Iva: stessa aliquota sulla rifatturazione delle spese alle Consorziate da parte di una Società consortile costituita per eseguire un appalto

Iva: stessa aliquota sulla rifatturazione delle spese alle Consorziate da parte di una Società consortile costituita per eseguire un appalto

Cassazione – Civile Ordinaria, Sezione 5, n. 19786 Anno 2020 – Sentenza 29 gennaio 2020

Le prestazioni apparentemente ricevute dalla Società consortile e da questa fatturate, in presenza dei presupposti sono ribaltate in capo alle Consorziate, ma non possono essere fatturate come fossero prestazioni d’appalto ad inferiore aliquota, dovendo tali prestazioni essere assoggettate allo stesso regime fiscale Iva, dal momento che, ragionando diversamente, si violerebbe il Principio di equivalenza dei rapporti giuridici tra Imprese consorziate e Società consortile e tra queste e l’Ente appaltante, poiché la Società stata è costituita senza intenti lucrativi propri, ossia come mero Organismo di servizio neutrale nei confronti delle Consorziate appaltatrici”.

E’ quanto sancito dalla Corte di Cassazione nella Sentenza in commento, riferita ad una Società consortile costituita per la realizzazione di un Parcheggio intermodale appaltato da un Ente pubblico e per il coordinamento dell’attività delle socie Consorziate – già riunite in una Ati – ai fini dell’esecuzione dei lavori, con rimborso dei costi di gestione della sua attività da parte delle Consociate.

A parere dell’Agenzia delle Entrate, ricorrente contro l’iniziale Pronuncia della Ctr., le prestazioni apparentemente ricevute dalla contribuente e fatturate con Iva ordinaria al 20% (aliquota allora vigente, oggi è al 22%) non potevano essere ribaltate in capo alle Consorziate come fossero prestazioni d’appalto ed essere fatturate quindi alla inferiore aliquota del 10%.

La Corte di Cassazione ha ricordato in primo luogo che, in materia di esecuzione di appalti di opere pubbliche, si prevede che più Imprese riunite in Associazione temporanea possono costituire tra loro una Società, anche consortile, per l’esecuzione unitaria, totale o parziale, dei lavori oggetto di appalto. Detta Società “subentra, senza che ciò costituisca, ad alcun effetto, subappalto o cessione di contratto e senza necessità di autorizzazione o di approvazione, nell’esecuzione totale o parziale del contratto”, lasciando ferma la responsabilità solidale delle Imprese riunite nei confronti del Committente (art. 23-bis della Legge n. 584/1977, aggiunto dall’art. 12 della Legge n. 687/1984, il cui contenuto è stato successivamente assorbito dall’art. 25 del Dlgs. n. 406/1991, e dall’art. 96 del Dpr. n. 554/1999, attualmente in vigore). Ciò non determina una modificazione nella titolarità dei rapporti con il Committente, e la Società consortile non assume all’esterno la posizione di appaltatore, essendo solo una struttura operativa al servizio delle appaltatrici e le sue operazioni, nei confronti dell’Erario sono operazioni riconducibili alle Consociate che la partecipano (Cassazione Sezione 5, Sentenza n. 16410 del 18 giugno 2008, Rv. 604370 – 01).

Orbene, alla luce di quanto precede è stato condivisibilmente statuito che, “in tema d’Iva, il Principio di equivalenza dei rapporti giuridici tra Imprese consorziate e Società consortile e tra queste e l’Ente appaltante, riconducibile allo schema del mandato senza rappresentanza, impone che il regime fiscale della doppia fatturazione, prescritto dall’art. 3, comma 3, del Dpr. n. 633/1972, sia unitario, con conseguente trasferibilità alle imprese consorziate dell’agevolazione tributaria propria della fattura originaria (tra committente e consorzio) secondo il meccanismo del cd. ‘ribaltamento’” (Cassazione, Sezione 5, Ordinanza n. 24320 del 4 ottobre 2018, Rv. 650703 – 01).

Inoltre, tale schema unitario giudico “impone l’unitarietà del regime fiscale della doppia fatturazione, con conseguente trasferibilità dell’agevolazione tributaria nell’ambito del meccanismo del cd. ‘ribaltamento’, per cui il regime fiscale della fattura originaria non può che essere il medesimo della fattura emessa nei confronti dei Consorziati” (Cassazione, Sezione 5, Sentenza n. 18437 del 26 luglio 2017, Rv. 645282 – 01).

Va dunque affermato il seguente Principio di diritto: “in tema d’Iva, il Principio di equivalenza dei rapporti giuridici tra Imprese consorziate e Società consortile e tra queste e l’Ente appaltante impone, laddove come nel caso di specie non sia stata dimostrata un’operatività e un’attività svolta dalla Società consortile diversa dal coordinamento delle attività esecutive dell’appalto, che le prestazioni apparentemente ricevute dalla Società consortile e da questa fatturate, in presenza dei presupposti siano ribaltate in capo alle Consorziate, ma non possano essere fatturate come prestazioni d’appalto ad inferiore aliquota, dovendo tali prestazioni essere assoggettate allo stesso regime fiscale Iva, poiché la Società consortile è un mero Organismo di servizio neutrale nei confronti delle Consorziate appaltatrici”.

di Francesco Vegni


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