Iva: confermato che la pura docenza sconta il regime ordinario, mentre l’organizzazione dell’evento formativo quello di esenzione

Iva: confermato che la pura docenza sconta il regime ordinario, mentre l’organizzazione dell’evento formativo quello di esenzione

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 457/2021 del 7 luglio 2021, si è occupata del trattamento ai fini Iva di prestazioni formative rese da singoli relatori ad Enti organizzatori di corsi di formazione, con particolare riferimento all’applicazione degli artt. 5 e 10, comma 1, n. 20), del Dpr. n. 633/1972. 

Tale ultima norma prevede l’esenzione Iva per “le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da Istituti o Scuole riconosciuti da Pubbliche Amministrazioni e da Enti del Terzo Settore di natura non commerciale, comprese le prestazioni relative all’alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da Istituzioni, Collegi o Pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale. Le prestazioni di cui al periodo precedente non comprendono l’insegnamento della guida automobilistica ai fini dell’ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle Categorie ‘B’ e ‘C1’”. 

Tale norma trae origine dall’art. 132, lett. i) e j), della Direttiva Ue n. 2006/112/CE, che individua tra le operazioni che gli Stati membri esentano da Iva “i) l’educazione dell’infanzia o della gioventù, l’insegnamento scolastico o universitario, la formazione o la riqualificazione professionale, nonché le prestazioni di servizi e le cessioni di beni con essi strettamente connesse, effettuate da enti di diritto pubblico aventi lo stesso scopo o da altri Organismi riconosciuti dallo Stato membro interessato come aventi finalità simili; j) le lezioni impartite da insegnanti a titolo personale e relative all’insegnamento scolastico o universitario”. 

Come chiarito dalla Corte di Giustizia Ue (vedasi Sentenza 28 novembre 2013, Causa C-319/12, punto 35), ai sensi del citato art. 132, lett. i), i Servizi educativi e formativi in questione sono esentati solo se effettuati da Enti di diritto pubblico aventi uno scopo di Istruzione o da altri Organismi riconosciuti dallo Stato membro interessato aventi finalità simili sempre che gli altri Organismi, cioè gli Organismi privati, soddisfino il requisito di perseguire finalità simili a quelle dei suddetti Organismi di diritto pubblico.

Come precisato nella Circolare n. 22/E del 2008, la disposizione recata dal citato art. 10, n. 20), del Dpr. n. 633/1972, coerentemente con quanto previsto dall’art. 132 della Direttiva Ue n. 112/2006, con riferimento al requisito soggettivo, richiede, ai fini dell’esenzione dall’Iva, che le prestazioni ivi indicate vengano rese da Istituti o Scuole riconosciuti da Pubbliche Amministrazioni. In particolare, relativamente agli Organismi privati operanti nelle materie di competenza di soggetti pubblici diversi dall’Amministrazione della Pubblica Istruzione (ad esempio, corsi di formazione professionale), al paragrafo 4 della menzionata Circolare n. 22/E del 2008 è stato precisato che il riconoscimento utile ai fini fiscali continua ad essere effettuato dai soggetti competenti per materia (Regioni, Enti Locali, ecc.), con le modalità previste per le specifiche attività educative, didattiche e formative, ad esempio, con l’iscrizione in appositi Albi o attraverso l’istituto dell’accreditamento (vedasi Risoluzione n. 53/E del 2007 e Risoluzione n. 308/E del 2007). 

Coerentemente con tale interpretazione, è applicabile l’esenzione di cui all’art. 10, n. 20), ai corrispettivi percepiti da determinati Enti per l’attività didattica di formazione e aggiornamento professionale da questi svolta in base a cooperazione/convenzione/collaborazione con gli Ordini territoriali, purché tali Enti terzi svolgano le singole attività formative ed operino sotto la direzione, il controllo e la responsabilità dell’Ordine stesso (avente lo status di Ente pubblico) che è tenuto a garantire, essendone responsabile, i contenuti delle attività formative ed il riscontro dell’effettiva partecipazione degli iscritti agli eventi formativi, integrando tali elementi il requisito del riconoscimento da parte della Pubblica Amministrazione richiesto dalle norme di esenzione di cui all’art. 132, paragrafo 1, lett. i), della Direttiva n. 112/2006 e all’art. 10, comma 1, n. 20), del Dpr. n. 633/1972. 

Inoltre, con riferimento all’esenzione prevista dall’art. 132, lett. j), della Direttiva n. 2006/112/CE, con riguardo alle “lezioni impartite da insegnanti a titolo personale e relative all’insegnamento scolastico o universitario”, la Corte di Giustizia europea (vedasi Sentenza Corte di Giustizia Europea del 14 giugno 2007, causa C445/05) ha precisato che la lezione di un docente, a titolo personale, resa attraverso un Istituto di istruzione è esente da Iva solo se le lezioni sono impartite “per proprio conto e sotto la propria responsabilità”. Ad avviso della Corte, tale circostanza si verificherebbe quando il docente non viene retribuito “in caso di impedimento” e perde gli onorari “in caso di soppressione dei corsi”. E’ imponibile invece l’attività resa da un docente/libero professionista ad un Istituto che organizza corsi scolastici o di formazione professionale, quando è l’Istituto stesso ad assumersi ogni rischio per la gestione dei corsi in parola. 

Inoltre, nella Sentenza Corte di Giustizia Europea del 28 gennaio 2010, Causa C-473/08, è stato precisato che non impartisce lezioni “a titolo personale” il docente che operi nell’ambito di corsi di formazione proposti da un Ente terzo che sia responsabile dell’Istituto di formazione nel cui ambito il docente ha impartito lezioni, e che abbia retribuito quest’ultimo in quanto erogatore di servizi a beneficio del Sistema educativo amministrato dall’Ente stesso. 

Tali princìpi quindi non possono essere applicati a singoli relatori persone fisiche liberi professionisti, titolari di Partita Iva che svolgano l’attività formativa nell’ambito di corsi organizzati da Ordini territoriali, configurandosi in tal caso le prestazioni dei docenti come redditi di lavoro autonomo rientranti nell’art. 5 del Dpr. n. 633/1972. 

Nel caso oggetto dell’Istanza, le attività formative che vengono svolte da singoli relatori, oggetto di quesito, sono operate sotto la direzione, il controllo e la responsabilità degli Ordini territoriali, tenuti a garantire, essendone responsabili, i contenuti delle attività formative stesse ed il riscontro dell’effettiva partecipazione degli iscritti agli eventi formativi; pertanto i corsi formativi in oggetto sono organizzati direttamente dagli Ordini territoriali, nei confronti dei quali il singolo relatore emetterà successivamente fattura per la prestazione professionale resa. Pertanto, le prestazioni effettuate da singoli relatori nei confronti dell’Ente organizzatore del corso devono essere assoggettate ad Iva nella misura ordinaria nel caso in cui i relatori siano dotati di Partita Iva in quanto professionisti, per cui l’attività di docenza viene attratta nella sfera dell’attività professionale esercitata (vedasi anche Circolare n. 58/E del 2001), oppure nel caso in cui i relatori, pur non essendo professionisti, svolgono l’attività di docenza in maniera abituale, in applicazione dell’art. 5 del Dpr. n. 633/1972. 

Sull’argomento può essere richiamata anche la Risoluzione n. 100/E del 2005, nella quale è stato tra l’altro precisato che l’esenzione di cui all’art. 10, n. 20), si applica quando i soggetti incaricati dell’esecuzione dei corsi provvedono alla effettuazione di operazioni “che concretizzano nella loro globalità l’esecuzione di corsi di formazione, di aggiornamento o di riqualificazione”. L’esenzione non trova applicazione invece quando i soggetti incaricati provvedano all’effettuazione di singole prestazioni (Risoluzione n. 430947 del 1991). Inoltre, nello stesso Documento di prassi è stato anche evidenziato che l’esenzione da Iva prevista dal citato art. 10, n. 20), riflette unicamente le prestazioni che vengono rese da Scuole, Istituti o altri Organismi e non anche le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli stessi. Pertanto, le eventuali prestazioni rese all’Istituto da docenti esterni, dotati di Partita Iva, devono essere assoggettate ad aliquota ordinaria.


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