Incarichi di lavoro autonomo professionale: non possono essere affidati per lo svolgimento di funzioni ordinarie del Comune

Incarichi di lavoro autonomo professionale: non possono essere affidati per lo svolgimento di funzioni ordinarie del Comune

Nella Delibera n. 49 del 26 settembre 2017 della Corte dei conti Basilicata, un Sindaco ha chiesto un parere in materia di spese del personale a tempo determinato relativamente alla possibilità di affidamento di incarico di lavoro autonomo professionale a fattura per psicologo e assistente sociale presso l’Ufficio “Servizi sociali” del Comune, ai sensi dell’art. 9, comma 28 del Dl. n. 78/10.

La Sezione specifica che le collaborazioni esterne, nella forma del contratto di lavoro autonomo, non possono essere avviate per lo svolgimento di funzioni ordinarie dell’Ente, ma solo per esigenze temporanee e/o eccezionali. Davanti ad una necessità di carattere strutturale, l’Ente è tenuto ad attivare le ordinarie procedure di approvvigionamento di personale, previa osservanza dei vincoli normativi vigenti, nello specifico per quanto riguarda i limiti di spesa. Dunque, l’unico ostacolo al conferimento dell’incarico potrebbe riguardare i limiti di carattere generale concernenti l’aggregato complessivo della spesa del personale in relazione al quale occorre verificare l’incidenza del finanziamento regionale con il quale verrebbe coperta la spesa per l’incarico annuale di lavoro autonomo. La Sezione chiarisce che, in assenza di una specifica previsione normativa, l’esclusione dal computo della spesa di personale ai fini della verifica del rispetto dei limiti fissati dall’art. 1, comma 557, della Legge n. 296/2006, deve considerarsi limitata, in ragione della specifica fonte di finanziamento, agli importi derivanti da contratti di assunzione, il cui costo sia totalmente finanziato a valere su fondi dell’Unione Europea o privati, accedendo in tal modo all’interpretazione fornita dalla Corte dei conti Lombardia nella Delibera n. 281/13, con la quale si è affermato che, “al di fuori dei casi espressamente previsti per legge, la provenienza dalla Regione delle risorse per il finanziamento delle spese di personale, non esclude il loro computo nei tetti fissati per la riduzione ex art. 1, comma 557, della Legge n. 296/06”.


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