Ici: esente l’immobile destinato ad assistenza disabili se l’attività non è svolta con modalità commerciali

Ici: esente l’immobile destinato ad assistenza disabili se l’attività non è svolta con modalità commerciali

Nella Sentenza n. 12652 del 19 maggio 2017 della Corte di Cassazione, la questione controversa riguarda l’impugnazione di un avviso di accertamento per Ici 2006 in relazione ad un immobile di un Ente Locale utilizzato per lo svolgimento di attività di assistenza e ricovero per disabili per il quale l’Ente stesso reclamava il riconoscimento dell’esenzione prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/92.

La Suprema Corte rileva che l’esenzione dall’Imposta prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/92, è subordinata alla compresenza di un requisito soggettivo, costituito dallo svolgimento di tali attività da parte di un Ente che non abbia come oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, e di un requisito oggettivo, rappresentato dallo svolgimento esclusivo nell’immobile di attività di assistenza o di altre attività equiparate, il cui accertamento deve essere operato in concreto, verificando che l’attività cui l’immobile è destinato, pur rientrando tra quelle esenti, non sia svolta con le modalità di un’attività commerciale. Pertanto, secondo i Giudici di legittimità si tratta di un accertamento di fatto da parte del Giudice circa l’esercizio con modalità “non commerciali” di una determinata attività che secondo la norma potrebbe astrattamente considerarsi esente. Inoltre, la Suprema Corte evidenzia che la sussistenza del requisito oggettivo, che in base ai principi generali è onere del contribuente dimostrare, non può essere desunta esclusivamente sulla base di documenti che attestino “a priori” il tipo di attività cui l’immobile è destinato, occorrendo invece verificare che tale attività, pur rientrante tra quelle esenti, non sia svolta in concreto con le modalità di un’attività commerciale.


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