Iva: regime di esenzione anche per i tour virtuali, in quanto rientranti tra le attività museali

Iva: regime di esenzione anche per i tour virtuali, in quanto rientranti tra le attività museali

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 1 del 3 gennaio 2022, ha fornito chiarimenti in ordine all’applicabilità del regime Iva di esenzione ex art. 10, n. 22), del Dpr. n. 633/1972, anche alla vendita degli “accessi ai tour virtuali, a carattere turistico-museale”. Al riguardo, ha ricordato che detta esenzione è circoscritta a luoghi definiti, tra cui “Musei, Gallerie, Pinacoteche, Monumenti, Ville, Palazzi, Parchi, Giardini botanici e zoologici e simili”, ai quali è pertanto limitato il parere in commento. 

Ai fini in esame è dirimente stabilire se il servizio fornito dalla Società istante sia una prestazione di servizi resa tramite mezzi elettronici di cui all’art. 7-sexies, lett. f), del Dpr. n. 633/1972 (c.d. “servizi o prestazioni elettronici”). 

I tour virtuali proposti dalla Società istante sono infatti resi a distanza, cioè tramite internet e con accesso via web

Dal 1° gennaio 2015 sono entrate in vigore le nuove norme in materia di territorialità ai fini Iva per i servizi di telecomunicazione, di tele-radio diffusione e per quelli prestati per via elettronica, come previsto dalla Direttiva del Consiglio n. 2008/8/CE del 12 febbraio 2008, che modifica la direttiva n. 2006/112/CE del 28 novembre 2006 (“Direttiva Iva”). 

Tali norme sono state recepite dall’art. 7-sexies e seguenti del Dpr. n. 633/1972. 

Per individuare, ai fini Iva, i servizi elettronici occorre fare riferimento all’art. 7, paragrafo 1, del Regolamento d’esecuzione (UE) n. 282/2011, ai sensi del quale “1. I «servizi prestati tramite mezzi elettronici», di cui alla Direttiva 2006/112/CE, comprendono i servizi forniti attraverso Internet o una rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione”. Il successivo paragrafo 2 della norma in commento fornisce un elenco non esaustivo dei “servizi prestati tramite mezzi elettronici”, stabilendo quelli che rientrano nell’ambito d’applicazione del paragrafo 1, mentre il successivo paragrafo 3 contiene un elenco dei servizi che non rientrano tra quelli “prestati tramite mezzi elettronici”. 

Nel caso in commento i servizi prestati dalla Società istante non sembrano rientrare in questo elenco. L’Agenzia ha anche ricordato che l’art. 58, comma 1, lett. c), della Direttiva Iva fa riferimento ai “servizi forniti per via elettronica, in particolare quelli di cui all’allegato II”. Questo allegato al n. 4) richiama, tra i servizi elettronici, la fornitura di “programmi o manifestazioni […] culturali, artistici, sportivi scientifici o di intrattenimento”. L’allegato I al Regolamento 282/2011 ne individua nel dettaglio il contenuto, elencando una casistica nella quale – in base alle informazioni rese dalla Società istante – non figura una fattispecie assimilabile a quella prospettata in questa sede. 

Atteso tutto quanto sopra, si desume che elementi qualificanti di un “servizio elettronico sono:

1. il mezzo elettronico utilizzato per rendere la prestazione, e cioè Internet o una rete elettronica; 

2. la natura “automatizzata” della prestazione, che deve essere caratterizzata da un “intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione”. 

Per qualificare un “intervento umano minimo”, l’Agenzia ha ritenuto utile fare riferimento alla definizione di prestazioni di insegnamento a distanza (anch’esse contenute nell’Allegato II della Direttiva Iva) nel cui ambito, l’allegato I al Regolamento Ue 282/2011, al punto 5), ricomprende “a) tutte le forme di insegnamento a distanza automatizzato che funziona attraverso Internet o reti elettroniche analoghe e la cui fornitura richiede un intervento umano limitato o nullo, incluse le classi virtuali, ad eccezione dei casi in cui Internet o una Rete elettronica analoga vengono utilizzati semplicemente come uno strumento di comunicazione tra il docente e lo studente; b) libri di esercizi completati dagli studenti on line e corretti e valutati automaticamente, senza intervento umano”. 

Il paragrafo 3 dell’art. 7 del citato Regolamento afferma che non rientrano invece nell’ambito di applicazione dei servizi prestati tramite mezzi elettronici, tra gli altri, i servizi di insegnamento, per i quali il contenuto del corso è fornito da un insegnante attraverso Internet o una rete elettronica, vale a dire mediante un collegamento remoto” – lett. j). In sostanza, è possibile ritenere che laddove il servizio è reso utilizzando lo strumento elettronico unicamente come mezzo di comunicazione tra fornitore e cliente, allora non potrà essere definito “elettronico”. 

Con riferimento al caso di specie, considerato che, secondo quanto riferito dalla Società istante, questa offre tour virtuali in diretta in Musei e simili che sono delle vere e proprie visite personalizzate, con possibilità di interazione dei clienti con la guida turistica abilitata, non ravvisandosi differenze apprezzabili rispetto alle visite guidate “in presenza”, l’Agenzia ha ritenuto che lo strumento elettronico sia solo un “mezzo” per accedere a tale servizio e che pertanto quello descritto dalla Istante non sia un “servizio prestato tramite mezzi elettronici”. 

Ciò detto, a parere dell’Agenzia il trattamento tributario applicabile alla vendita dei biglietti per l’accesso ai tour virtuali è lo stesso di quello riservato alle visite in presenza negli spazi museali. In proposito, ha richiamato la Risoluzione n. 30/E del 2007 che rimanda alla Risoluzione n. 30/1998 la quale, dopo aver chiarito la natura oggettiva dell’esenzione Iva di cui all’art. 10, comma 1, n. 22), del Dpr. n. 633/1972, precisa che tale esenzione riguarda sia la visita vera e propria, sia prestazioni accessorie alla stessa quali ad esempio la fornitura di audioguide o i servizi dell’accompagnatore. 

Nel caso di specie l’Agenzia ha dunque ritenuto che il “Servizio di guida specializzata” (ancorché resa da remoto) fornito in diretta all’interno dei servizi in commento, sia da considerare inerente ai fini della corretta fruizione del servizio di visita (virtuale) reso al cliente finale. 

La vendita dei relativi titoli di accesso sarà pertanto esente ai sensi del citato art. 10, comma 1, n. 22) del Dpr. n. 633/1972, limitatamente ai luoghi indicati dallo stesso punto 22), ossia “Musei, Gallerie, Pinacoteche, Monumenti, Ville, Palazzi, Parchi, Giardini botanici e zoologici e simili”.


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