Iva: si deve applicare il meccanismo dello “split payment” sul bollettino ricevuto dal Comune per il pagamento del Canone Rai?

Iva: si deve applicare il meccanismo dello “split payment” sul bollettino ricevuto dal Comune per il pagamento del Canone Rai?

Il quesito:

Il Comune deve procedere al pagamento del Canone Rai per gli apparecchi televisivi situati presso le Case di riposo per anziani. L’importo del Canone Rai è soggetto ad aliquota Iva 4% ?

La ‘Rai’ fa sapere che il bollettino inviato ai fini del pagamento del Canone deve essere considerato alla stregua di una fattura, pertanto si rientra nell’ambito di applicazione dello ‘split payment’ ?

 

La risposta dei ns. esperti.

Il Canone in questione rientra nella sfera di quelli definiti “speciali”, diversi rispetto a quelli dovuti in ambito familiare, oggetto di recente modifica normativa ai sensi dell’art. 1, commi da 152 a 161, della Legge n. 208/15 (“Legge di stabilità 2016”).

Al Canone “Rai” viene applicata l’aliquota Iva ridotta del 4% ai sensi del n. 36, della Tabella “A”, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/72, il quale prevede l’aliquota del 4% per “Canoni di abbonamento alle radiodiffusioni circolari con esclusione di quelle trasmesse in forma codificata; prestazioni di servizi delle radiodiffusioni con esclusione di quelle trasmesse in forma codificata aventi carattere prevalentemente politico, sindacale, culturale, religioso, sportivo, didattico o ricreativo effettuate ai sensi dell’art. 19, lettere b) e c), della Legge n. 103/75.”

Anche per l’anno 2016, la “Rai” emette, per le utenze non private, in conformità del n. 36 della Tabella “A”, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/72, apposito bollettino indicando l’assoggettamento a Iva 4% del Canone con il relativo importo.

Appurato quanto sopra, la “Rai” ha reso noto più volte agli utenti interessati (tra cui molti Comuni) che il bollettino ricevuto dagli utenti deve considerarsi equivalente ad una fattura (ed infatti, in calce al bollettino in questione viene espressamente distinto l’ammontare dell’Iva al 4% rispetto all’imponibile).

Occorrono rilevare tuttavia 2 anomalie:

  • a partire dal 31 marzo 2015, la fattura dovrebbe essere emessa in formato elettronico altrimenti il Comune non potrebbe adempiere al pagamento secondo quanto stabilito dall’art. 6, comma 6, Dm. Mef n. 55/13, in base al quale “(…) le Amministrazioni non possono accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica per il tramite del Sistema di interscambio e, trascorsi 3 mesi da tali date, le stesse non possono procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino all’invio delle fatture in formato elettronico”;
  • trattandosi di fattura, dal 1° gennaio 2015, occorrerebbe che venisse applicato lo “split payment”, in quanto la Circolare n. 15/E del 13 aprile 2015 non sembra aver previsto espressamente l’esonero da “split payment“ per il caso di specie.

Se veniese confermato che il bollettino “Rai” è da qualificarsi come fattura, l’unica ipotesi di esclusione da “split payment“ potrebbe essere quella riferita non alla “Rai” come soggetto escluso, bensì oggettivamente all’art. 21-bis, del Dpr. n. 633/72 (“fattura semplificata“), essendo il Canone “Rai” 2016 di importo non superiore a Euro 100.

Atteso quanto sopra, sarebbe opportuno un chiarimento perentorio sull’argomento da parte dell’Agenzia delle Entrate o della stessa Rai; nel frattempo, è consigliabile inoltrare una faq direttamente alla Rai, al sito dedicato agli abbonamenti, indicando i codici riferiti all’utenza e riportando le due domande sopra poste.

di Francesco Vegni

 


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