Irap, “split payment” e “ecobonus”: il quadro delle novità fiscali di interesse per gli Enti Locali contenute nel Ddl. Stabilità 2015  

Irap, “split payment” e “ecobonus”: il quadro delle novità fiscali di interesse per gli Enti Locali contenute nel Ddl. Stabilità 2015   

Tra le misure introdotte nel Disegno di legge della Manovra finanziaria per il 2015 ci sono importanti novità di natura fiscale di interesse per gli Enti Locali, prima tra tutte quella relativa al cosiddetto “split payment”. Proponiamo qui di seguito una breve analisi delle disposizioni più rilevanti contenute nel Ddl.

Art. 5 Deduzione del costo del lavoro da imponibile Irap

A partire dal 1° gennaio 2015, attraverso una modifica all’art. 11 del Dlgs. n. 446/97, il comma 1 ammette in deduzione dal conto economico la differenza tra il costo complessivo del personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e le c.d. “deduzioni analitiche o forfettarie” previste dalla medesima norma.

La disposizione in esame interessa gli Enti Locali che adottano il metodo contabile per opzione ai sensi dell’art. 10-bis, comma 2, del Dlgs. n. 446/97. Dal momento che tali Enti non godono delle citate deduzioni e adottano il metodo contabile solo per i Servizi rilevanti Iva oggetto di opzione, potranno essere considerati, in aumento ai costi deducibili dal conto economico, le sole spese per il personale dipendente a tempo indeterminato impiegato nei servizi Iva oggetto di opzione.

Al comma 2 vengono ripristinate per i 2014 le aliquote vigenti antecedentemente alle modifiche introdotte dal Dl. n. 66/14, convertito con modificazioni dalla Legge n. 89/14 (c.d. “Decreto Irpef”). Dette modifiche pertanto non trovano più applicazione. In conseguenza di ciò, il comma 3 precisa che chi avesse versato l’acconto Irap commerciale nel 2014 in base al metodo previsionale potrà versare la differenza in sede di saldo, senza sanzioni.

Art. 8 – Ecobonus e ristrutturazione

Con una modifica agli artt. 14 e 16 del Dl. n. 63/13, convertito con modificazioni dalla Legge n. 90/13:

–       viene da un lato estesa la detrazione Irpef del 65% fino al 31 dicembre 2015 sia per gli interventi relativi agli edifici esistenti, sia per gli interventi relativi alle parti comuni condominiali;

–       èdall’altro prevista la detrazione Irpef del 50% alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2015 per gli interventi di ristrutturazione edilizia, nonché per le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, fermo restando che le stesse spese sono computate, ai fini della fruizione della detrazione, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni.

Art. 44 – Contrasto all’evasione e altre misure

Il comma 7 introduce, all’interno del Dpr. n. 633/72, l’art. 17-ter, relativo alle prestazioni effettuate nei confronti degli Enti pubblici indicati nell’art. 6, comma 5, del Dpr. n. 633/72 (Enti Locali inclusi), prevedendo che, per operazioni effettuate nei confronti di tali soggetti, qualora queste non agiscano in regime di impresa (acquisti di beni e servizi in ambito istituzionale), l’Ente pubblico committente versa al fornitore il solo corrispettivo al netto dell’Iva, accreditando l’Iva in un apposito conto per essere acquisita direttamente dall’Erario (c.d. “split payment”). E’ quindi fatto rinvio ad una normativa di attuazione che stabilisca le modalità applicative del sistema ed è espressamente prevista la necessaria acquisizione dell’autorizzazione da parte degli organismi comunitari competenti.

I fornitori interessati dalle operazioni in esame possono chiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile ai sensi dell’art. 30 del Dpr. n. 633/72 mentre all’Ente pubblico inadempiente sono applicate le sanzioni previste per gli omessi o tardivi versamenti.

Lo stesso comma 7 introduce, tra le altre cose, all’art. 17, comma 6, del Dpr. n. 633/72 la lett. a-ter), in cui è previsto in sostanza che il reverse charge sia esteso anche alle “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici”.
Pertanto dal 1° gennaio 2015 i fornitori del Comune che emettono fatture inerenti le attività rilevanti Iva, riferite ai suddetti servizi (es. pulizie musei) dovranno non considerare l’Iva ed il Comune dovrà gestirle col meccanismo dell’Inversione contabile.

Il comma 8 prevede, coerentemente con i limiti previsti dall’art. 199-bis della Direttiva Ue 112/2006, che la suddetta norma si applichi al massimo per un periodo di 4 anni, mentre il comma 9 ne subordina l’efficacia al rilascio, parte del Consiglio dell’Unione europea, di una misura di deroga ai sensi dell’art. 395 della citata Direttiva Ue 112/2006 e, ne caso di mancato rilascio della suddetta misura di deroga, al fine di assicurare comunque le maggiori entrate che deriverebbero dalle disposizioni in esame, viene disposto un aumento dell’accisa sui carburanti, da adottarsi entro il 30 giugno 2015 con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane.

Il comma 17 prevede che, nel caso di presentazione di una Dichiarazione “integrativa” e in tutti i casi di regolarizzazione dell’omissione o dell’errore, i termini per la notifica delle cartelle di pagamento relativi, rispettivamente, all’attività di liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni e di controllo formale delle dichiarazioni decorrono, limitatamente agli elementi oggetto dell’integrazione dall’anno successivo a quello di presentazione di tali dichiarazioni. Allo stesso modo, la norma prevede che, limitatamente agli elementi oggetto dell’integrazione, i termini per l’accertamento decorrono dalla presentazione della Dichiarazione “integrativa”.

Il comma 18 elimina a partire dall’anno 2016 e con riferimento all’anno 2015 l’obbligo della Dichiarazione unificata (peraltro, per gli Enti Locali già da qualche anno anche la Dichiarazione Iva, così come la Dichiarazione Irap, è inviata in via autonoma) e anticipa il termine di presentazione della Dichiarazione Iva al mese di febbraio.

Viene così eliminato anche l’obbligo di presentazione della comunicazione dati Iva(obbligo dal quale peraltro gli Enti Locali erano già esonerati).

Art. 45 – Ulteriori misure di copertura

Il comma 3 di tale norma prevede l’aumento delle aliquote Iva come segue:
– dal 10% al 12% dal 1° gennaio 2016 e al 13% dal 1° gennaio 2017;
– dal 22% al 24% dal 1° gennaio 2016, al 25% dal 1° gennaio 2017 ed al 25,5% dal 1° gennaio 2017.

Il comma 4 precisa che, le misure di cui sopra “possono essere sostituite integralmente o in parte da provvedimenti normativi che assicurino, integralmente o in parte gli stessi effetti positivi sui saldi di finanza pubblica attraverso il conseguimento di maggiori entrate ovvero di risparmi di spesa mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica”.

 

di Francesco Vegni


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