La corretta attribuzione di status della Società a partecipazione Pubblica

La corretta attribuzione di status della Società a partecipazione Pubblica

nota alla sentenza della Corte dei conti, sez. giur. in speciale composizione, n. 16/2019

Sono tanti gli spunti di riflessione che offre la recente sentenza n. 16/2019, con cui le Sezioni Riunite in speciale composizione della Corte dei conti sono state chiamate a pronunciarsi sulla legittimità di alcune delibere della sezione regionale di controllo, adottate nell’ambito delle verifiche sull’attuazione dell’art.11 Dlgs. 175/2016 (sin d’ora Tusp) in relazione ad una società a partecipazione pubblica

Sono tanti e trasversali, in quanto, le problematiche esaminate, se attengono alla contabilità pubblica, involgono il diritto societario e sono state, vieppiù, oggetto d’esame da parte del giudice amministrativo e, dunque, contribuiscono ad approfondire, da una diversa ed innovativa prospettiva ed in un’ottica circolare, il quadro normativo delle società a partecipazione pubblica.

1. I fatti

La sezione regionale di controllo, nell’ambito delle verifiche sull’osservanza della disposizione contenuta nell’art. 11 del Tusp sul numero di componenti dell’organo amministrativo delle società a controllo pubblico, segnala, con distinte deliberazioni, ad alcune amministrazioni locali socie della medesima società, l’esigenza che le rispettive partecipate (tra cui la società ricorrente) si adeguino alle previsioni del detto art. 11, raccomandando alle stesse di verificare la legalità delle deliberazioni assembleari che verranno adottate dai propri organismi partecipati.

Una delle società oggetto di controllo, partecipata per oltre il cinquanta per cento da enti locali e per la restante quota da una società quotata a controllo pubblico, il cui consiglio di amministrazione consta di 9 membri, impugna dinnanzi alle sezioni riunite in speciale composizione le delibere della sezione regionale di controllo indirizzate a tre comuni soci, chiedendone l’annullamento.

Le Sezioni Riunite in s.c. giungono ad accogliere il ricorso all’esito di un’articolata disamina delle questioni preliminari e di merito sottoposte, rivedendo, con riferimento allo snodo centrale della vertenza, quello del riconoscimento della capacità lesiva della delibera di controllo in ordine agli interessi della società, il proprio orientamento affermato nella coeva sentenza n. 8/2019, avente ad oggetto il ricorso presentato dalla medesima società avverso altra deliberazione di controllo indirizzata ad un diverso comune socio due mesi prima.

Nel merito la pronuncia è, altresì, degna di nota per aver accolto il giudice contabile un’interpretazione restrittiva della nozione di società a controllo pubblico, in contrasto con la posizione assunta dalla Struttura del Mef, ribadita nel recente Rapporto sugli esiti della revisione straordinaria delle partecipazioni pubbliche dello scorso maggio.

2. La decisione

In via preliminare, il giudice, in disparte le questioni procedurali inerenti la notifica ed i termini per l’impugnazione (degni, comunque, di nota, laddove si afferma che i termini per ricorrere decorrono per la società dal momento in cui abbia avuto conoscenza della delibera e non dal giorno in cui questa le è stata trasmessa dall’ente locale socio), scrutina le eccezioni formulate dalla Procura circa il difetto di legittimazione attiva e di interesse ad agire della società ricorrente.

Continua a leggere su Diritto dei servizi pubblici locali

Questo contenuto è stato selezionato per i nostri lettori dallo Studio legale Tessarolo, editore di Diritto dei servizi pubblici e partner di Centro Studi Enti Locali.

 

Diritto dei servizi pubblici è una rivista giuridica telematica che, dal 2001, raccoglie informazioni, articoli, leggi, sentenze ed altri provvedimenti su numerosi argomenti di diritto, con particolare riferimento al diritto dei servizi pubblici locali, a cura dello Studio Legale Tessarolo.


Related Articles

Oneri contributivi di Assessori comunali lavoratori autonomi: nessun obbligo di versamento per Comuni inferiori a 10.000 abitanti

Nella Delibera n. 23 del 21 febbraio 2019 della Corte dei conti Calabria, un Sindaco ha chiesto un parere in

Personale Enti Locali: apertura sulle assunzioni a tempo indeterminato

Nella Delibera n. 324 del 12 ottobre 2015 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha posto un quesito in

Appalti e lavori pubblici: unificata la casella Pec dell’Anac

Con un avviso datato 5 gennaio 2015 e pubblicato sul proprio sito istituzionale, l’Anac ha reso nota l’avvenuta dismissione –

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.