Ici/Imu: la Cassazione sugli immobili inagibili

Ici/Imu: la Cassazione sugli immobili inagibili

Nell’Ordinanza n. 17773 del 3 luglio 2019 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità prendono in esame la questione dell’assoggettabilità Ici degli immobili inagibili. In proposito, il Dlgs. n. 504/1992, istitutivo dell’Ici, dispone:

  • all’art. 1, comma 2, che “presupposto dell’Imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’Impresa”;
  • all’art. 2, comma 1, lett. a), che, “ai fini dell’Imposta di cui all’art. 1 […] per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel Catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’Imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato”;
  • all’art. 8, comma 1, che, a) “l’Imposta è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni” (precisando che “l’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’Ufficio Tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione”, e che “in alternativa il contribuente ha facoltà di presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi della Legge n. 15/1968, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente”).

Dall’analisi delle norme richiamate la Suprema Corte desume, in primo luogo, l’irrilevanza, ai fini dell’assoggettamento all’Imposta, della idoneità dell’immobile a produrre reddito. Infatti, l’art. 8, comma 1, nell’incipit consente soltanto di ridurre l’imposta del 50%, ma non di escludere dall’Imposta un fabbricato inagibile od inabitabile (sempre che di fatto non sia utilizzato). Da ciò la Corte di Cassazione evince l’assoggettamento comunque all’Imposta di fabbricati presumibilmente non idonei a produrre reddito.

In secondo luogo, dalla struttura dell’art. 2, comma 1, poi deriva che, “ai fini dell’Imposta di cui all’art. 1”, per “fabbricato” deve intendersi ogni “unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel Catasto edilizio urbano” (poi Catasto dei fabbricati). Quindi, l’iscrizione nel Catasto edilizio della ”unità immobiliare” costituisce di per sè presupposto sufficiente perché l’unità sia considerata “fabbricato” e, di conseguenza, assoggettata all’Imposta prevista per tale specie di immobile.

 


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