Ici: l’agevolazione spetta solo al coltivatore diretto e a condizione che questi ricavi dall’attività agricola la parte prevalente del proprio reddito

Ici: l’agevolazione spetta solo al coltivatore diretto e a condizione che questi ricavi dall’attività agricola la parte prevalente del proprio reddito

Nella Sentenza n. 13391 del 30 giugno 2016 della Corte di Cassazione, i Giudici si esprimono sul tema delle aree fabbricabili in comproprietà tra coltivatori diretti e soggetti che non esercitano l’attività agricola, affermando che l’agevolazione Ici spetti solo al coltivatore diretto e a condizione che questi ricavi dall’attività agricola la parte prevalente del proprio reddito. Nello specifico, la Suprema Corte statuisce che in tema di Ici, la riduzione d’imposta prevista per i terreni agricoli dall’art. 9 del Dlgs. n. 504/92 ricorre in presenza dei requisiti della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale e della conduzione diretta dei terreni da parte del proprietario. Inoltre, la prevalenza dell’attività agricola con riferimento al coltivatore diretto quale condizione necessaria per godere delle agevolazioni è stata interpretata dalla giurisprudenza in modo diverso, o con riferimento alle ore lavorative dedicate o con riferimento alle conseguenze reddituali di tali attività.

In materia tributaria la prevalenza non può che riguardare secondo la Suprema Corte gli effetti reddituali dell’attività rispetto ad altre fonti di reddito. Pertanto, in riferimento a coloro che non traggano dal lavoro agricolo la loro fonte esclusiva di reddito come nel caso di specie in cui è pacifico che il contribuente lavora il fondo come coltivatore diretto, ma è proprietario di numerosi immobili condotti in locazione, il cui reddito complessivo è nettamente superiore a quello derivante dalla coltivazione del fondo, deve essere escluso il diritto a godere delle agevolazioni secondo il criterio della fonte di reddito principale.


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