Ici: deve essere pagata anche dai Concessionari di aree demaniali portuali

Ici: deve essere pagata anche dai Concessionari di aree demaniali portuali

Nell’Ordinanza n. 13960 del 5 giugno 2017 della Corte di Cassazione, la controversia in esame riguarda l’impugnazione di un avviso d’accertamento emesso da un Comune per l’anno 2006 per il pagamento dell’Ici relativamente ad aree demaniali marittime coperte e scoperte. La Suprema Corte chiarisce che la Legge n. 84/94, eliminando la riserva, a favore delle Compagnie portuali e dei Gruppi portuali, delle operazioni di sbarco, di imbarco e di maneggio delle merci, in attuazione, sia del principio della libertà di iniziativa economica ex art. 41, comma 1, della Costituzione, sia del principio comunitario di libera concorrenza, ha imposto la trasformazione in Società delle Compagnie e dei Gruppi portuali “per l’esercizio in condizioni di concorrenza delle operazioni portuali”. Pertanto, secondo i Giudici di legittimità appare evidente la natura privata, esercitata in forma concorrenziale dell’attività dei Concessionari dei beni demaniali portuali, per la quale essi sono assoggettabili al pagamento dei Tributi anche in tema di Ici, per l’utilizzo delle aree scoperte senza le quali non potrebbero svolgere la propria attività commerciale. Inoltre, la Suprema Corte ha rilevato che non possono essere classificati in Categoria “E”, quindi esenti da Ici, gli immobili destinati ad un uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale. Infatti, i Giudici di legittimità affermano che, in tema di classamento, ai sensi dell’art. 2, comma 40, del Dl. n. 262/06, convertito, con modificazioni, nella Legge n. 286/06, nelle unità immobiliari censite nelle Categorie catastali “E/1”, “E/2”, “E/3”, “E/4”, “E/5”, “E/6” ed “E/9”, non possono essere compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale, e, cioè, alla luce delcombinato disposto degli artt. 5 del Rdl. n. 652/39 e 40 del Dpr. n. 1142/49, immobili per se stessi utili o atti a produrre un reddito proprio, anche se utilizzati per le finalità istituzionali dell’Ente titolare. In conclusione, nel caso di specie, le aree c.d. “scoperte” risultano indispensabili al Concessionario del bene demaniale per svolgere la propria attività imprenditoriale; infatti, ciò che conta ai fini Ici è che ogni area sia suscettibile di costituire un’autonoma unità immobiliare, potenzialmente produttiva di reddito.


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