Immigrazione: in G.U. la Legge di conversione del Decreto che ha modificato il “Decreto Sicurezza” varato dal primo Governo Conte

Immigrazione: in G.U. la Legge di conversione del Decreto che ha modificato il “Decreto Sicurezza” varato dal primo Governo Conte

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 314 del 19 dicembre 2020 la Legge 18 dicembre 2020, n. 173, di conversione del Dl. 21 ottobre 2020, n. 130, recante “Disposizioni urgenti in materia di Immigrazione, Protezione internazionale e complementare, modifica agli artt. 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del Codice penale, nonché misure in materia di Divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all’utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazione dei diritti delle persone private della libertà personale”.

Sulla scorta delle osservazioni formulate dalla Presidenza della Repubblica in sede di emanazione del Dl. n. 113/2018 e di promulgazione della Legge n. 77/2019, che ha convertito in Legge il Dl. n. 53/2019, la norma in questione è intervenuta sul discusso testo del c.d. “Decreto Sicurezza” o “Decreto Salvini”, varato dal precedente Esecutivo, introducendo una serie di modifiche che impattano – tra l’altro – su:

– requisiti per il rilascio del “permesso di soggiorno” per esigenze di protezione del cittadino straniero;

– limiti all’ingresso e transito di unità navali in acque territoriali italiane;

– iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo.

Di seguito il quadro delle principali novità.

Terzo Settore

L’art. 1-bis, inserito in sede di conversione, novella l’art. 12 del Dlgs. n. 286/1998 (“Testo unico in materia di assegnazione di beni sequestrati o confiscati”), ed estende anche agli “Enti del Terzo Settore” la possibilità di vedersi assegnare, da parte dell’Autorità giudiziaria, dei beni sequestrati; ciò a condizione che questi ne abbiano fatto espressamente richiesta per fini di interesse generale o per finalità sociali o culturali, i quali provvedono con oneri a proprio carico allo smaltimento delle imbarcazioni eventualmente loro affidate, previa autorizzazione dell’Autorità giudiziaria competente.

La norma specifica che finché non sarà operativo il “Registro unico nazionale del Terzo Settore”, si considerano “Enti del Terzo Settore” quelli di cui all’art. 104, comma 1, del Dlgs. n. 117/2017.

Protezione internazionale degli stranieri

Con riferimento alla Protezione internazionale degli stranieri, viene ampliato il novero delle circostanze che portano al divieto di espulsione e respingimento. Oltre al già previsto rischio di tortura, sono ora inclusi anche il pericolo che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e il rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare (a meno che non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di Ordine e Sicurezza pubblica). Nei casi di cui sopra, il percorso tracciato dal nuovo quadro normativo è il rilascio del “permesso di soggiorno” per Protezione speciale.

Vengono inoltre introdotte delle novità relative alla convertibilità dei “permessi di soggiorno” rilasciati per altre ragioni, in permessi di lavoro. Alle categorie di permessi convertibili già previste sono ora aggiunte: protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi, assistenza ai minori e cure mediche.

Sistema di accoglienza destinato ai richiedenti Protezione internazionale e ai Titolari di protezione

Il Provvedimento riforma il Sistema di accoglienza destinato ai richiedenti Protezione internazionale e ai Titolari di protezione, gettando le basi per il nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”.

L’inserimento nelle Strutture di tale circuito viene ampliato, nei limiti dei posti disponibili – oltre che ai già contemplati Titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati – anche ai Richiedenti protezione internazionale (che erano stati esclusi dal c.d. “Decreto Sicurezza”), ai titolari di diverse categorie di “permessi di soggiorno” e ai neomaggiorenni affidati ai Servizi sociali in prosieguo amministrativo.

Le attività di prima assistenza continueranno ad essere svolte nei Centri governativi ordinari e straordinari.

Successivamente, il Sistema si articolerà in 2 livelli di prestazioni:

  1. il primo dedicato ai Richiedenti protezione internazionale;
  2. il secondo dedicato a coloro che sono già Titolari di protezione internazionale e per i quali sono quindi previsti dei servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

Stabilito inoltre che, nei criteri per l’istituzione dei Centri governativi di prima accoglienza, si debbano tenere conto delle esigenze di contenimento della capienza massima, ai fini di una migliore gestione dei Centri medesimi. I Richiedenti vengono accolti in tali Strutture per il tempo necessario perché vengano accertate le proprie condizioni di salute, perché siano svolte le eventuali operazioni di identificazione non completate precedentemente, e perché venga verbalizzata la domanda e avviata la procedura di esame della stessa.

E’ stabilito che il Prefetto, prima di assegnare un Richiedente ad una di queste Strutture, informi il Sindaco del Comune nel cui territorio è situato il Centro di prima accoglienza.

Iscrizione anagrafica

L’art. 3 introduce alcune novità in materia di iscrizione anagrafica. Ricordiamo che, con la Sentenza n. 186 del 9 luglio 2020, la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità della disposizione introdotta dall’art. 13 del Dl. n. 113/2018, che precludeva l’iscrizione anagrafica per i Richiedenti asilo.

Per la Consulta, tale norma era in contrasto con l’art. 3 della Costituzione per 2 ordini di motivi:

  • irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal citato Decreto-legge;
  • irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai Richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti.

Con le modifiche introdotte dall’art. 3 in commento, viene quindi riaffermato il diritto all’iscrizione anagrafica dei Richiedenti asilo e disciplinate le relative modalità.

La norma dispone inoltre che ai Richiedenti protezione internazionale che abbiano ottenuto l’iscrizione anagrafica sia rilasciata una Carta d’identità valida, non valida per l’espatrio, valida per 3 anni. Gli oneri per il rilascio della Carta d’identità sono a carico del richiedente. Come stabilito dal Dm. Mef 25 maggio 2016, il costo è pari a Euro 16,79, Iva inclusa, a cui vanno aggiunti i diritti fissi e di segreteria, ove previsti dal Comune di riferimento.

Pubblica sicurezza

Con l’intento di prevenire gravi episodi di violenza, sia all’interno dei locali che nelle loro immediate vicinanze, viene rafforzata la capacità preventiva del c.d. “Daspo urbano”, rendendo possibile per il Questore l’applicazione del divieto di accesso nei locali pubblici anche nei confronti dei soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi 3 anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Inoltre, si interviene sul trattamento sanzionatorio conseguente alla violazione del divieto, prevedendo in particolare la pena della reclusione da 6 mesi a 2 anni e la multa da Euro 8.000 a Euro 20.000.

Una ulteriore disposizione sdogana poi lo strumento dell’oscuramento dei siti web, laddove questi siano utilizzati per la commissione di reati in materia di stupefacenti.


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