Ici: il trattamento impositivo delle Società sportive dilettantistiche

Ici: il trattamento impositivo delle Società sportive dilettantistiche

Nell’Ordinanza n. 23053 del 17 settembre 2019 della Corte di Cassazione, una Società sportiva dilettantistica impugnava un avviso di accertamento Ici relativo ad un impianto natatorio costruito, in virtù di diritto di superficie, su area comunale.

La ricorrente invocava l’esenzione prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/1992, attesa l’equiparazione a fini tributari delle Società sportive dilettantistiche alle Associazioni sportive dilettantistiche, ai sensi dell’art. 90, della Legge n. 289/2002.

Tuttavia, l’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/1992, prevede l’esenzione dall’Ici per gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 87, comma 1, lett. c), del Dpr. n. 917/1986 (e cioè Enti pubblici e privati diversi dalle Società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali) destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive.

Il tenore di tale norma, invero, esclude le Società dal godimento del beneficio di esenzione, ed è sulla base di tale disposto che il Comune in questione sostiene la legittimità dell’avviso notificato alla Società, essendo quest’ultima una Società a responsabilità limitata, come tale priva del requisito soggettivo richiesto dalla norma di cui si discorre.

L’esenzione deve essere riconosciuta agli immobili dove vengono esercitate le attività sportive rientranti nelle discipline riconosciute dal Coni, a condizione che siano svolte dalle Associazioni sportive e dalle relative sezioni non aventi scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi dell’art. 90 della Legge n. 289/2002.

La richiamata equiparazione normativa, secondo la Suprema Corte, comporta l’estensione dell’esenzione di cui si discorre anche alle Società sportive dilettantistiche costituite in forma di Società di capitali senza scopo di lucro (qual è la resistente in esame) salvo solo il caso in cui, al di là della veste formale, queste ultime svolgano in concreto attività commerciale avente scopo lucrativo.

di Carolina Vallini


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