Indebitamento e spese di investimento

Indebitamento e spese di investimento

Nella Delibera n. 83 dell’11 settembre 2019 della Corte dei conti Puglia, viene chiesto un parere sulla possibilità di ricorrere all’indebitamento per affrontare le spese derivanti dall’attuazione di un accordo transattivo diretto a chiudere una controversia per violazione di alcuni obblighi contrattuali da parte dell’Ente.

In sostanza, la Sezione deve chiarire se le spese relative a detto accordo possano essere qualificate in termini di investimento. La Sezione per prima cosa rileva che la qualificazione in termini di investimento debba essere riservata alle sole spese inerenti in modo diretto e fisiologico (e non indiretto e patologico) alle fattispecie contemplate dall’art. 3, comma 18, della Legge n. 350/2003. Il che non sembra predicabile con riferimento ad un accordo transattivo finalizzato a porre fine a un contenzioso processuale, derivante da una condotta dell’Ente Locale contraria ai suoi obblighi negoziali e in parte concluso con Sentenza passata in giudicato di condanna dello stesso Ente. Un siffatto accordo è deputato, non a produrre “un aumento della ‘ricchezza’ dell’Ente” interessato, ma a contenerne il depauperamento. Non genera un “aumento di valore del patrimonio immobiliare o mobiliare” ma, più verosimilmente, mira a limitare il detrimento di quel valore.

Infine, la Sezione sottolinea che, posto che la lite che l’accordo mira a prevenire o risolvere scaturisce da una condotta della Pubblica Amministrazione contraria agli obblighi sulla stessa gravanti, ipotizzare di finanziare mediante indebitamento la relativa spesa e, dunque, qualificare implicitamente la stessa come investimento non soddisfa “l’esigenza di assicurare un comportamento gestionale degli enti improntato ad una prassi di assoluto rigore ed in linea con la necessità di garantire il rispetto della regola del pareggio economico del bilancio degli Enti Locali”.

Quindi, premesso che il ricorso all’indebitamento può essere consentito per la copertura di debiti fuori bilancio riconosciuti per spese di investimento, la copertura dell’eventuale relativo accordo transattivo non potrebbe che riguardare tali spese, con esclusione di quelle estranee al corrispondente incremento patrimoniale.


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