Gestione economale: resa del conto deve essere composta almeno da due parti, carico e scarico

Gestione economale: resa del conto deve essere composta almeno da due parti, carico e scarico

Nella Sentenza n. 40 del 3 febbraio 2020 della Corte dei conti Veneto, si afferma che il conto dell’Economo deve comporsi quantomeno di 2 parti: una costituita dal carico in cui devono essere annotati gli estremi dell’anticipazione ricevuta nonché i mandati di reintegro eventualmente ricevuti in corso di esercizio, con indicazione del relativo importo; l’altra, costituita dallo scarico, in cui devono essere annotati tutti i buoni emessi nell’anno e i dati di tutti gli ordini di pagamento, gli estremi delle Delibere (o degli atti dirigenziali) di approvazione periodica delle spese, gli estremi e l’importo della reversale di restituzione dell’anticipazione, con relativa quietanza del Tesoriere (anche se l’operazione di chiusura fosse avvenuta nei primi giorni dell’esercizio successivo e quindi la reversale fosse stata emessa in conto residui nell’esercizio successivo: circostanza, quest’ultima, che non potrebbe verificarsi con la contabilizzazione in “partita di giro”). Le operazioni potrebbero essere anche riassunte per tipologia, oltre che per frazione d’anno (indicando, cioè, i parziali periodici per categoria). Devono anche trovare luogo le annotazioni relative alle riconciliazioni con il conto del Tesoriere.

Il totale del carico contabile deve pareggiare con quello del discarico, diversamente la gestione non risulterà regolare e si renderà necessario inserire una posta rettificativa a debito o a credito del contabile al fine della quadratura del conto (debito da versare, importo da portare a nuovo che costituirà la prima posta di carico dell’anno successivo in caso di programmi pluriennali; oppure potrà essere annotato il versamento effettuato nell’anno successivo relativo alla gestione dell’anno precedente).

In linea generale, è necessario elaborare i conti nella maniera più idonea allo scopo, per forma e contenuti. Informazioni minimali sono: l’identificazione dell’Agente contabile, la tipologia di gestione, il periodo, il responsabile della parificazione del conto con le scritture dell’Ente, gli estremi di approvazione del conto, delle annotazioni relative ai fatti di gestione e dei prospetti di riconciliazione necessari a dare dimostrazione dei fatti di gestione registrati sul conto. In ogni caso, il conto deve essere idoneo ad evidenziare riassuntivamente i risultati della gestione contabile svolta dall’Agente, essendo irrilevante in sé la mancata predisposizione di Modelli ufficiali.

La Sezione specifica che la gestione economale è una gestione di cassa in regime di anticipazione, per cui l’Economo è personalmente responsabile delle somme ricevute a tale titolo e nel conto giudiziale deve dimostrare la regolarità dei pagamenti eseguiti in stretta correlazione agli scopi per i quali sono state disposte le anticipazioni stesse.

Il conto annuale reso dal titolare di budget deve riepilogare quindi i dati, eventualmente in relazione a rendicontazioni amministrative periodiche che l’Agente è tenuto a fare, dei pagamenti e dei rimborsi periodici. Da un lato, perciò, l’ammontare delle anticipazioni ricevute (anche periodiche o plurime o reintegrate) e dall’altro l’ammontare delle somme spese per tipologie dei pagamenti effettuati sulla base dei limiti imposti (nel caso in concreto, legislativi e di programmazione generale).

Il titolare di un budget, come l’Economo, con le somme disponibili procede inoltre al pagamento diretto nei confronti dei creditori dell’Ente generalmente (in ipotesi anche in contanti) facendosi rilasciare quietanza in relazione all’avvenuto pagamento. I pagamenti effettuati sono sottoposti ai medesimi vincoli ed ai medesimi sistemi di garanzie validi per i pagamenti del Tesoriere. Le risultanze della gestione del titolare di un budget (come l’economo) devono trovare concordanza con quelle di fine esercizio del Tesoriere.


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