Corte di Cassazione, Ordinanza n. 24259 del 31 agosto 2025
La controversia riguarda l’Imu dovuta per un immobile inagibile negli anni 2015-2018. Il Giudice di secondo grado aveva riconosciuto al contribuente la riduzione del 50% prevista dalla legge per gli immobili inagibili.
Il Comune ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che non vi fossero i presupposti, ma la Suprema Corte ha respinto il ricorso, rilevando che era già stato accertato come il Comune fosse a conoscenza dell’inagibilità attraverso fotografie, relazioni tecniche, un’ordinanza di recinzione per motivi di sicurezza e l’esenzione Tari concessa dal 2012.
I Giudici di legittimità hanno ribadito che la riduzione dell’Imu spetta anche senza richiesta formale del contribuente quando l’inagibilità è già nota al Comune, in applicazione dei principi di collaborazione e buona fede che regolano i rapporti tributari. Non può essere chiesto al cittadino di provare fatti già documentati e conosciuti dall’amministrazione.
In conclusione, la Suprema Corte ha confermato la riduzione e condannato il Comune a una sanzione processuale per il ricorso infondato.







