Gestione finanziaria delle Regioni: la Relazione della Corte dei conti sull’esercizio 2015

Gestione finanziaria delle Regioni: la Relazione della Corte dei conti sull’esercizio 2015

Con la Delibera n. 17 del 28 giugno 2017, la Sezione Autonomie della Corte dei conti ha tracciato il quadro dell’andamento finanziario del Comparto Regioni-Province autonome per l’esercizio 2015, con raffronti per il periodo 2012-2015 e con riferimento, per alcuni argomenti, all’esercizio 2016.

Sono stati principalmente utilizzati i dati di provenienza regionale (Amministrazioni e Organi di revisione) forniti tramite il Sistema informativo di contabilità territoriale della Corte dei conti, integrati per quanto necessario con altre fonti. Dall’analisi condotta sulla evoluzione dei vincoli di finanza pubblica previsti per gli anni 2015-2017 emergono segnali di cambiamento, all’interno di un quadro di sostanziale continuità con il passato. Rispetto al Patto di stabilità interno, il regime dei saldi in pareggio ha vincolato la quasi totalità della spesa corrente e una quota ancor più consistente della spesa in conto capitale.

Le molteplici forme agevolative riconosciute alle Regioni, per venire incontro alle loro difficoltà, hanno consentito il rispetto degli obiettivi stabiliti per il 2015 e il 2016 pur con talune criticità. Con riferimento agli equilibri di bilancio, si rileva che il saldo complessivo del quadriennio evidenzia un deficit di -15,9 miliardi; il saldo complessivo della gestione di competenza nell’annualità 2015 è invece positivo per 1,47 miliardi. La gestione di cassa nel 2015 è in avanzo per 1,2 miliardi, mentre nel quadriennio registra un disavanzo complessivo di -465 milioni. Per le entrate regionali si assiste, nel 2015 rispetto al 2012, ad un recupero soprattutto per le Regioni a Statuto speciale, in crescita del 21,4%, a fronte di un incremento delle entrate delle Regioni a Statuto ordinario pari all’1,8%. Apprezzabili gli effetti del riaccertamento straordinario dei residui sulle 13 Regioni che hanno partecipato alle relative operazioni: la massa dei residui attivi risulta ridimensionata di circa 24,3 miliardi (-24,2%). Di dimensioni ancora ragguardevoli il fenomeno dei cd. “mutui a pareggio” che ha prodotto in alcune Regioni l’abnorme aumento del disavanzo finanziario sostanziale per effetto di investimenti realizzati con coperture puramente contabili e risorse destinate ad altre finalità.

L’analisi dell’andamento della spesa nel quadriennio 2012–2015 mostra, dal lato degli impegni, una crescita della spesa regionale (+2,93%) riferita ai primi 3 Titoli. Con riferimento alla spesa in conto capitale, gli impegni diminuiscono nelle Regioni a Statuto ordinario (-12,27%), con particolare riferimento alle aree Nord e Centro, mentre risultano in crescita al Sud (+58,25%) e nelle Regioni a Statuto speciale (+11,28%). La spesa corrente appare sostanzialmente stabile nelle Regioni a Statuto ordinario (-0,81%) e in aumento nelle Regioni a Statuto speciale (+7,17%). Con riferimento alla gestione del bilancio, nel 2015 emerge tra l’altro che i residui finali, a livello globale (65 miliardi), diminuiscono rispetto a quelli accertati ad inizio esercizio 2015 (71,3 miliardi). Allo stesso tempo, risulta che, dei 65 miliardi finali, quasi 35 derivano dall’esercizio di competenza, di cui circa la metà è prodotto da Regioni da tempo armonizzate. Il debito a lungo termine con oneri a totale carico delle Regioni aumenta nell’esercizio 2015, passando da 63,70 miliardi nel 2014 a 66,13 miliardi nel 2015, di cui 55,44 miliardi per le Regioni a Statuto ordinario e 10,68 miliardi per le Regioni a Statuto speciale. L’indebitamento pro-capite medio nel 2015 è pari a 1.088 di Euro, in aumento di 313 Euro rispetto al 2012.

In conseguenza delle significative carenze informative in ordine al patrimonio immobiliare regionale esistente e di quello censito, tutte le Regioni che ne avevano la facoltà hanno rinviato al 2016 l’adozione della contabilità economico-patrimoniale, la cui tenuta sarebbe di fondamentale importanza al fine di garantire la loro stabilità economica. I valori patrimoniali del Comparto nel 2015 evidenziano un diffuso ridimensionamento rispetto al 2014, da imputare principalmente alle operazioni di riaccertamento straordinario dei residui effettuate in 13 Regioni. Nel Settore sanitario permane il ritardo nella definizione del riparto del finanziamento del “Fondo sanitario nazionale”.


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