Imu: legittime esenzioni e detrazioni nei Comuni montani per i terreni agricoli

Imu: legittime esenzioni e detrazioni nei Comuni montani per i terreni agricoli

Nella Sentenza n. 17 del 2 febbraio 2018 della Corte Costituzionale, oggetto del presente elaborato viene trattata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del Dl. n. 4/15, nella parte in cui, alle lett. a) e b), prevede “l’esenzione dall’Imu agricola per i terreni ubicati nei Comuni classificati totalmente montani o parzialmente montani (in tal caso, ove posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali) nell’Elenco dei Comuni italiani predisposto dall’Istat”, in riferimento all’art. 23 della Costituzione.

I Giudici costituzionali chiariscono che le norme di agevolazione tributaria sono anch’esse, come le norme impositive, sottoposte alla riserva relativa di legge di cui all’art. 23 della Costituzione, perché realizzano un’integrazione degli elementi essenziali del Tributo. Pertanto, i profili fondamentali della disciplina agevolativa devono essere regolati direttamente dalla fonte legislativa. Quest’ultima non deve limitarsi a fissare i tetti massimi dell’importo delle agevolazioni accordate, ma deve determinare in modo sufficiente anche le fattispecie di agevolazione, individuandone gli elementi fondamentali, quali i presupposti soggettivi e oggettivi per usufruire del beneficio.

Dunque, sebbene anche la previsione dei presupposti soggettivi e oggettivi dell’agevolazione debba avvenire per legge e non possa essere rimessa alla mera discrezionalità dell’Amministrazione, ciò non conduce a considerare la violazione del principio di riserva di legge nel caso di specie.

La norma in questione utilizza un Elenco preesistente, non più aggiornato dal 2009, i cui dati quanto a “montanità[1] l’Istat ha raccolto e diffuso per finalità informative e ai quali il Legislatore ha attinto.

La disposizione dunque non attribuisce, né all’Istituto, né ad altra Amministrazione, il compito di stabilire quali Comuni siano totalmente o parzialmente montani e, di conseguenza, quali terreni siano esenti dall’Imu. Non reca una norma “in bianco” che si limiti a prevedere il potere in capo all’Amministrazione, così priva di vincoli nella possibilità di incidere sulla sfera generale di libertà dei cittadini.

Con il rinvio rivolto ad un’elencazione già predisposta, il Legislatore ha condiviso le scelte ivi cristallizzate a fini differenti, adottando quella valutazione in funzione agevolativa fino alla sopravvenuta abrogazione della norma che vi provvede. Quindi, attraverso il rinvio l’individuazione dei presupposti soggettivi e oggettivi dell’esenzione è tutt’altro che rimessa all’Amministrazione, alla quale viceversa non viene riconosciuto alcun margine di discrezionalità, nemmeno quella condizionata da criteri direttivi e linee generali di disciplina che, secondo le Sentenze n. 174/17 e n. 69/17 della Corte Costituzionale, la rendono compatibile con la riserva relativa.

I Giudici costituzionali hanno rigettato la questione di legittimità in esame perché la norma censurata si sarebbe limitata a rinviare a un elenco preesistente e il Legislatore non avrebbe attribuito all’Istat alcun potere discrezionale in merito, limitandosi a recepire l’elencazione quale presupposto per l’esenzione dall’Imu.

[1] In riferimento alle zone di montagna.

di Carolina Vallini


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