Incarichi di collaborazione, consulenza, studio e ricerca negli Enti Locali

Incarichi di collaborazione, consulenza, studio e ricerca negli Enti Locali

Nella Delibera n. 27 del 16 aprile 2018 della Corte dei conti Toscana, la Sezione approva il referto relativo a “Incarichi di collaborazione, consulenza, studio e ricerca negli Enti Locali- esercizi 2013/2015”, redatto ai sensi dell’art. 1, comma 173, della Legge n. 266/05. In particolare, il referto in questione concerne il controllo, da parte della Sezione regionale, degli atti di spesa di importo superiore ad Euro 5.000, relativi a collaborazioni, consulenze, studi e ricerche, adottati negli esercizi 2013, 2014 e 2015 dagli Enti Territoriali diversi dalla Regione, e trasmessi alla Corte dei conti ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, comma 173, della Legge n. 266/05, il quale prevede che “gli atti di spesa relativi ai commi 9, 10, 56 e 57 di importo superiore a Euro 5.000 devono essere trasmessi alla competente Sezione della Corte dei conti per l’esercizio del controllo successivo sulla gestione”. Dunque, come esplicitamente risulta dalla disposizione sopra citata, il controllo commesso dalla legge alla Corte dei conti si inquadra nell’ambito del controllo sulla gestione, disciplinato dall’art. 3, comma 4, della Legge n. 20/94 (secondo il quale “la Corte dei conti svolge, anche in corso di esercizio, il controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle Amministrazioni pubbliche […] verificando la legittimità e la regolarità delle gestioni…”) e richiamato dall’art. 7, comma 7, della Legge n. 131/03 (secondo il quale “le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti verificano, nel rispetto della natura collaborativa del controllo sulla gestione […] la sana gestione finanziaria degli Enti Locali…”). Controllo che, nel caso di specie, si esercita sullo specifico segmento dell’azione amministrativa costituito dal conferimento degli incarichi di cui al sopracitato art. 1, comma 173, della Legge n. 266/05. La Sezione evidenzia una situazione che, valutata per Ente o per incarico o per requisito di legittimità, può essere definita “a macchia di leopardo”.

In linea di massima, pur se non si rilevano che poche situazioni macroscopicamente critiche, la Sezione afferma che il Comparto nel suo complesso è ad oggi ben lungi dall’esibire una osservanza dei requisiti e presupposti di legge e fattuali che possa dirsi se non totale almeno tendenzialmente tale. Appare quindi necessario un non irrilevante sforzo di implementazione da parte di pressoché tutti gli Enti per innalzare il tasso di regolarità e rispetto dei requisiti di legge del Comparto. Fatte salve le verifiche di Organi terzi con riferimento a profili di valutazione che esulano da quelli di propria competenza, la Sezione vigilerà da subito per verificare il livello di adeguamento delle Amministrazioni alle osservazioni contenute nel presente referto in funzione della eliminazione per l’avvenire delle criticità rilevate.


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