Imposte dirette: Dichiarazione correttiva anche quando sia già intervenuto un controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria

Nella Sentenza n. 175 del 9 gennaio 2015 della Corte di Cassazione, il Giudici affermano che il contribuente che abbia commesso un errore a suo danno nella compilazione della denuncia dei redditi può emettere una Dichiarazione correttiva e non è tenuto a seguire la procedura di rimborso di cui all’art. 38 del Dpr. n. 602/73. Nel ribadire tale principio, la Suprema Corte ha precisato che l’emenda è possibile pure in sede di impugnazione di una cartella di pagamento, emessa in base alla dichiarazione del contribuente, non essendo di ostacolo il limite previsto dall’art. 19, comma 3, del Dlgs. n. 546/92, secondo cui la cartella sarebbe impugnabile solo per vizi propri, perché non viene in rilievo un vizio della cartella, ma l’errore del contribuente, e l’esigenza del rispetto del principio della capacità contributiva e della obiettiva legalità dell’azione amministrativa.

Corte di Cassazione, Sentenza n. 175 del 9 gennaio 2015