Iva: chiarita la natura fiscale delle somme corrisposte dai “Sistemi individuali e collettivi’’ ai Sottoscrittori gestori dei Centri di raccolta

Iva: chiarita la natura fiscale delle somme corrisposte dai “Sistemi individuali e collettivi’’ ai Sottoscrittori gestori dei Centri di raccolta

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 329 del 15 maggio 2023, ha fornito chiarimenti in ordine alla natura o meno di corrispettivo, ai sensi dell’art. 3 del Dpr. n. 633/1972, delle somme corrisposte dai ‘‘Sistemi individuali e collettivi” ai Sottoscrittori gestori dei Centri di raccolta.

Il Consorzio istante ha ricordato che:

a) la raccolta e gestione dei rifiuti in questione è condotta dai produttori di pile e accumulatori portatili e dai produttori di pile e accumulatori per veicoli (in breve, ‘‘produttori di pile e accumulatori’’) tramite ‘‘Sistemi individuali e collettivi”, che operano per il conseguimento della raccolta, reimpiego, trattamento, recupero, riciclaggio e smaltimento;

b) i ‘‘Sistemi individuali e collettivi” partecipano al Consorzio con attività esterna denominato ‘‘Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori” (di seguito “Cdcnpa”), istituito ai sensi dell’art. 16 del Dlgs. n. 188/2008, nel rispetto degli artt. 2602 e seguenti e 2612 e seguenti del Codice civile;

c) l’assegnazione dei punti di raccolta delle pile e accumulatori portatili e accumulatori per veicoli e industriali (in breve ‘‘pile e accumulatori’’) ai ‘‘Sistemi individuali e collettivi” è effettuata da Cdcnpa;

d) il Cdcnpa, in rappresentanza dei produttori di pile e accumulatori, ha sottoscritto un Accordo di Programma (di seguito anche ‘‘Accordo’’) con Anci, per la definizione delle condizioni generali per il ritiro da parte dei “Sistemi individuali e collettivi” dei rifiuti di pile e accumulatori, garantendo la razionalizzazione e l’omogeneità a livello territoriale dell’Intervento;

e) l’Accordo prevede:

­- che, ‘‘a fronte dell’implementazione ed al mantenimento dei livelli di servizio per la raccolta dei rifiuti di pile e accumulatori portatili e al raggiungimento delle soglie di premialitá i ‘Sistemi individuali e collettivi’ si impegnano ad erogare i contributi economici ivi previsti ai Sottoscrittori. Al fine di ristorare i costi del servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani ai Sottoscrittori per la messa a disposizione del proprio Cdr (Centro di raccolta) e per il raggiungimento dei livelli minimi di servizio previsti, i ‘Sistemi individuali e collettivi’, con le suddette premesse, riconoscono un corrispettivo. Il corrispettivo è funzionale anche al raggiungimento degli obiettivi raccolta, riciclaggio e recupero dei rifiuti di pile e accumulatori come previsto dal Dlgs. n. 188/2008 nelle modalità previste dal presente Accordo di Programma”;

­- un corrispettivo incrementale erogato in funzione della differenza anno su anno della raccolta delle pile e accumulatori, oltre a prevedere la possibilità di stipulare tra “Sistemi individuali e collettivi” aderenti al Cdcnpa e Sottoscrittori dell’Accordo stesso apposita Convenzione per lo svolgimento delle attività di logistica sul territorio, secondo i corrispettivi previsti nell’ Accordo.

In sede di documentazione integrativa, il Consorzio istante ha chiarito altresì che ‘‘non sono azionabili meccanismi di reazione ad eventuali ‘‘inadempimenti’ delle parti coinvolte in quanto i Sottoscrittori gestori dei Centri di raccolta non hanno alcun obbligo di legge o contrattuale di far ritirare le pile e accumulatori portatili e gli accumulatori per veicoli e industriali ai ‘Sistemi individuali e collettivi’ iscritti al Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori”. ­‘‘I corrispettivi di cui ai quesiti 1 e 2 (n.d.r., di seguito formulati) non possono configurarsi alla stregua di un‘integrazione del corrispettivo previsto al quesito di cui al punto 3 in quanto i corrispettivi di cui ai quesiti 1 e 2 vengono erogati in base all’Accordo di Programma da parte di tutti i ‘Sistemi individuali e collettivi’ a tutti i Sottoscrittori gestori dei Centri di raccolta che hanno affidato la raccolta ai ‘Sistemi individuali e collettivi’ iscritti al Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori, indipendentemente dalla attivazione o meno degli Accordi diretti tra Sottoscrittori e ‘Sistemi individuali e collettivi’ che comportano l’erogazione del corrispettivo di cui al punto 3”.

­‘‘Gli obiettivi di raccolta sono determinati dalla Direttiva Europea 2006/66/CE, recepita dal Dlgs. n. 188/2008, e sono previsti esclusivamente per le pile e accumulatori portatili… Si tratta di obiettivi a livello nazionale, ovvero obiettivo che dovrebbe essere conseguito dal ‘Sistema Paese”. L’attuale normativa non prevede obiettivi per i singoli “Sistemi individuali e collettivi” e per i Sottoscrittori gestori dei Centri di raccolta.

Se l’obiettivo non viene raggiunto a livello di ‘‘Sistema Paese’’, non sono attualmente previste sanzioni e, di riflesso, non sono previste sanzioni per gli operatori.

Tutto ciò considerato, a parere del Consorzio istante esistono oggettive condizioni di incertezza circa l’assoggettamento ad Iva ai sensi dell’art. 3 del Dpr. n. 633/1972 delle somme corrisposte dai ‘‘Sistemi individuali e collettivi”ai Sottoscrittori gestori dei Centri di raccolta, in merito a:

Quesito n. 1: corrispettivi erogati a ‘‘ristoro degli oneri per la raccolta separata di pile e accumulatori portatili e di accumulatori per veicoli sostenuti dal servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani e le modalità di ritiro da parte dei produttori presso i centri di raccolta”;

Quesito n. 2: corrispettivi incrementali erogati in funzione della differenza anno su anno della raccolta;

Quesito n. 3: corrispettivi per lo svolgimento delle attività di logistica sul territorio.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato in via preliminare che le questioni sollevate con l’Istanza di Interpello in commento riguardano un Settore la cui disciplina Iva, su espresso rinvio contenuto nel n. 127­-sexiesdecies) della Tabella “A”, Parte III, allegata al Decreto Iva, è strettamente legata alle disposizioni del Dlgs. n. 152/2006 (c.d. “Testo unico dell’ambiente”, “Tua”).

Pertanto, è alle disposizioni del Tua, come da ultimo modificato in particolare dal Dlgs. n. 116/2020, che occorre fare riferimento per individuare il corretto trattamento Iva applicabile alle fattispecie oggetto dei quesiti formulati (vedasi anche Risposta Agenzia delle Entrate n. 91/2022)

L’Agenzia ha richiamato l’art. 183 del Tua e precisato che la definizione di ‘‘rifiuti urbani”è da ricondurre alla lett. b-­ter) del comma 1 di tale norma, che ricomprende in tale ambito ‘‘1. i rifiuti domestici indifferenziati e da raccolta differenziata, ivi compresi: carta e cartone, vetro, metalli, plastica, rifiuti organici, legno, tessili, imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti ingombranti, ivi compresi materassi e mobili”.

Da quanto precede consegue che l’aliquota Iva del 10%, prevista dal n. 127-­sexiesdecies), si applica alle prestazioni in esso previste (ai fini in esame, ‘‘gestione, stoccaggio e deposito temporaneo’’, come definiti dal Tua) aventi ad oggetto ‘‘le pile e gli accumulatori’’ in quanto ora espressamente considerati dal Legislatore del Tua ‘‘rifiuti urbani”.

Ciò posto, in merito al trattamento Iva delle somme che alcuni produttori di A.E.E. versano ai Centri di raccolta comunali al verificarsi di condizioni di buona operatività (c.d. ‘‘premi di efficienza’’), la citata Risposta n. 91/2022 qualifica tali somme come ‘‘erogazioni di denaro non soggette a Iva” ai sensi dell’art. 2 del Dpr. n. 633/1972 quando, in base allo specifico Accordo di programma, risultano erogate ‘‘…per il perseguimento di obiettivi di carattere generale…’’, quali il miglioramento dell’efficienza della raccolta e conseguentemente il miglioramento della tutela dell’Ambiente.

L’Agenzia ha ritenuto che alle medesime conclusioni possa giungersi anche per le somme denominate ‘‘corrispettivi’’ nell’Interpello in commento, sia quando sono erogate a ‘‘ristoro degli oneri per la raccolta separata di pile e accumulatori…. sostenuti dal servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani…’’ (Quesito n. 1), sia quando sono incrementali, nel senso di pagate ‘‘…in funzione della differenza anno su anno della raccolta’’ (Quesito n. 2).

Peraltro, anche se con riferimento alle somme erogate da una Pubblica Amministrazione, la Circolare 34/E del 2013 ha precisato che la qualificazione di un’erogazione come corrispettivo ovvero quale contributo deve essere individuata in base a norme di legge, e solo quando dette norme non sono chiare, fare riferimento a criteri suppletivi, riportati nel medesimo Documento di prassi.

Nel caso di specie, l’art. 6 del Dlgs. n. 188/2008 qualifica ‘‘ristoro di costi” le somme che il Consorzio eroga ai Sottoscrittori, in esecuzione di un obbligo di legge che pone a carico dei produttori i costi della raccolta, anche se in prima battuta sono sostenuti da un soggetto diverso.

Nel disporre ciò, la medesima disposizione affida allo specifico Accordo di programma il compito di ‘‘stabilire le modalità di ristoro’’ di detti oneri.

Per il comma 1 dell’art. 6 infatti, “al fine di realizzare una gestione dei rifiuti di pile ed accumulatori che riduca al minimo il loro smaltimento… per la raccolta separata di pile ed accumulatori portatili i produttori o i terzi che agiscono in loro nome organizzano e gestiscono, su base individuale o collettiva, sostenendone i relativi costi, sistemi di raccolta separata di pile ed accumulatori portatili idonei a coprire in modo omogeneo tutto il territorio nazionale”, mentre il successivo comma 3 stabilisce altresì che, “al fine di organizzare e gestire i Sistemi di raccolta separata di cui al comma 1, i produttori o i terzi che agiscono in loro nome possono avvalersi delle Strutture di raccolta ove istituite dal servizio pubblico (n.d.r. come nella fattispecie in esame), previa stipula di apposita Convenzione definita sulla base di un accordo di programma quadro stipulato su base nazionale tra i produttori di pile e accumulatori portatili e l’Anci in rappresentanza dei soggetti responsabili del servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani, volto altresì a stabilire le modalità di ristoro degli oneri per la raccolta separata di pile e accumulatori portatili sostenuti dal servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani…”.

In esecuzione di questo obbligo di legge, nel caso di specie, questo Accordo prevede:

­- al punto 8.1 che ‘‘Anci e il Cdcnpa hanno individuato, …, l’opportunità di incentivare scelte organizzative ed operative atte ad assicurare una elevata efficienza complessiva del sistema di gestione dei rifiuti di pile e accumulatori perseguendo le finalità di protezione ambientale sottese alla normativa di cui al Dlgs. n. 188/08 e Dlgs. n. 152/2006”;

­- al successivo punto 8.2 che ‘‘al fine di ristorare i costi del servizio pubblico di gestione dai rifiuti urbani, i Sistemi Individuali e Collettivi, …, riconoscono un corrispettivo’’.

­- al punto 8.3 che ‘‘il [n.d.r. citato] corrispettivo è funzionale anche al raggiungimento degli obiettivi raccolta, riciclaggio e recupero dei rifiuti di pile e accumulatori come previsto dai Dlgs. n. 188/2008…”;

­- al punto 8.4 che ‘‘il corrispettivo tiene conto anche del livello incrementale della raccolta di pile a accumulatori rispetto all’anno precedente”;

­- al punto 8.5, che ‘‘le parti evidenziano espressamente che, ai sensi di legge, gli oneri relativi al trattamento dei rifiuti di pile e accumulatori sono a carico dei ‘Sistemi individuali e collettivi’”, ciò in quanto, … ‘‘a fronte dell’implementazione ed al mantenimento dei livelli di servizio per la raccolta dei rifiuti di pile e accumulatori portatili e al raggiungimento delle soglie di premialità i ‘Sistemi individuali e collettivi’ si impegnano ad erogare i contributi economici ivi previsti ai Sottoscrittori’’;

­- alla lett. f)’ delle Premesse che ‘‘l’organizzazione e la gestione della raccolta differenziata devono essere poste in essere secondo criteri che assicurino la prevenzione e comunque la minimizzazione degli impatti sull’ambiente e privilegino l’efficacia, l’efficienza e l’economicità del servizio”.

Alla luce di ciò e considerata la modulazione del corrispettivo in base alle soglie di premialità/efficienza (vedasi punto 8.5.2 dell’Accordo), l’Agenzia ha ritenuto che i ‘‘corrispettivi’’ (rectiusristoro degli oneri per la raccolta separata di pile e accumulatori portatili sostenuti dal servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani…”) di cui ai Quesiti n. 1 e n. 2 siano mere erogazioni di denaro non soggette a Iva, ai sensi dell’art. 2, comma 3, lett. a), del Dpr. n. 633/1972.

In relazione infine al Quesito 3 (corrispettivi per lo svolgimento delle attività di logistica sul territorio), per il punto 5.2 dell’Accordo ‘‘la disponibilità giuridica dei rifiuti di pile e accumulatori, nel momento del ritiro (inteso come prelievo dal Centro di raccolta) si trasferisce, in forza degli obblighi di cui al Dlgs. n. 188/08, ai ‘Sistemi individuali e collettivi’ che, ottemperando agli obblighi dei Produttori sanciti dal medesimo Dlgs. n. 188/08, agiscono quali intermediari senza detenzione di tali rifiuti, …. La detenzione e materiale disponibilità dei rifiuti di pile e accumulatori in questa fase di ritiro viene trasferita direttamente dal Centro di raccolta agli operatori logistici incaricati dai ‘Sistemi individuali e collettivi’, operatori che rispondono alle condizioni previste per i gestori ambientali dalla normativa ambientale ed alla normativa relativa al trasporto di merci pericolose, ove applicabile”.

La Risposta n. 91/2022 chiarisce che, in base alle definizioni di ‘‘gestione’’ e di ‘‘intermediario’’ recate dalle lett. l) e n), dell’art. 183 del Tua, l’Intermediario può essere considerato un gestore di rifiuti, deponendo in tal senso anche l’art. 188 del Tua.

In particolare, secondo la citata risposta ‘‘allo stato attuale è … possibile ritenere l’intermediario un gestore di rifiuti, in quanto soggetto in linea generale agli stessi obblighi e responsabilità. L’aliquota Iva del 10% è pertanto applicabile anche alle prestazioni di gestione rese … in qualità di ‘‘intermediario senza detenzione di rifiuti’’.

La medesima Risposta specifica altresì che è ovviamente rimessa ‘‘all’organo tecnico competente ogni valutazione circa la riconducibilità delle prestazioni di gestione …, tra quelle previste dalle disposizioni di settore, contenute nel Dlgs. n. 49/2014 e nel Dlgs. n. 152/2006. In proposito si ricorda che l’art. 3-­septies del Tua contempla l’istituto dell’Interpello in materia ambientale, che consente di inoltrare al Ministero della Transizione ecologica (n.d.r. ora Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica) istanze di ordine generale sull’applicazione della normativa statale in materia ambientale. Una possibilità riconosciuta a Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano, Province, Città metropolitane, Comuni, associazioni di categoria rappresentate nel Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro e Associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale o presenti in almeno 5 Regioni o Province autonome”.

Per quanto di propria competenza, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che se la logistica cui fa cenno il Consorzio istante comportasse lo svolgimento di una o più delle attività ‘‘tecnicamente’’ rientranti nelle definizioni di ‘‘gestione’’ e di ‘‘raccolta’’ di cui alle lett. n) e o), dell’art. 183, del Tua (ad esempio prelievo, raccolta, trasporto, recupero, deposito preliminare), detta attività logistica beneficerebbe dell’aliquota Iva ridotta del 10% di cui al n. 127­-sexiesdecies) della Tabella “A”, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972.


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