La “famiglia di fatto” secondo le Sezioni unite della Cassazione

La “famiglia di fatto” secondo le Sezioni unite della Cassazione

 

Ancora una volta il Giudice, in assenza di una previsione normativa, è chiamato a pronunciarsi sulle c.d. “famiglie di fatto”. Secondo la Suprema Corte (SS.UU – Sentenza 3 aprile 2015, n. 6855) con l’espressione “famiglia di fatto” non si intende solo la convivenza al pari di quella tra coniugi ma anche la famiglia nel senso più pieno del termine e quindi con riferimento ai valori di una famiglia tradizionale, quale la solidarietà, l’educazione e l’istruzione dei figli. Infatti, secondo il Giudice, l’art. 2 della Costituzione) è la “norma garante” per la famiglia di fatto “quale formazione sociale ove si svolge la personalità dell’individuo”.

Qualora questa convivenza assuma i caratteri di una convivenza stabile e duratura e qualora i conviventi decidano di organizzare la loro vita comune educando ed istruendo i figli al pari dei figli di una famiglia fondata sul matrimonio, secondo la Cassazione, siamo di fronte ad una famiglia di fatto e non ad una semplice convivenza.

Il Giudice dimostra tuttavia, con la sua Pronuncia esaminando il caso di specie, di essere consapevole che una famiglia di fatto deve essere caratterizzata da una piena assunzione del rischio e che il rapporto all’interno di una famiglia di fatto può, in un qualsiasi momento, cessare, fermi restando gli obblighi nei confronti dei figli.

 di Stefano Paoli


Related Articles

Riscossione: la notifica della cartella di pagamento all’obbligato principale interrompe i termini di decadenza nei confronti dei coobbligati

Nell’Ordinanza n. 21180 del 2 ottobre 2020 della Corte di Cassazione, la Suprema Corte afferma che, in materia di riscossione

Aran: firmato il nuovo Contratto collettivo per il Comparto “Funzioni centrali”

Il 9 maggio 2022 l’Aran e le Parti sindacali hanno sottoscritto in via definitiva il testo del “Contratto collettivo nazionale

Indebito annullamento di ruoli in favore del figlio: le poste di danno contestate ad un dipendente dell’Amministrazione finanziaria

Nella Sentenza n. 150 del 21 giugno 2017 della Corte dei conti Toscana, l’Agenzia delle Entrate accertava che un dipendente,