Governo, via libera all’autonomia differenziata. Salvini: “Ora ultimo passo in Parlamento”

(Adnkronos) –
Il Consiglio dei ministri ha approvato i disegni di legge per ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione per le regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Nella riunione erano presenti anche il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, del Veneto, Alberto Stefani, e del Piemonte, Alberto Cirio. Non c’era invece a causa di altri impegni il governatore della Liguria, Marco Bucci. 

“Avanti tutta con l’Autonomia! Il via libera di stasera in Cdm alle intese definitive con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto è una soddisfazione enorme, da ministro, da italiano e da leghista. Una battaglia storica della Lega, iniziata con Bossi e Maroni, oggi più vicina che mai alla realtà: si premiano il merito e il buon governo, si colpiscono gli sprechi e i ritardi che penalizzano i cittadini. Ora l’ultimo passo in Parlamento!”, scrive sui social Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier.
 

“Siamo sempre contenti quando si conclude” un passaggio così importante. “Adesso c’è il Parlamento”, dice Fontana parlando con l’Adnkronos all’uscita da palazzo Chigi. “Quest’oggi in Consiglio dei ministri l’autonomia compie un passo avanti decisivo: abbiamo sottoscritto le intese definitive con le quattro regioni che hanno avviato questo percorso, approvando gli schemi di intesa definitiva, e deliberato i rispettivi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un passaggio istituzionale importante e soprattutto decisivo per la riforma, che ora è pronta per iniziare il suo percorso in Parlamento”, dice il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli. 

“Garantire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai territori non è solo uno dei capisaldi del programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni, ma anche e soprattutto una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione. Ci abbiamo lavorato tanto, con convinzione e senza sosta, e ora il risultato è più vicino che mai. Resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento e io non vedo l’ora di cominciare”, aggiunge Calderoli.
 

“C’è il via libera preliminare anche alla riforma dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia, un primo passo atteso da tempo e che viene incontro alle esigenze della Regione. Il percorso rispetta gli impegni presi con le regioni a Statuto speciale in occasione del Festival di Torino nel 2023 e segue la via già tracciata in questi mesi per il Trentino-Alto Adige – prosegue Calderoli-. Anche stavolta è una sfida storica per assicurare ai territori tanta autonomia in più, ad esempio con il ripristino degli spazi progressivamente erosi dal 2001 con la riforma del Titolo V e l’aggiornamento delle competenze, per permettere alla regione di garantire servizi sempre più efficienti. Conosciamo la strada da fare e proprio l’esperienza del Trentino-Alto Adige dimostra che è fattibile, quindi non ci resta che percorrerla. Il mio impegno va esattamente in questa direzione”. 

“Sono pienamente convinto del valore di questo accordo, un passaggio importante per portare la Liguria verso un modello di Regione più moderno ed efficiente, con maggiori strumenti per rispondere alle esigenze dei cittadini e valorizzare le specificità del nostro territorio”, il commento di Bucci, governatore della Liguria. “Ho scelto di rimanere a Genova per essere vicino ai lavoratori coinvolti nella vertenza ex Ilva, in un momento in cui è fondamentale che le istituzioni facciano sentire concretamente la propria presenza e vicinanza. La firma di oggi conferma la volontà della Liguria di proseguire con determinazione in questo percorso, nell’interesse della nostra regione e della sua comunità”, aggiunge. 

“È un grande orgoglio per il Veneto e una riforma di cui il nostro territorio ha assolutamente bisogno e che noi porteremo fino in fondo. Ora manca solo l’ultimo passaggio parlamentare a maggioranza assoluta”, le parole di Stefani. 

 

Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato il Documento programmatico di bilancio. Il Dpb dovrà essere inviato all’Unione europea entro il 15 ottobre. 

Nella riunione non c’è stata l’illustrazione delle linee dello schema di ddl sul Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2027 e bilancio pluriennale per il triennio 2027-2029. All’ordine del giorno neanche lo schema di decreto legislativo per le disposizioni integrative e correttive ai testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria e in materia di versamenti e di riscossione. 

Il cambiamento nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri delle 19, secondo quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi, è dovuto a un “mero errore materiale”. E’ stato infatti trasmesso un odg non ancora aggiornato. Del resto, si fa notare, è stato lo stesso ministro Giancarlo Giorgetti a chiarire in aula che l’approvazione del disegno di legge di bilancio sarebbe avvenuto in un secondo momento.