Iva: in caso di decesso di un Professionista per le prestazioni già erogate gli eredi devono emettere fatture a nome dello stesso

Iva: in caso di decesso di un Professionista per le prestazioni già erogate gli eredi devono emettere fatture a nome dello stesso

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 785 del 19 novembre 2021 ha fornito un chiarimento in ordine all’obbligo di fatturazione degli eredi del Professionista deceduto.

L’Agenzia ha ricordato che l’art. 35 del Dpr. n. 633/1972 prevede che “gli obblighi derivanti, a norma del presente Decreto, dalle operazioni effettuate dal contribuente deceduto possono essere adempiuti dagli eredi, ancorché i relativi termini siano scaduti non oltre 4 mesi prima della data della morte del contribuente, entro i sei mesi da tale data. Resta ferma la disciplina stabilita dal presente Decreto per le operazioni effettuate, anche ai fini della liquidazione dell’Azienda, dagli eredi dell’imprenditore”.

Al riguardo, con la Circolare 16 febbraio 2007, n. 11/E, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’attività del Professionista non si può considerare cessata fino all’esaurimento di tutte le operazioni, ulteriori rispetto all’interruzione delle prestazioni professionali, dirette alla definizione dei rapporti giuridici pendenti, e in particolare, di quelli aventi ad oggetto crediti strettamente connessi alla fase di svolgimento dell’attività professionale.

Con la Risoluzione 20 agosto 2009, n. 232/E, è stato inoltre precisato che la cessazione dell’attività per il Professionista non coincide con il momento in cui egli si astiene dal porre in essere le prestazioni professionali, bensì con quello, successivo, in cui chiude i rapporti professionali, fatturando tutte le prestazioni svolte e dismettendo i beni strumentali. Fino al momento in cui il Professionista, che non intenda anticipare la fatturazione rispetto al momento di incasso del corrispettivo, non realizza la riscossione dei crediti, la cui esazione sia ritenuta ragionevolmente possibile (perché, ad esempio, non è decorso il termine di prescrizione di cui all’art. 2956, comma 1, n. 2 del Codice civile), l’attività professionale non può ritenersi cessata.

Dette conclusioni sono state poi confermate nella più recente Risoluzione dell’11 marzo 2019, n. 34/E, laddove si precisa che “in presenza di fatture da incassare o prestazioni da fatturare, gli eredi non possono chiudere la Partita Iva del Professionista defunto sino a quando non viene incassata l’ultima parcella”, salvo anticipare la fatturazione delle prestazioni rese dal de cuius.

Le suesposte considerazioni trovano conferma nella Sentenza a SS.UU. n. 8059 del 21 aprile 2016, con la quale la Corte di Cassazione ha affermato che “il compenso di prestazione professionale è imponibile ai fini Iva, anche se percepito successivamente alla cessazione dell’attività, nel cui ambito la prestazione è stata effettuata, ed alla relativa formalizzazione”; e questo perché “[…] il fatto generatore del Tributo Iva e, dunque, l’insorgenza della correlativa imponibilità vanno identificati […] con la materiale esecuzione della prestazione, giacché, in doverosa aderenza alla disciplina Europea, la previsione di cui al Dpr. n. 633 del 1972, art. 6, comma 3, va intesa nel senso che, con il conseguimento del compenso, coincide, non l’evento generatore del Tributo, bensì, per esigenze di semplificazione funzionali alla riscossione, solo la sua condizione di esigibilità ed estremo limite temporale per l’adempimento dell’obbligo di fatturazione”.

Pertanto, considerato che il fatto generatore del Tributo Iva e dunque l’insorgenza della relativa imponibilità va identificato con la materiale esecuzione della prestazione, ne consegue che qualora il de cuius non abbia fatturato la prestazione, l’obbligo si trasferisce agli eredi, in forza del disposto dell’art. 35-bis del Dpr. n. 633/1972, che ovviamente dovranno fatturare la prestazione eseguita dal de cuius non già in nome proprio ma in nome del de cuius.

Dunque, non è escluso che gli eredi si trovino a dover richiedere, come nel caso in esame, la riapertura della Partita Iva del de cuius per fatturare le prestazioni dallo stesso effettuate, sia nei confronti dei titolari di partita Iva che nei confronti dei clienti non soggetti passivi ai fini Iva.


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