Iva: nel caso in cui il Comune sia editore-rivenditore come si applica il regime speciale dell’editoria?

Iva: nel caso in cui il Comune sia editore-rivenditore come si applica il regime speciale dell’editoria?

Il testo del quesito:

Il Comune ha fatto stampare 500 copie di un libro, alcune delle quali sono state vendute (non abbiamo dati certi a questo proposito). Abbiamo optato per il regime della forfetizzazione delle rese.

L’Iva si versa su tutte le copie o è necessario sapere quante effettivamente ne vendiamo?

Chiediamo se esiste sempre l’obbligo di annotazione nel registro dell’editoria e quando dobbiamo versare l’Iva: il libro è stato distribuito nel mese corrente. L’Iva va versata il prossimo mese? Con quale codice?

 

La risposta dei ns. esperti.

In merito al quesito posto, riteniamo utile ricordare preliminarmente che, per applicare il metodo della “forfettizzazione delle rese”, il libro deve riportare necessariamente il prezzo di copertina.

Con riferimento agli altri aspetti, si precisa quanto segue:

1)   se l’Ente applica il metodo della “forfetizzazione delle rese”, essendo nel caso di specie il Comune contestualmente un “editore-rivenditore”, si suggerisce prudenzialmente di applicare il 4% di Iva sul 30% di tutte le copie stampate,a meno che non si sappia a priori che alcune verranno cedute gratuitamente. Questo se si ipotizza di venderne più del 30%, mentre se si ritiene di venderne meno (o molto meno) del 30%, si suggerisce di esercitare l’opzione per il metodo delle “copie effettivamente vendute”, applicando il 4% di Iva sulle stesse;

2)   calcolata l’Iva, se si adotta il metodo della “forfetizzazione delle rese”, essendo come detto il Comune editore-rivenditore e non potendo quindi consegnare o spedire le copie a se stesso, si ritiene che il momento impositivo per versare l’intera Iva a forfait possa essere considerato, alternativamente:
a) o quello della stampa iniziale (massima prudenza) o anche della prima vendita (in tal caso, applicando l’Iva sul 30% dell’intera fornitura ed avendo un unico momento impositivo per tutta la fornitura);

b) o quello della singola vendita (applicando l’Iva sul 30% delle copie vendute, ma ricordando di applicare l’Iva anche sulle copie che non verranno vendute, al netto di quelle che si è deciso a priori di cedere gratuitamente come “campione gratuito”, purché tale indicazione appaia sul prezzo di vendita).

L’Iva a debito, una volta determinata, viene liquidata all’interno della liquidazione del mese insieme alle altre operazioni. In caso di emissione di fatture di vendita – emissione peraltro non obbligatoria laddove venga adottato il sistema della “forfetizzazione delle rese” – queste dovranno riportare l’indicazione “Iva assolta in capo all’editore – art. 74, Dpr. n. 633/72”.

Riguardo al registro ad hoc da tenere – visto che, in base alle norme che disciplinano tale metodo – art. 74, lett. c), Dpr. n. 633/72- le annotazioni devono essere fatte entro il mese successivo a quello di spedizione o consegna dei libri e per ciascun giorno, ma essendo come detto il Comune in tal caso “editore-rivenditore” e non essendovi quindi una verae propria spedizione o consegna ad altro soggetto (es. librerie, rivenditori vari) – il momento da tenere in considerazione per l’aggiornamento del registro è, ad avviso di chi scrive, alternativamente:
aa) nel caso dell’adozione dell’ipotesi a) sopra citata, un unico aggiornamento iniziale con versamento unico forfettario dell’Iva;

bb) nel caso dell’adozione dell’ipotesi b) sopra citata, un aggiornamento periodico basato come suggerito sul momento delle effettive vendite, inclusa tuttavia anche l’annotazione finale dell’Iva a debito sulle copie invendute, al netto di quelle che si è deciso a priori di cedere gratuitamente come “campione gratuito”, apponendo l’apposito timbro sui volumi.

di Francesco Vegni


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