la giornata parlamentare – 2 luglio 2019

la giornata parlamentare – 2 luglio 2019

Il Governo vara il piano anti-infrazione da 7,6 mld e il decreto salva-conti

Via libera del Governo al piano per evitare la procedura d’infrazione Ue riducendo quest’anno il deficit di 7,6 miliardi con il congelamento di 1,5 miliardi di euro di risparmi di reddito di cittadinanza e quota 100. Il Cdm ha approvato, dopo un rinvio di qualche giorno, la legge di assestamento di bilancio per il 2019 che prevede una riduzione del deficit dal 2,4% indicato nel Def al 2,04%, stesso obiettivo indicato a dicembre al termine della trattativa con Bruxelles sulla manovra. Varato anche un decreto salva-conti con misure urgenti, di fatto una correzione, che consentirà di blindare i saldi di bilancio come chiesto dalla Commissione europea, con una clausola di salvaguardia da 1,5 miliardi di euro che permetterà di congelare i risparmi di reddito e quota 100 per destinarli alla riduzione del deficit, come previsto dalla legge di bilancio. Nessun impegno formale per il 2020, come invece richiesto dalla Ue.

I provvedimenti varati, secondo il Governo, “creano le condizioni per rendere ingiustificato l’avvio di una procedura d’infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia” in quanto il quadro di finanza pubblica è “ampiamente compliant con le regole del Patto di stabilità e crescita” Nessuna penalizzazione della crescita, della coesione sociale e della stabilità finanziaria del Paese, “tutte priorità che verranno confermate anche nella prossima Legge di bilancio 2020”, assicura l’esecutivo. Il pacchetto varato dal Cdm garantisce un aggiustamento strutturale di bilancio pari a oltre 0,3 punti percentuali di Pil a fronte, spiega il Mef, di un peggioramento di 0,2 punti percentuali previsto nell’accordo di dicembre. Nel dettaglio l’assestamento di bilancio certifica una correzione di 6,1 miliardi di euro, comprensiva delle misure fuori dal perimetro del bilancio dello Stato, e del decreto per il congelamento di 1,5 miliardi di spese derivanti dal minor utilizzo delle risorse per reddito e quota 100.

Il Governo registra maggiori entrate tributarie e contributive per 3,5 miliardi di euro e maggiori entrate non fiscali, che comprendono gli utili e i dividendi, per ulteriori 2,7 miliardi. Dal lato delle spese, 1,15 miliardi sono destinati a finanziare l’integrazione del Fondo sviluppo e coesione, il finanziamento del Tpl per 300 milioni, l’integrazione delle risorse per la Card diciottenni e per il funzionamento dell’Agenzia delle entrate. Tali uscite sono parzialmente compensate da minori spese per erogazioni associate alle deferred tax assets (Dta), le attività per imposte anticipate, e minori interessi. Alla Commissione Europea toccherà adesso avviare un esame-lampo del pacchetto proposto dal Governo per decidere nella riunione di oggi a Strasburgo se procedere o meno con la procedura sui conti italiani.

Di Maio assente al Cdm attacca su Autostrade, ira di Salvini

Mentre il Cdm approva due decreti per rispondere a Bruxelles ed evitare la procedura di infrazione va in scena l’ennesimo scontro tra i due vicepremier. La riunione del Cdm, convocata alle 18, viene anticipata alle 17: Matteo Salvini è già a palazzo Chigi quindi Luigi Di Maio si manifesta con una diretta Facebook in cui va all’attacco sul caso Autostrade prendendosela con “il silenzio della Lega sulle concessioni” che “fa sentire ancora più protetti i Benetton, ma a me il partito dei Benetton non fa paura”. Il leader del Carroccio va su tutte le furie per l’attacco del pentastellato. E dopo mezz’ora di riunione lascia il tavolo prima ancora dell’approvazione dell’assestamento di Bilancio. La risposta a Bruxelles su cui si lavora da settimane dunque passa senza la presenza dei due vicepremier. Ma del resto, viene fatto notare, il dossier è sempre stato nelle mani di Giovanni Tria e Giuseppe Conte, anzi il premier lo ha fortemente avocato a sé per condurre in prima persona la trattativa insieme al ministro dell’Economia. In serata, però, da palazzo Chigi fanno notare che l’assenza di Luigi Di Maio era già stata comunicata il 27 giugno.

Dal M5S assicurano che non c’è stato nessun attacco a Matteo Salvini, bensì “una richiesta alla Lega di fare squadra sul caso Autostrade, dopo che nei giorni scorsi da esponenti leghisti erano arrivate dichiarazioni pubbliche in disaccordo con la proposta di revoca della concessione. Punto per noi invece fondamentale al fine di fare giustizia verso chi ha perso la vita nella tragedia del ponte Morandi”. Anche Matteo Salvini ha fatto sapere che non c’è nessuna polemica con Di Maio o altri membri del Governo ma solo tanto lavoro da fare; su Autostrade e Benetton, chi ha sbagliato deve pagare, caro e fino in fondo, spiega senza mezzi termini il leader leghista in una nota. La posizione del Carroccio è chiara: non devono andarci di mezzo migliaia di lavoratori italiani che non hanno colpe: “Come per Ilva e Alitalia, non devono essere i lavoratori a pagare per errori di altri”, taglia corto Salvini.

Altre due espulsioni alla Camera nel M5S, continua linea dura

Continua la linea intransigente di M5S per restare fedele ai principi del Movimento. Dopo l’espulsione di Paola Nugnes, che aveva annunciato di voler uscire dal gruppo del Senato, ieri è la volta di Veronica Giannone e Gloria Vizzini. “Il Movimento 5 Stelle deve andare avanti compatto, annuncia il blog dei pentastellati, lo richiedono le nostre regole e lo richiedono i milioni di cittadini che ci hanno dato fiducia. Nessuno è al di sopra delle regole e chi le viola sarà sanzionato in proporzione alla gravità”.

Questa decisione, si spiega sul blog, “è stata presa a seguito delle segnalazioni delle ripetute violazioni dello Statuto e del Codice Etico del M5S e dello Statuto del Gruppo Parlamentare del Movimento alla Camera. Risultano gravissime le assenze alle votazioni finali di vari provvedimenti fondamentali, condivisi e sostenuti dal nostro Gruppo Parlamentare. A questo si aggiungono le votazioni in difformità dal Gruppo di numerosi emendamenti contrari alla linea politica del Movimento e per le quali entrambe hanno ricevuto un richiamo formale, la partecipazione a conferenze stampa gravemente lesive dell’immagine del Movimento, oltre che la mancata restituzione forfettaria dal mese di ottobre 2018 cui sono tenuti per regolamento tutti i parlamentari eletti del M5S”.

Al Senato 

L’aula di palazzo Madama tornerà a riunirsi alle 16.30 per le comunicazioni del Presidente sulla composizione del Senato. Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà le proposte di legge costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, per l’abrogazione del CNEL e sull’iniziativa legislativa popolare e di referendum. La Giustizia si confronterà sul ddl sui disegni di legge per la tutela delle vittime di violenza di genere. La Lavori pubblici proseguirà il dibattito sul ddl relativo ai mezzi elettrici negli hub aeroportuali.

L’Agricoltura si confronterà sul ddl sulla disciplina delle partecipazioni in società del settore lattiero-caseario e svolgerà diverse audizioni sul ddl relativo all’agricoltura con metodo biologico. In sede riunita con la Territorio ascolterà i rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle regioni in relazione ai disegni di legge sul consumo del suolo. L’Industria alle 14 ascolterà i rappresentanti dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) nell’ambito dell’affare assegnato sulla riforma del mercato elettrico infragiornaliero.

La Lavoro si confronterà sul ddl, fortemente spinto dal M5S, sul salario minimo orario, sul ddl sulle deleghe di miglioramento della PA e sulla proposta di legge delega per la semplificazione e codificazione in materia di lavoro. La Commissione Salute proseguirà il ciclo di audizioni sull’affare assegnato relativo all’uso della triptorelina ed esaminerà il ddl sulla sicurezza nelle professioni sanitarie e quello sulla trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie.

L’Aula della Camera 

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 11 per lo svolgimento delle interpellanze e interrogazioni. Dalle 14.00 si confronterà sulla proposta di ratifica ed esecuzione dell’Accordo Italia-Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLO) relativo alla sua sede, sulle mozioni in tema d’iniziative per la cura e l’assistenza del paziente oncologico e su quelle sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la violenza sui minori. A seguire si confronterà sulla pdl per la riparazione per ingiusta detenzione ai fini della valutazione disciplinare dei magistrati e sulla relazione delle Commissioni riunite Esteri e Difesa sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali proseguirà il ciclo di audizioni sulla pdl per l’attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura e, in sede riunita con la Giustizia, svolgerà diverse audizioni sul cosiddetto decreto sicurezza bis. La Finanze svolgerà diverse audizioni nell’ambito dell’esame della pdl per l’istituzione dell’imposta municipale sugli immobili, la cosiddetta nuova IMU. La Commissione Ambiente ascolterà i rappresentanti di Legambiente, Italia Nostra e Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare (ASPESI) sulla pdl sulla rigenerazione urbana.

La Trasporti ascolterà i rappresentanti di Samsung enell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G e alla gestione dei big data, e proseguirà l’esame della proposta di legge sul Codice della strada. La Attività Produttive esaminerà il programma di utilizzo, per l’anno 2019, dell’autorizzazione di spesa per lo svolgimento di studi e ricerche per la politica industriale. La Lavoro proseguirà il ciclo di audizioni sulle risoluzioni per la regolazione del rapporto di lavoro tramite piattaforma (gigworking). La Affari Sociali esaminerà la pdl sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e la proposta di nomina del professor Silvio Brusaferro a presidente dell’Istituto superiore di sanità (ISS).

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

Nomos

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