La giornata parlamentare – 10 gennaio

La giornata parlamentare – 10 gennaio

Duro scontro Conte-Salvini sui migranti

Giuseppe Conte ottiene da Matteo Salvini il via libera all’intesa siglata con l’Unione europea per l’accoglienza di alcuni dei migranti a bordo della Sea Watch 3 e della Sea Eye che da 19 giorni attendevano davanti alle coste maltesi. Il via libera definitivo è arrivato nella notte dopo giorni di tesissimo scontro a distanza interno alla maggioranza. Ma nel vertice a Palazzo Chigi, al quale erano presenti il Premier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, alla fine non sono stati sciolti i tanti nodi sul tavolo del governo, dalla Tav, al decreto su reddito di cittadinanza e quota 100, che rischia di slittare alla prossima settimana.

Tutti questi problemi sono stati messi in secondo piano a causa del tira e molla sui migranti. Palese l’irritazione di Matteo Salvini per essere stato scavalcato dall’intesa siglata da Giuseppe Conte con l’Europa. Per tutta la giornata ha voluto mettere in chiaro che è lui a decidere la linea sull’immigrazione. Lo ha ribadito anche prima di entrare, poco dopo le 23, a Palazzo Chigi e anche, via Twitter, a vertice in corso: “Io non mollo”. La tensione politica sul tema è molto alta, ma alla fine del vertice il leader del Carroccio si è detto soddisfatto per aver ottenuto dagli alleati l’assicurazione che sull’immigrazione permarrà la linea dura: porti chiusi, lotta agli scafisti e alle ong. Una condizione essenziale per la durata del Governo.

Slitta il Cdm su reddito di cittadinanza e quota 100

Tra i temi affrontati nel vertice, resta aperto il nodo Consob, con Luigi Di Maio che insiste sul nome di Marcello Minenna nonostante le resistenze che vengono anche da una parte della Lega. Al momento non è ancora stato raggiunto l’accordo sul decreto per reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Le misure sarebbero dovute approdare questa settimana in Consiglio dei Ministri ma sono ancora all’esame della Ragioneria di Stato. Il Movimento 5 Stelle spinge per varare le misure venerdì ma la Lega non esclude che slittino alla prossima settimana.

Alta tensione sulla Tav: possibile bocciatura dell’analisi costi benefici

Secondo uno degli esperti nominati dal governo, Marco Ponti che presiede la Commissione incaricata di analizzare i costi-benefici della Tav Torino-Lione, la documentazione è stata consegnata nel pomeriggio all’esecutivo. Ma il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture è intervenuto per precisare che in realtà si tratta di una bozza preliminare che ora è allo studio della Struttura tecnica di missione del Mit per un vaglio di conformità rispetto alle deleghe affidate ai consulenti del ministero. In poche parole, un ennesimo temporeggiamento sulla fattibilità di un’opera che sta mettendo alle strette i rapporti interni alla maggioranza giallo verde.

“Abbiamo consegnato l’analisi, auspico che i dati escano e siano criticati il più presto possibile”, ha annunciato Ponti precisando di non essere un No Tava priori per motivi ideologici e di guardare solo ai numeri: “Oggi l’opera intera costa tra i 10,5 e gli 11 miliardi di euro”. Il risultato sembra certo, dal momento che è stata predisposta da una Commissione in larghissima parte composta da esperti molto critici sulla Tav: infatti, dalle prime indiscrezioni sembra che la relazione sarà sfavorevole al proseguimento dei lavori.

Secondo l’iter stabilito dal ministro Danilo Toninelli, una volta arrivato all’esecutivo il testo, che dal Ministero si sono affrettati a bollare come una sola bozza, dovrebbe seguire una consulenza tecnico-giuridica volta a valutare i vincoli contrattuali e le conseguenze di natura economica di un eventuale stop dell’opera. Poi i risultati saranno oggetto di un confronto con il partner francese e l’Unione europea, prima di essere pubblicati. Ma, ancora una volta, il ministero dei Trasporti ha frenato gli entusiasmi, forse dopo le dichiarazioni del vicepremier leghista Matteo Salvini che ha ribadito di “essere favorevole a un Paese che va avanti, che cresce e che non va indietro”.

L’Aula del Senato

Dopo che nella giornata di ieri sono stati approvati diversi disegni di legge di ratifica di trattati internazionali e sono stati discussi alcuni documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, oggi l’Aula del Senato non si riunirà. I lavori dell’Assemblea di palazzo Madama riprenderanno martedì prossimo con l’esame del decreto semplificazioni.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul ddl per l’applicabilità delle leggi elettorali e sul ddl in materia di operazioni elettorali. In sede riunita con la Lavori Pubblici esaminerà il decreto semplificazioni. L’Istruzione proseguirà il ciclo di audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul Fondo unico per lo spettacolo (FUS).

La Salute si confronterà sul disegno di legge relativo alle norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e di ricerca scientifica, e sul ddl per il contrasto ai disturbi del comportamento alimentare. La Politiche dell’Unione Europea si confronterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea.

L’Aula della Camera

Dopo che nella giornata di ieri sono stati approvati diversi disegni di legge di ratifica di trattati internazionali, nella giornata di oggi l’Assemblea della Cameranon si riunirà. I lavori dell’Aula di Montecitorio riprenderanno martedì prossimo alle 11 con lo svolgimento delle interpellanze e interrogazioni.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali esaminerà la proposta di legge d’iniziativa popolare in materia d’iniziativa legislativa popolare. La Giustizia ascolterà i rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati sulla proposta di legge, fortemente voluta dalla Lega, relativa alla legittima difesa. La Ambiente proseguirà il ciclo di audizioni sulla proposta di legge per la gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque.

La Attività produttive esaminerà lo schema di decreto ministeriale per la ripartizione per l’anno 2018 del fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato da destinare a iniziative a vantaggio dei consumatori e si confronterà sulle risoluzioni sulla riscossione degli oneri generali del sistema elettrico.

 

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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