Iva: esenti la concessione in uso di spazi e le prestazioni accessorie volte ad agevolare la vaccinazione in quanto “strettamente connesse”

Iva: esenti la concessione in uso di spazi e le prestazioni accessorie volte ad agevolare la vaccinazione in quanto “strettamente connesse”

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 548 del 18 agosto 2021, ha fornito precisazioni sul regime di esenzione da Iva di alcune prestazioni di servizio in quanto “strettamente connesse” ai vaccini.

In particolare, la Società istante ha concesso in uso ad un’Azienda ospedaliera, dietro corrispettivo, una porzione delle proprie aree espositive per consentire lo svolgimento della campagna di vaccinazione da “Covid-19”, garantendo anche l’idoneo allestimento degli spazi e la prestazione di alcuni servizi accessori, di cui alcuni su specifica richiesta della controparte, quantificati e pagati a parte.

L’Agenzia delle Entrate ha richiamato l’art. 1 della Legge n. 178/2020 (“Legge di bilancio 2021”, vedi Entilocalinews n. 2 dell’8 gennaio 2021), che al comma 453, prevede che “in deroga al n. 114) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972, le cessioni di vaccini contro il ‘Covid-19’, autorizzati dalla Commissione europea o dagli Stati membri, e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tali vaccini sono esenti dall’Imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’Imposta ai sensi dell’art. 19, comma 1, del Dpr. n. 633/1972, dal 20 dicembre 2020 al 31 dicembre 2022”.

La norma richiamata ha pertanto introdotto un regime che comporta l’esenzione Iva per le cessioni di vaccini contro il “Covid-19” e per le “prestazioni di servizi strettamente connesse” a tali vaccini, con diritto alla detrazione dell’Iva. Il regime è temporaneo e si applica fino al 31 dicembre 2022. Tale disposizione recepisce la Direttiva (UE) 2020/2020 del Consiglio 7 dicembre 2020, che ha modificato la Direttiva 2006/112/CE, al fine di “rendere più accessibili i costi della fornitura di vaccini contro la ‘Covid-19’ e di dispositivi medico-diagnostici in vitro della ‘Covid-19’ nonché di servizi strettamente connessi a tali dispositivi nell’Unione”. Ciò nell’ambito della strategia elaborata dalla Commissione UE per accelerare lo sviluppo, la fabbricazione e la diffusione di vaccini contro il virus per contribuire a proteggere le persone dell’Unione.

E’ stato introdotto quindi, nel Titolo VIII della Direttiva 2006/112/CE, il nuovo art. 129-bis che concede in via transitoria agli Stati membri la possibilità di adottare misure, quali l’aliquota ridotta o l’aliquota zero, per la fornitura di dispositivi medico-diagnostici in vitro per “Covid-19”, per la fornitura di vaccini contro il “Covid-19”, autorizzati dall’UE, nonché per la prestazione dei servizi strettamente connessi a tali dispositivi e vaccini.

Nel caso in esame, dal contratto stipulato con l’Azienda ospedaliera è possibile desumere che i servizi forniti dalla Società istante consistono essenzialmente in:

1. concessione in uso di Aree espositive e di Parcheggio;

2. garanzie circa l’allestimento e la preparazione degli spazi;

3. allacciamenti elettrici e idrici, condizionamento e assistenza tecnica agli impianti;

4. utilizzo di aree riservate al personale e dei servizi igienici;

5. ulteriori interventi espressamente richiesti dall’Azienda;

6. sorveglianza;

7. servizi extra a pagamento (eventuali ulteriori allestimenti, allacciamenti, ecc.).

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che tali prestazioni rispondano alle finalità della Direttiva (UE) 2020/2020, trattandosi di prestazioni di servizi “strettamente connesse” (ossia indispensabili) ai vaccini anti-“Covid-19”, senza le quali diventa difficile per uno Stato membro assicurare una capillare ed efficace campagna vaccinale a costi sostenibili.

Alla luce anche delle argomentazioni contenute nella Risposta all’Interpello n. 541 e nel Principio di diritto n. 12 del 9 agosto 2021 (vedi commenti all’interno della presente Rivista), l’Agenzia ha quindi concluso che le prestazioni di servizi indicate nel contratto in esame, quali la concessione in uso di una porzione delle proprie aree espositive, garantendo l’idoneo allestimento degli spazi e la prestazione di alcuni servizi accessori, con unico corrispettivo, possano essere acquistate dall’Azienda ospedaliera in esenzione da Iva, senza pregiudizio, in capo alla Società istante, del diritto alla detrazione dell’Iva ai sensi dell’art. 19, comma 1, del Dpr. n. 633/1972.

Peraltro, le prestazioni di cui al punto 7 sopra indicate, non comprese nel corrispettivo unitario, possono rientrare nell’agevolazione in commento a condizione che rispettino – case by case – le finalità sopra evidenziate.


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