Immobili a uso istituzionale: la riduzione del canone di locazione si applica anche agli Enti Locali  

Immobili a uso istituzionale: la riduzione del canone di locazione si applica anche agli Enti Locali   

Nella Delibera n. 273 del 27 ottobre 2014 della Corte dei conti Lombardia, pubblicata oggi sul sito della Corte dei conti, un Sindaco chiede un parere sulla corretta interpretazione dell’art. 3, comma 4, del Dl. n. 95/12, concernente la riduzione del canone dei contratti di locazione di immobili a uso istituzionale stipulati dalle Amministrazioni centrali. La Sezione osserva che l’interpretazione letterale della disposizione sopra richiamata – che impone la riduzione dei canoni, riferendosi genericamente ai contratti di locazione passiva stipulati dalle Amministrazioni centrali, senza fornire ulteriori precisazioni – porta ad affermare che la riduzione in parola debba essere disposta anche nell’ipotesi di locazioni stipulate con altre Amministrazioni pubbliche, anche territoriali, proprietarie dell’immobile locato. Infatti la Sezione ritiene che se la legge avesse voluto escludere queste ultime dall’applicazione della disposizione in esame lo avrebbe fatto in modo espresso, non diversamente da quanto stabilito dall’art. 1, comma 478, della Legge n. 266/05 che, dettato dalle medesime esigenze di contenimento della spesa pubblica per locazioni passive, circoscriveva la riduzione del canone ai soli “contratti di locazione stipulati dalle amministrazioni dello Stato per proprie esigenze allocative con proprietari privati. Né tale supposta esclusione a favore del locatore pubblico risulta ricavabile in via interpretativa dai principi generali che regolano l’attività delle Amministrazioni pubbliche. Com’è noto le Amministrazione pubbliche possono agire anche nelle forme del diritto privato e concludere contratti che, per quanto non diversamente disposto dalla legge, sono soggetti alla disciplina dettata dal Codice civile e della legislazione privatistica. La Legge statale è più volte intervenuta a regolare la materia delle locazioni della P.A., introducendo a favore del conduttore pubblico, come nel caso in esame, una serie di eccezioni alla disciplina codicistica, giustificate essenzialmente dall’esigenza di contenimento della spesa pubblica. Analoghe eccezioni non sono viceversa ravvisabili a favore del locatore pubblico, per il quale, in particolare, non è dato rintracciare, nel vigente quadro normativo, una disposizione che lo escluda dalla riduzione richiesta dall’art. 3, comma 4, del Dl. n. 95/12. Pertanto, ne consegue che quest’ultimo disposto, a prescindere da ogni giudizio di legittimità costituzionale che non compete alla Sezione in sede consultiva, debba trovare applicazione generalizzata nei confronti di tutti i locatori, quale che sia la natura pubblica o privata di questi. Per la medesima ragione, il locatore pubblico, che subisce la riduzione del canone, può esercitare il diritto di recesso dal contratto come espressamente consentito dalla stessa disposizione di legge. Alla luce delle considerazioni sopra espresse la Sezione conclude che, allo stato attuale, la riduzione dei canoni corrisposti dalle Amministrazioni Pubbliche per la locazione di immobili a uso istituzionale, imposta dall’art. 3, comma 4, del Dl. n. 95/12, trova applicazione, in assenza di una contraria disposizione di legge, anche rispetto a contratti stipulati con Enti territoriali proprietari, per i quali rimane salvo il diritto di recesso.


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