Ici: agevolazione agricola

Ici: agevolazione agricola

Nell’Ordinanza n. 23591 del 23 settembre 2019 della Corte di Cassazione, la questione esaminata ha riguardato l’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione fiscale per il pagamento dell’Ici su terreni agricoli (estesa all’Imu dall’art. 13, comma 2 del Dl. n.201/2011) nel senso di ritenerla limitata a chi abbia i requisiti per fruirne, ovvero possa essere estesa anche agli altri comproprietari del terreno. La Suprema Corte ha chiarito che, in tema di agevolazione ai fini Ici, la qualità agricola di un terreno pur potenzialmente edificabile, posseduto e condotto da uno dei comproprietari avente i requisiti soggettivi e oggettivi di cui agli art. 2, comma 1, lett b), e 9, comma 1, del Dlgs. n. 504/1992, trova applicazione anche in favore degli altri comproprietari che non esercitano l’attività agricola, in quanto la destinazione agricola di un’area è incompatibile con la possibilità dello sfruttamento edilizio della stessa.

In particolare, i Giudici di legittimità sottolineano che l’art. 2, comma 1, lett. b) del Dlgs. n. 504/1992, prevede che un terreno, pur suscettibile di utilizzazione edificatoria, deve considerarsi agricolo, ai fini della applicazione dell’Imposta, laddove ricorrano 3 condizioni:

a) il possesso dello stesso da parte di coltivatori diretti o di imprenditori agricoli a titolo principale;

b) la diretta conduzione del medesimo da parte dei predetti soggetti;

c) la persistenza dell’utilizzazione agro-silvo-pastorale, mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione.

Ne deriva che, ricorrendo tali presupposti, il terreno soggiace all’Imposta in relazione al suo valore catastale, dovendosi prescindere dalla sua obiettiva potenzialità edilizia. La considerazione, in questi casi, dell’area come terreno agricolo ha quindi carattere oggettivo e, come tale, si estende a ciascuno dei contitolari dei diritti dominicali. Ciò in quanto la persistenza della destinazione del fondo a scopo agricolo integra una situazione incompatibile con la possibilità del suo sfruttamento edilizio e tale incompatibilità, avendo carattere oggettivo, vale sia per il comproprietario coltivatore diretto che per gli altri comunisti.


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