Iva: un caso specifico di applicabilità dell’aliquota del 4% alla cessione di autoveicolo a minore disabile

Iva: un caso specifico di applicabilità dell’aliquota del 4% alla cessione di autoveicolo a minore disabile

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 335 dell’11 maggio 2021, ha fornito chiarimenti circa l’aliquota Iva applicabile alla cessione di un autoveicolo a soggetto disabile.

Nel caso di specie, la Società istante riferisce che l’autovettura dovrebbe essere venduta ad un minore disabile, titolare di reddito “inferiore ai limiti di legge”, in possesso della certificazione di cui all’art. 3, comma 3 della Legge n. 104/1992, riportante la grave limitazione alla capacità di deambulare. Il padre del minore attualmente è disoccupato. La propria “CU 2020” è relativa ad un solo mese lavorato nell’anno 2019, in particolare dal 28 febbraio 2019 al 29 marzo 2019, e riporta quattro figli a carico per 2 mesi al 100%. La Società istante ha chiesto se, ai fini dell’applicazione dell’aliquota Iva agevolata alla cessione di un’autovettura, il soggetto disabile minorenne, privo di reddito, può considerarsi fiscalmente a carico di un altro soggetto (nel caso specifico, il padre) privo di reddito e con quale documento tale circostanza possa essere dimostrata e se, in alternativa, sia possibile intestare la vettura al minore anche qualora il pagamento venga effettuato dal genitore.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che l’art. 1 della Legge n. 97/1986 ha introdotto un’aliquota Iva ridotta per le cessioni o importazioni di veicoli ai disabili in condizioni di ridotte o impedite capacità motorie, anche prodotti in serie, in funzione delle suddette limitazioni fisiche. Tale agevolazione, inizialmente prevista per i soli disabili muniti di patente speciale, è stata estesa dall’art. 8, comma 3, della Legge n. 449/1997, ai medesimi soggetti di cui all’art. 3 della Legge n. 104/1992, con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ancorché non muniti di patente speciale ed ai familiari di cui essi risultino fiscalmente a carico. Con l’art. 50, comma 1, della Legge n. 342/2000, la predetta agevolazione è stata trasfusa nel n. 31) della Tabella A, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/1972, così come modificata da ultimo dall’art. 53-bis del Dl. n. 124/2019, che prevede l’aliquota Iva agevolata del 4% per le cessioni di “motoveicoli di cui all’art. 53, comma 1, lett. b), c) ed f), del Dlgs. n. 285/1992, nonché autoveicoli di cui all’art. 54, comma 1, lett. a), c) ed f), dello stesso Decreto, di cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici se con motore a benzina o ibrido, a 2.800 centimetri cubici se con motore diesel o ibrido, e di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico, anche prodotti in serie, adattati per la locomozione dei soggetti di cui all’art. 3 della Legge n. 104/1992, con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ceduti ai detti soggetti o ai familiari di cui essi sono fiscalmente a carico, nonché le prestazioni rese dalle officine per adattare i veicoli, anche non nuovi di fabbrica, compresi i relativi accessori e strumenti necessari per l’adattamento, effettuate nei confronti dei soggetti medesimi; autoveicoli di cui all’art. 54, comma 1, lett. a), c) ed f), del Dlgs. n. 285/1992, di cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici se con motore a benzina o ibrido, a 2.800 centimetri cubici se con motore diesel o ibrido, e di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico, ceduti a soggetti non vedenti e a soggetti sordomuti, ovvero ai familiari di cui essi sono fiscalmente a carico”.

L’art. 30, comma 7, della Legge n. 388/2000, ha ulteriormente ampliato la platea dei beneficiari, inserendo tra questi anche gli invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, a prescindere dall’adattamento del veicolo.

Le procedure per l’applicazione dell’aliquota ridotta sono disciplinate dal Decreto Mef 16 maggio 1986. Ai sensi dell’art. 1, il beneficiario, per ottenere l’applicazione dell’Iva ridotta, deve produrre al cedente, all’atto della cessione, la documentazione attestante il diritto all’agevolazione, tra cui la certificazione relativa alla condizione di disabilità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto del veicolo non ha acquistato un analogo veicolo agevolato. Il beneficio, infatti, spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, decorrenti dalla data dell’acquisto, limitatamente ad un solo veicolo, salvo i casi in cui l’autoveicolo acquistato o importato con l’aliquota agevolata risulti cancellato dal Pra o sia stato rubato e non ritrovato.

Con riferimento al caso in esame, l’Agenzia ha ritenuto che ricorrano le condizioni di cui all’art. 8, comma 3, della Legge n. 449/1997, relative all’acquisto di una autovettura con aliquota agevolata da parte del familiare del quale il disabile sia fiscalmente a carico. La Società istante riferisce infatti che il minore disabile è fiscalmente a carico del papà, così come risulta dalla “CU 2020” che riporta 4 figli a carico per 2 mesi al 100%.

Per quanto riguarda la documentazione necessaria a provare che il minore è fiscalmente a carico del genitore, la Risoluzione n. 6/2006 precisa che, “per quanto concerne la documentazione richiesta, si rammenta che, qualora il disabile risulti possessore di un reddito lordo non superiore a Euro 2.840,51 (Euro 4000 dal 2009) oltre alla certificazione attestante la condizione di disabilità, è necessario allegare una copia dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata dal familiare che, avendo fiscalmente a carico il portatore di handicap, risulterà essere l’intestatario del veicolo agevolato. In alternativa alla presentazione della copia della Dichiarazione dei redditi, è comunque possibile presentare un’autocertificazione, ai sensi dell’art. 46, comma 1, lett. o), del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, approvato con Dpr. n. 445/2000. Ai fini Iva, va altresì presentata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesti che nel quadriennio anteriore alla data di immatricolazione della vettura non è stato acquistato altro veicolo con analoga agevolazione”.

Infine, in merito al quesito relativo alla possibilità di intestare la vettura al minore anche qualora il pagamento del veicolo sia effettuato dal genitore, occorre fare riferimento, sia alla citata Risoluzione n. 6/2006 che alla Risoluzione n. 4/2007, in cui è stato chiarito che “le norme in argomento sono molto chiare sul punto e richiedono che l’intestazione del veicolo sia effettuata in alternativa, o in capo al disabile, se titolare di reddito proprio, o in capo al soggetto di cui il disabile sia a carico”.


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