La giornata parlamentare – 2 settembre 2019

La giornata parlamentare – 2 settembre 2019

Conte scioglierà la riserva mercoledì, venerdì la fiducia: il timing

Dopo giorni di febbrili trattative e incontri tra esponenti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, è arrivata la settimana decisiva per la probabile nascita del governo giallorosso. Il calendario prevede alcune tappe forzate, con il passaggio al Quirinale prima e la fiducia alla Camere ipotizzabile tra venerdì e sabato. I primi passi, però, sono altrettanto importanti: il premier incaricato Giuseppe Conte dovrebbe concludere oggi le proprie consultazioni, incontrando un gruppo di terremotati del Centro Italia e una delegazione di persone disabili. Poi dovrebbe riunire nuovamente i capigruppo pentastellati e dem per mettere a punto una sintesi di questi giorni di riunioni a Palazzo Chigi. Definita con precisione la compagine governativa, il nodo vicepremier rimane ancora la questione più delicata; già domani si dovrebbero tenere il voto online su Rousseau e la direzione nazionale del Partito democratico, che potrebbero dare il via libera al nuovo governo. 

Ecco allora che mercoledì Giuseppe Conte tornerebbe dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sciogliere positivamente la riserva. L’intenzione è quella di presentare un documento programmatico finale e una lista dei Ministri, sui quali ovviamente confrontarsi con la saggezza del Capo dello Stato. A questo punto, se nel percorso non spuntassero ostacoli a sorpresa, giovedì il premier incaricato potrebbe salire al Colle per prestare giuramento davanti al Capo dello Stato. La cerimonia con tutti i Ministri avverrà, come di consueto, nel Salone delle Feste del Quirinale. Dopo il giuramento, la prassi vuole che il presidente del Consiglio dei ministri entrante si rechi a Palazzo Chigi per la simbolica cerimonia di consegna della campanella, ma questa volta salterà un turno, visto che Conte succederà di fatto a se tesso.

Sempre giovedì, però, si terrà quasi sicuramente il primo Cdm del nuovo esecutivo, con la nomina contestuale del sottosegretario alla presidenza. Il timing prevede poi la prova delle Camere, con il governo giallorosso atteso presumibilmente tra venerdì e sabato nell’Aula di Montecitorio per chiedere la fiducia e successivamente al Senato. Ottenuta la fiducia a palazzo Madama il nuovo Governo sarà pienamente in carica e potrà iniziare a lavorare ufficialmente. 

Il Pd apre all’ipotesi zero vicepremier. Di Maio ancora indeciso

La mossa di Dario Franceschini è stata meditata e concordata con il segretario dem Nicola Zingaretti: non prevedere alcun vicepremier da affiancare a Giuseppe Conte e rimettere la palla al centro con i temi del programma. Insomma, un modo per superare lo stallo e far decollare il governo Conte bis visto che nelle ultime ora, soprattutto in casa penta stellata, si sono rincorse numerose voci sulla possibilità di prevedere non più un vice ma ben si due così come nel precedente Governo Lega-M5s, cosa sgradita al Partito Democratico che vuole varare un Governo il più lontano possibile dalla precedente esperienza. Ecco quindi la proposta messa sul tavolo delle trattative a distanza fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, un passo anticipato dalle parole pronunciate da alcuni dirigenti dem nelle ultime ore, specie da quelli che hanno partecipato ai tavoli con Conte. 

Prima Graziano Delrio e poi Andrea Marcucci, i due capigruppo del partito, hanno invitato a non fossilizzarsi sui posti a sedere nel nuovo esecutivo. Marcucci, poi, ha spiegato chiaramente che “non fallirà tutto per Luigi Di Maio. Se il problema è questo, la soluzione si trova”. Una proposta, quella di Franceschini, che da un lato potrebbe sbloccare l’impasse ma che dall’altro potrebbe portare Luigi Di Maio a un ulteriore irrigidimento. Il leader politico del M5S teme una sua marginalizzazione. Per il Momento i vertici pentastellati non commentano: l’unico a parlare è stato Gianluigi Paragone, che su facebook, ha ribadito la necessità che “Di Maio resti centrale, anche a palazzo Chigi”. Ma sui vertici è arrivata anche la scure di Beppe Grillo.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

Nomos

 

La settimana parlamentare” è una rubrica a cura di Nomos Centro Studi Parlamentari, partner commerciale dell’Editore di questo Portale di informazione specializzata, Centro Studi Enti Locali S.p.a. .
Grazie alla sinergia avviata tra queste due realtà imprenditoriali, ai Lettori di Entilocali-online.it viene offerta la possibilità di consultare, in maniera del tutto gratuita, gli aggiornamenti relativi ai temi e ai provvedimenti al centro dell’attenzione dei due rami del Parlamento.
La scelta di avviare questo nuovo Progetto – ampliando la vasta gamma di servizi e contenuti accessibili attraverso questo Portale – si pone in continuità con il costante sforzo profuso da Centro Studi Enti Locali per garantire un’informazione sempre più efficace, tempestiva e completa ai propri Abbonati.


Related Articles

La giornata parlamentare – 13 marzo

Sale la tensione tra M5S e Lega in vista del voto su Salvini e Toninelli La tensione all’interno della maggioranza

La settimana parlamentare – 7 maggio 2020

Conte tenta la carta della distensione con Iv, oggi vede i renziani Il Premier Giuseppe Conte avvia l’operazione distensione con Italia viva. Il

La giornata parlamentare – 15 febbraio

L’UE chiede chiarimenti, ma difficile una decisione prima delle europee L’Unione Europea, per bocca della commissaria ai Trasporti Violeta Bulc, ha chiesto

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.