Indennità di carica: dimezzamento in caso di mancata richiesta dell’aspettativa

Indennità di carica: dimezzamento in caso di mancata richiesta dell’aspettativa

Nella Delibera n. 291 dell’11 dicembre 2020 della Corte dei conti Abruzzo, un Comune ha chiesto un parere in merito alla possibilità di riconoscere l’indennità di funzione intera anche nei periodi di costanza del rapporto di lavoro ad un componente della Giunta comunale, Insegnante supplente a tempo determinato. La Sezione osserva che l’art. 82, comma 1, del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel), stabilisce il dimezzamento dell’indennità di funzione degli Assessori comunali nei confronti dei dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa. Dunque, tale articolo promuove e riconoscere, compensandola, la totale dedizione dell’Amministratore pubblico al perseguimento degli interessi della collettività, consentendogli di percepire somme che gli consentano di mantenere il necessario grado di indipendenza economica per tutto il periodo di esercizio delle funzioni. La stessa ovviamente viene ad assumere minore significato quando il singolo Assessore già percepisca un proprio stipendio come lavoratore dipendente, avendo scelto di non prendere il periodo di aspettativa previsto dalla legge. Proprio questa situazione, e cioè il venire meno delle impellenti necessità di sostentamento economico, giustifica la riduzione dell’indennità al 50%. Dunque la Sezione, condividendo le conclusioni della più recente giurisprudenza delle Sezioni controllo, ha escluso che il dipendente assunto a tempo determinato abbia titolo di utilizzare l’aspettativa per mandato elettorale, considerato che il collocamento in aspettativa si porrebbe in conflitto insanabile con la prefissione di un termine, che è elemento essenziale del rapporto, giacché la sospensione dell’efficacia verrebbe ad incidere, prorogandola, sulla durata originariamente programmata in ragione di esigenze temporanee. Il dimezzamento dell’indennità prevista per il Sindaco lavoratore dipendente che non chiede l’aspettativa è una misura diretta a impedire la fruizione del doppio emolumento (stipendiale e indennitario) per intero, e non anche a soddisfare esigenze di contenimento della spesa pubblica.


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