Con un Comunicato-stampa diramato il 14 agosto 2018, l’Inps ha precisato che dal 1° gennaio 2019 i pubblici dipendenti potranno continuare a sistemare la loro posizione contributiva senza incorrere in alcuna conseguenza prescrittiva sul diritto al riconoscimento previdenziale dei periodi di lavoro presso la Pubblica Amministrazione.
A partire da quella data, il datore di lavoro pubblico non potrà più regolarizzare i versamenti dei contributi mancanti e prescritti secondo la prassi in uso nell’ex Inpdap, ma dovrà sostenere un onere parametrato a quello corrispondente alla rendita vitalizia in vigore nelle gestioni private dell’Inps. Ciò eccezion fatta per gli Insegnanti delle Scuole primarie paritarie e degli Asili eretti in Enti morali e per le Scuole dell’infanzia comunali. Essendo iscritti alla Cassa Pensioni Insegnanti, nell’ipotesi in cui il datore di lavoro non sia in grado di sostenere la rendita vitalizia e non vi provveda, questi dovranno infatti pagare direttamente per vedersi valorizzato il periodo sulla posizione assicurativa.
Per qualsiasi verifica della propria posizione contributiva, i lavoratori dipendenti pubblici possono accedere al sito istituzionale Inps. Eventuali richieste di variazioni relative alla posizione assicurativa potranno essere richieste senza dover tener conto di alcun termine perentorio.




