attività di pubblica utilità poiché risponde primariamente all’interesse generale di assicurare la realizzazione dell’opera, è volta, attraverso l’intervento del Prefetto, non soltanto a garantire l’interesse pubblico alla completa esecuzione dell’appalto, ma anche a sterilizzare la gestione del contratto “oggetto del procedimento penale” dal pericolo di acquisizione delle utilità illecitamente captate in danno della Pubblica Amministrazione. L’art. 32 del Dl. n. 90/2014 (detto anche “Dl. Anticorruzione”) si propone l’ambizioso obiettivo di contemperare 2 opposte esigenze, e cioè, garantire, da un lato, la completa esecuzione degli appalti, e neutralizzare, dall’altro, il rischio derivante dall’infiltrazione criminale nelle Imprese, introducendo un originale e innovativo meccanismo di commissariamento. Peraltro, i Giudici hanno chiarito che l’istituto si manifesta come uno strumento di autotutela contrattuale previsto direttamente dalla legge. Questa speciale forma di commissariamento, in altri termini, riguarda soltanto il contratto (e la sua attuazione) e non la governance dell’Impresa in quanto tale, ed in ciò si distingue dalle misure di prevenzione patrimoniali disposte ai sensi del Dlgs. n. 159/2011 (cd. “Codice Antimafia”). In tal senso depone lo stesso tenore letterale della norma, laddove si afferma che il commissariamento ha luogo “limitatamente alla completa esecuzione del contratto o della concessione”. Ciò è inoltre confermato dall’intera struttura della disposizione, che consente la gestione commissariale del contratto in evidente alternativa alle regole generali che ne imporrebbero la caducazione. Una misura dunque ad contractum, secondo l’espressione riportata anche nelle relative “Linee-guida” dell’Anac. La ratio della disposizione dunque è quella di consentire il completamento dell’opera nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione concedente mediante la gestione del contratto in regime di “legalità controllata”.


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