Incolumità pubblica: prorogata l’Ordinanza del Ministero della Salute per la prevenzione dell’aggressione dei cani

Incolumità pubblica: prorogata l’Ordinanza del Ministero della Salute per la prevenzione dell’aggressione dei cani

Il Ministero della Salute ha prorogato, con Ordinanza 3 agosto 2015, pubblicata sulla G.U. n. 209 del 9 settembre 201, la propria precedente Ordinanza 6 agosto 2013, come modificata da quella datata 28 agosto 2014, recante “Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”.

Si evidenzia che l’art. 1 ha riscritto il comma 5 dell’art. 1 dell’Ordinanza 6 agosto 2013. Con le modifiche introdotte, il Ministero della Salute sembra aver voluto alleggerire gli oneri attribuiti ai Comuni in merito all’organizzazione dei percorsi formativi rivolti ai proprietari di cani che hanno morso o aggredito qualcuno o che sono stati individuati come potenzialmente a rischio per altre ragioni.

Nella precedente formulazione veniva infatti stabilito che “sono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani, in conformità al Decreto ministeriale 26 novembre 2009, con rilascio di un attestato di partecipazione denominato patentino. I percorsi formativi sono organizzati dai Comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali […]”. Ma lo stesso comma, così come riscritto dalla più recente Ordinanza, dispone invece che i Comuni e i servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali “possono organizzare” i percorsi formativi in questione e specifica poi, all’ultimo capoverso, che “i percorsi formativi su base volontaria possono essere promossi e organizzati autonomamente anche da Medici veterinari libero professionisti nel rispetto dei criteri sopra indicati, informando il Comune, il Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale e l’Ordine professionale”.

Restano invece invariate le altre disposizioni introdotte dalla precedente Ordinanza, tra le quali ricordiamo:

  1. l’obbligo di utilizzare guinzagli che non superino 1,50 metri di lunghezza nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai Comuni;
  2. l’obbligo, per chiunque conduca il cane in ambito urbano, di portare con sé una museruola e di raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse;
  3. il divieto di addestrare cani in maniera tale da accrescerne l’aggressività o di sottoporli a doping;
  4. il divieto di incrociare cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività;
  5. il divieto di vendita, esposizione ai fini di vendita o commercializzazione di cani sottoposti a interventi chirurgici non conformi all’art. 10 della “Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia” (Strasburgo, 13 novembre 1987), ratificata e resa esecutiva in Italia con la Legge 201/10;
  6. l’obbligo di certificazione, da parte di un veterinario, degli interventi chirurgici effettuati in conformità con il sopra citato art. 10 della “Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia”;
  7. l’obbligo per i proprietari degli animali inseriti nel “Registro dei cani a rischio elevato di aggressività”, di cui a comma 3 dell’art. 3, di stipulare “una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e [di applicare] sempre al cane, quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, sia guinzaglio sia museruola”;
  8. il divieto di possedere o detenere cani che siano stati registrati in questo elenco per determinate categorie di soggetti, tra i quali rientrano i delinquenti abituali, i cittadini sottoposti a misure di prevenzione personale o a misure di sicurezza personale, chi ha riportato condanne – anche non definitive – per delitti non colposi contro la persona o contro il patrimonio (punibili con reclusione superiore a 2 anni).

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