Istituto contrattuale della “transazione”: non è incluso nelle fattispecie normative di riconoscimento dei debiti fuori bilancio

Istituto contrattuale della “transazione”: non è incluso nelle fattispecie normative di riconoscimento dei debiti fuori bilancio

Nella Delibera n. 80 del 25 maggio 2017 della Corte dei conti Puglia, un Sindaco ha chiesto un parere in merito alla qualificazione giuridico-contabile del contratto di transazione, con possibile identificazione nelle fattispecie di debito fuori bilancio, analiticamente indicate nell’art. 194, comma 1, del Dlgs. n. 267/00. Le fattispecie di debito fuori bilancio, indicate nell’art. 194 sopra citato, devono considerarsi tassative e non suscettibili di estensione ad altre tipologie di spesa, in considerazione della “natura eccezionale di detta previsione normativa finalizzata a limitare il ricorso ad impegni non derivanti dalla normale procedura di bilancio”. Di conseguenza, nell’ambito delle fattispecie normative di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, non può considerarsi incluso l’istituto contrattuale della “transazione”. Infatti, a differenza dei debiti fuori bilancio (chiaramente riconducibili al concetto di sopravvenienza passiva in quanto, in assenza di una specifica previsione nel bilancio di esercizio in cui i debiti si manifestano, esse prescindono necessariamente da un previo impegno di spesa), gli accordi transattivi presuppongono invece la decisione dell’Ente di pervenire ad un accordo con la controparte, per cui è possibile prevedere, da parte del Comune, tanto il sorgere dell’obbligazione quanto i tempi per l’adempimento. Ne deriva che l’Ente Locale, in tali casi, si trova nelle condizioni (ed ha l’obbligo) di attivare le normali procedure contabili di spesa (stanziamento, impegno, liquidazione e pagamento) previste dall’art. 191 del Tuel e di correlare ad esse l’assunzione delle obbligazioni derivanti dagli accordi transattivi.

Qualora ricorrano ipotesi transattive che comportino il finanziamento di operazioni contrattuali in più esercizi finanziari, la competenza a provvedere spetterà al Consiglio comunale che, ai sensi dell’art. 42, comma 2 lett. i) del Tuel, adotta qualsiasi atto che comporti l’assunzione, da parte del Comune, di “…spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo”.


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