Istat: Pil italiano sale dello 0,8% nel 2015

Istat: Pil italiano sale dello 0,8% nel 2015

Dopo 3 anni consecutivi di segno meno, il Pil italiano torna a crescere, seppur in modo contenuto, chiudendo il 2015 con un +0,8%. A renderlo noto, con il Comunicato 1° marzo 2016, è l’Istat.

Nel 2015 – si legge – il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.636.372 milioni di Euro correnti, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è aumentato dello 0,8%, registrando una crescita dopo 3 anni consecutivi di flessioni”.

Un segnale positivo che però continua ad attestare una maggiore fatica nella ripresa del Belpaese rispetto a quella di altre potenze economiche, europee e non. Mentre l’Italia mancava – seppur di poco – l’obiettivo fissato nel Def 2015 di una crescita pari allo 0,9%, il Pil statunitense cresceva del 2,4%, quello del Regno Unito del 2,2%, quello tedesco dell’1,7% e quello francese registrava un + 1,2%.

Sul fronte della domanda interna, l’Istat ha calcolato che nel 2015 ci sono state, in termini di volume, variazioni positive nei consumi finali nazionali (0,5%) e negli investimenti fissi lordi (0,8%). Quanto ai flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 4,3% e le importazioni del 6,0%.

La domanda interna – si legge nel Comunicato – ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 0,5 punti percentuali (1,0 al lordo della variazione delle scorte) mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo per 0,3 punti. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (3,8%), nell’industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,4%). Le costruzioni hanno invece registrato un calo dello 0,7%”.

L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è risultato essere pari al 2,6%, a fronte del 3,0% del 2014.

L’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil è stato pari all’1,5%, contro l’1,6% dell’anno precedente.


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