Indice di percezione della corruzione 2021: l’Italia migliora la propria performance

di Stefano Paoli

Il 25 gennaio 2022, Trasparency International Italia ha pubblicato, come ogni anno, l’Indice annuale del Cpi (Corruption Perception Index) e cioè l’Indice di percezione della corruzione e, quest’anno diversamente da quanto è accaduto negli ultimi anni, il nostro Paese ha compiuto un vero e proprio salto in avanti migliorando la propria posizione nella classifica.

Infatti, il balzo in avanti dell’Italia, quantificato in 3 punti (da 53 a 56), consente al nostro Paese di guadagnare ben 10 posizioni in classifica dal 2012, al momento cioè dell’entrata in vigore della Legge n. 90/2012 (c.d. “Legge Anticorruzione” o “Legge Severino”), passando dalla 52^ alla 42^. Fatta salva una “pausa” o un minimo miglioramento negli ultimi anni, il trend di crescita è ormai decennale. Nel breve periodo (2021 su 2020) invece, si registra un leggero miglioramento (3 punti) che è sicuramente un risultato da considerarsi nell’immediato positivo ma che però non può considerarsi del tutto soddisfacente e rassicurante.

Ma cosa è l’Indice di percezione ? È un mezzo utilizzato per misurare in 180 Paesi, appunto, la percezione della corruzione nel Settore pubblico e tale valutazione si basa su 13 strumenti di analisi, ai quali vanno poi aggiunti sondaggi condotti da esperti della materia. La metodologia utilizzata viene parzialmente modificata ogni anno per avere un dato sempre più attendibile in relazione ai diversi Paesi esaminati.

Il risultato che deriva dall’utilizzo di questi strumenti permette di attribuire, ad ogni Paese, un punteggio relativo all’efficacia che ogni Sistema nazionale adotta per combattere, ma soprattutto prevenire, la corruzione. Il punteggio attribuito è inversamente proporzionale alla corruzione: 0 è il valore più alto del livello di corruzione percepita, 100 il livello più basso. Il nostro Paese, con 56 punti si colloca quindi a circa metà classifica con un livello intermedio di percezione.

In generale, i risultati del “CPI 2021”, a parte la nostra performance, sono sostanzialmente stazionari rispetto a quelli del 2020, con un punteggio medio globale pari a 43/100 (molto basso), con 131 Paesi che non hanno fatto registrare miglioramenti significativi, anche rapportati agli ultimi 10 anni, mentre altri 27 Paesi hanno ottenuto i punteggi più bassi di sempre: in pratica, due terzi dei Paesi ha un punteggio sotto la soglia di 50/100.

Va comunque evidenziato che nessun Paese raggiunge quota 100 punti: i Paesi più virtuosi (c.d. “Paesi puliti”) sono la Danimarca, la Finlandia e la Nuova Zelanda con 88 punti, mentre quelli meno virtuosi, che occupano gli ultimi 3 posti della graduatoria, sono la Somalia e la Siria con 13 punti e il Sud Sudan con 11 punti. Merita sottolineare che la Russia ha 23 punti, gli Stati Uniti 67 e l’ultimo dei Paesi UE è la Bulgaria con 42 punti.

I Paesi del Nord Europa d’altro canto vantano una lunga storia come primi della classe nella rilevazione della percezione della corruzione, che deriva da una vera e propria cultura della legalità.

A proposito di Unione Europea, il punteggio medio ottenuto dai 27 Paesi è di 64/100 e l’Italia, purtroppo, occupa il 17 ° posto fra i 27 Paesi membri.

Nello specifico a livello di Area UE, per esempio, i Paesi Bassi occupano l’8^posizione su 180, il Lussemburgo il 9°, la Germania la 10°, l’Austria la 13°, Francia la 22° e la Spagna la 34°, ed hanno registrato performance migliori rispetto all’Italia.

Anche il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno raggiunto risultati migliori dell’Italia che, è bene ricordarla, è stata superata, per esempio, anche dagli Emirati Arabi Uniti, Taiwan, Cile, Qatar, Capo Verde, Costa Rica e Slovenia, ed ha lo stesso punteggio della Polonia e dell’Isola di Santa Lucia.

La nuova posizione in classifica dell’Italia è comunque il segnale di un miglioramento di una situazione generale, di un aumento di fiducia nel nostro Paese, come detto, anche a livello internazionale, nonostante il 2021 sia stato condizionato dall’epidemia e dalla fase emergenziale, di una fase di crescita di credibilità internazionale frutto di un’azione sinergica pubblico-privato che con l’aiuto delle Istituzioni e della società civile in relazione alla Trasparenza e all’Anticorruzione e permesso il raggiungimento dei risultati sopra evidenziati. Le iniziative che sono state realizzate, non solo nel 2021 ma anche negli anni precedenti, stanno dando i suoi frutti e si stanno vedendo i primi, e speriamo, non ultimi risultati positivi. Nel Settore privato, dal 2016 ad oggi sono aumentate in modo considerevole organizzazione certificate Iso 37001 – che, come è noto, è un Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione – segnale di un aumento di responsabilità e sensibilità a questa tematica da parte delle Aziende italiane. Successivamente il Comitato tecnico ISO/TC 309 Governance, l’anno scorso, ha pubblicato la Iso 37301 (“Linea-guida per Sistemi di gestione Compliance”) e la Iso 37002 (“Linea-guida per Sistemi di gestione del whistleblowing”).

Sono norme di carattere internazionale, la cui applicazione non è vincolante, né per il Settore privato, né per quello pubblico, ma sicuramentecontribuiscono alla diffusione di una cultura della legalità, oltre che a comportare benefici in termini di tutela del patrimonio, di competitività e rating di legalità. Infatti, l’Ente che decide, su base volontaria, di utilizzare questi Sistemi di gestione, avrà la possibilità di utilizzare strumenti per una governance aziendale più efficiente in relazione alle sfide attuali e prossime che saranno chiamate ad affrontare. 

Quello che emerge da questa analisi è l’aumento della consapevolezza in materia di integrità morale e civile da parte di tutti i soggetti interessati compresi i comuni cittadini, per una ripartenza dopo la pandemia che ha colpito purtroppo il mondo e non solo in nostro Paese.

Ma c’è ancora molto da fare per migliorare la nostra posizione nel range internazionale e, in alcuni casi, siamo ancora in ritardo. Basti pensare al recepimento della Direttiva UE 2019/37 in materia di whistleblowing, termine scaduto il 7 dicembre scorso, adempimento fondamentale per integrare e modificare quanto già previsto con la Legge 30 novembre 2017, n. 179.

Così come, in tema di Antiriciclaggio, la pubblicazione del Registro dei titolari effettivi, che è stato introdotto con la normativa di recepimento della Direttiva UE, alla quale non si è potuto ancora dare seguito in quanto non sono stati ancora emanati i Decreti attuativi previsti dalla Legge.

Da ultimo ma non per ultimo, la Legge sul lobbying, il cui testo è stato approvato in prima seduta dalla Camera dei Deputati, rimanendo in attesa dell’approvazione da parte del Senato.

Questi risultati devono essere confermati nel corso dei prossimi anni e l’attuazione e realizzazione del “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (“Pnrr”), con la quantità enorme di finanziamenti che stanno arrivando, sarà il banco di prova di questa ritrovata fiducia ponendo massima attenzione alla prevenzione della corruzione: Appalti, Innovazione, Ambiente, Energia, Sanità, Infrastrutture sociali e territoriali, sono i Settori in cui misureremo la “nuova” trasparenza e integrità dell’attività pubblica e privata.