Imposta di bollo: la decadenza del termine di accertamento non autorizza il mancato assolvimento

Imposta di bollo: la decadenza del termine di accertamento non autorizza il mancato assolvimento

Con la Risposta n. 360/E del 30 agosto 2019, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al mancato pagamento dell’Imposta di bollo su contratti stipulati nella Piattaforma “Consip”.

Il soggetto interpellante ha comunicato infatti che, a seguito di un’ispezione amministrativo-contabile, sono stati rilevati atti negoziali relativi agli esercizi finanziari 2014 e 2015 non in regola ai fini dell’Imposta, e pertanto ha chiesto di attivare la procedura di recupero delle marche da bollo non applicate nei confronti dei soggetti responsabili.

L’Agenzia delle Entrate ha richiamato preliminarmente l’art. 2, della Tariffa, Parte I, Allegato “A”, del Dpr. n. 642/1972, il quale dispone il pagamento dell’Imposta di bollo fin dall’origine per le “scritture private” e, ai sensi di detto articolo, avrebbero dovuto scontare l’Imposta gli atti negoziali in oggetto stipulati tra l’interpellante e le ditte contraenti attraverso il Mercato elettronico Consip.

E’ stato altresì confermato dalla stessa Agenzia il Principio della responsabilità solidale ex art. 22 del Dpr. n. 642/1972, che obbliga appunto in solido per il pagamento dell’Imposta e delle eventuali sanzioni amministrative tutte le parti che sottoscrivono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con l’Imposta.

Il mancato o parziale pagamento dell’Imposta comporta oltre al pagamento del Tributo, ad una sanzione amministrativa dal 100% al 500% dell’Imposta.

Tuttavia, nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria non può più richiedere il pagamento del Tributo e applicare eventuali sanzioni essendo scaduto il termine di decadenza triennale per l’avvio del procedimento di accertamento [art. 37 del Dpr. n. 642/1972 – “l’Amministrazione finanziaria può procedere all’accertamento delle violazioni alle norme del presente Decreto entro il termine di decadenza di 3 anni a decorrere dal giorno in cui è stata commessa la violazione”].

I contratti oggetto del quesito infatti, essendo stati sottoscritti negli esercizi finanziari 2014 e 2015, hanno “esaurito” i loro effetti giuridici e non sono più accertabili.

L’Agenzia ha concluso rammentando che, ai sensi del sopra citato art. 37, l’intervenuta decadenza non autorizza comunque l’uso degli atti, documenti e registri senza pagamento dell’Imposta nella misura dovuta al momento dell’uso.


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