Iva: ribadito che ai fini dell’esenzione le prestazioni proprie delle Biblioteche devono essere rese nella loro globalità

Iva: ribadito che ai fini dell’esenzione le prestazioni proprie delle Biblioteche devono essere rese nella loro globalità

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 763 dell’8 novembre 2021, ha fornito chiarimenti in ordine al trattamento applicabile all’affidamento di una serie di prestazioni di servizi effettuate nell’ambito di una Biblioteca, richiamando l’art. 10, comma 1, n. 22), del Dpr. n. 633/1972.

Tale norma stabilisce che sono esenti Iva “le prestazioni proprie delle Biblioteche, Discoteche e simili e quelli inerenti alla visita di Musei, Gallerie, Pinacoteche, Monumenti, Ville, Palazzi, Parchi, Giardini botanici e zoologici e simili”. Detta disposizione risulta conforme all’art. 132 della Direttiva del Consiglio Europeo n. 2006/112/CE del 28 novembre 2006, il quale dispone che gli Stati membri possono esentare dall’Iva, tra le altre prestazioni, quelle inerenti a “talune prestazioni culturali”. 

La citata disposizione di cui all’art. 10, comma 1, n. 22), ha una valenza oggettiva, nel senso che l’esenzione dall’Iva delle prestazioni a cui la stessa fa riferimento è prevista a prescindere dal soggetto che fornisce le prestazioni medesime (vedasi Risoluzioni n. 4/E del 1999 e n. 30/E del 1998 con particolare riferimento alle visite a Musei e Mostre, e successivamente ribadita con le Risoluzioni n. 135 del 6 dicembre 2006 e Risoluzione n. 148/E del 10 aprile 2008 specificamente per le prestazioni proprie delle Biblioteche). In effetti, il tenore letterale della medesima disposizione non fa alcun riferimento ai soggetti che possono rendere dette prestazioni o a eventuali beneficiari. 

Ciò premesso, è necessario stabilire se le prestazioni rese dai soggetti affidatari di un appalto di servizi possano o meno essere riconducibili tra le “prestazioni proprie delle Biblioteche”. 

Al riguardo, come già precisato con i citati documenti di prassi e con la Risoluzione n. 148/E del 2008, il Dlgs. n. 41/2004 (“Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”) all’art. 101, comma 2, lett. b), stabilisce che per Biblioteca si intende “una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio”. Così, considerata quest’ultima disposizione, per prestazioni proprie e quindi tipiche che connotano una struttura quale la biblioteca, si intendono: la raccolta, la catalogazione, la conservazione, l’archiviazione e la consultazione, anche su supporti informatici, di libri o di altro materiale utile per finalità di studio e ricerca (vedasi Risoluzioni n. 135/E del 2006; n. 131/E del 2007; n. 148/E del 2008). Pertanto, rientrano nella disposizione di esenzione di cui al citato art. 10, comma 1, n. 22), unicamente dette prestazioni con esclusione di altre non espressamente indicate (vedasi Risoluzioni n. 135/E del 2006 e 131/E del 2007).

Inoltre, ai fini dell’applicazione della suddetta disposizione di esenzione dall’Iva, è necessario che le prestazioni proprie caratterizzanti una struttura quale la Biblioteca (o una struttura simile) siano rese dall’affidatario “nella sua globalità, quindi le stesse devono essere considerate nel loro complesso”,in quanto funzionali all’erogazione di servizi aventi natura culturale e sociale cui è destinata strutturalmente la medesima biblioteca (vedasi Risoluzione n. 148/E del 2008). In caso contrario, l’affidamento a terzi di prestazioni di servizi non rientranti tra quelle proprie della Biblioteca, nel significato sopra descritto, sarebbero da assoggettare ad Iva nella misura loro propria (vedasi Risoluzioni n. 131/E del 2007 e n. 148/E del 2008). 

Nel caso in esame, viene delineato dall’istante un insieme di servizi bibliotecari, che dovrebbero essere affidati, attraverso un apposito contratto di appalto, a terzi da svolgersi nella Biblioteca. In particolare, da quanto emerge anche dalla documentazione allegata all’Istanza, oggetto dell’appalto sono una serie di prestazioni che consistono: 

– nell’organizzazione di risorse librarie e documentarie e di tutte quelle attività volte a rendere disponibile il patrimonio posseduto all’utenza; 

– nel gestire e coordinare l’iter del libro, ossia l’inventariazione, la collocazione e la catalogazione dei fondi della biblioteca; 

– nell’offrire un supporto agli utenti nelle attività di ricerca in sala e da remoto;

– nel partecipare alla programmazione, all’organizzazione e alla promozione degli eventi e dei percorsi espositivi, interfacciandosi con i soggetti esterni e coordinandosi con i diversi Uffici dello stesso Complesso; 

– nel gestire e coordinare lo staff della Biblioteca per garantire la buona organizzazione, il funzionamento dei servizi al pubblico e il rispetto degli standard di riferimento, nella collaborazione allo svolgimento degli adempimenti inerenti la gestione bibliotecaria e, infine, partecipare alle analisi statistiche e qualitative della stessa Biblioteca. 

Il complesso delle descritte prestazioni di servizi include a parere dell’Agenzia delle Entrate sia attività che potrebbero essere riconducibili tra quelle “proprie delle biblioteche” e sia attività e prestazioni non riconducibili nell’ambito applicativo del citato n. 22). Più in particolare, occorre considerare che le prestazioni proprie e tipiche delle Biblioteche, come chiarito nei Documenti di prassi sopra richiamati, sono quelle di raccolta, catalogazione, conservazione, archiviazione e consultazione di libri e altro materiale utili per fini di ricerca e studio, considerate nella loro globalità. Diversamente, nel contratto di appalto oggetto di esame in questa sede contempla altre prestazioni quali: la partecipazione alla programmazione, organizzazione e promozione degli eventi e dei percorsi espositivi, attraverso l’interfacciarsi con soggetti esterni; la collaborazione allo svolgimento degli adempimenti inerenti la gestione bibliotecaria; nonché la partecipazione alle analisi statistiche-qualitative della stessa Biblioteca che l’Agenzia non ritiene possano rientrare tra quelle “proprie di una Biblioteca”. 

Per le suesposte motivazioni, a parere dell’Agenzia al corrispettivo “unico e indistinto” previsto dal contratto di appalto per l’affidamento del complesso delle prestazioni di servizio non può essere applicata la norma di esenzione dall’Iva, di cui all’art. 10, comma 1, n. 22), del Dpr. n. 633/1972. 


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