La giornata parlamentare – 24 maggio

La giornata parlamentare – 24 maggio

Se la Lega stravincesse Salvini punterebbe a diventare Premier

Conteranno le percentuali ma conterà forse ancor di più il distacco tra M5S e Lega nella partita tutta interna al governo che si aprirà il giorno dopo il voto per le europee. Se Matteo Salvini riuscirà a mettere un ampio margine, di sette-otto punti, tra sé e Luigi Di Maio, andrà all’incasso; anche se va ripetendo che non chiederà rimpasti e non aprirà la crisi, il M5S si prepara a ogni scenario: il bersaglio dei leghisti sarebbe la poltrona del premier Giuseppe Conte.

Di Maio lo dice in pubblico anche come arma di propaganda. Ma in casa pentastellata si confida soprattutto nella sponda del Presidente della Repubblica per evitare manovre extraparlamentari. Il punto, concordano M5Se leghisti, è che un rimpastone di governo, che non si limiti a riempire le caselle ora vacanti come ad esempio ministro agli Affari Ue o il sottosegretario con la delega ai servizi.

Lo stesso premier non può rimuovere i Ministri, perciò se si volesse ad esempio sostituire un tecnico come Giovanni Tria con un politico, magari leghista, si dovrebbe sfiduciarlo o convincere il Ministro dell’Economia a dimettersi, senza contare che servirebbe la firma del Capo dello Stato. Ancor più complicata, a norma di prassi e procedure costituzionali, sarebbe la sostituzione del Premier Giuseppe Conte.

Nella Lega serpeggerebbe un atteggiamento molto critico nei confronti del premier e starebbe crescendo l’idea che debba essere Matteo Salvini a prendere le redini del governo. Ma, al netto della volontà del leader di arrivare a Palazzo Chigi senza passare dalle elezioni, di sicuro Sergio Mattarella non potrebbe avallare un’operazione del genere prescindendo da un passaggio parlamentare.

Anche perché conta il risultato delle politiche e in entrambi i rami del Parlamento il M5S è il gruppo più numeroso. Servirebbe, sottolineano, un voto parlamentare anche per far nascere un governo Conte bis con un ampio giro di poltrone. Dal canto suo Matteo Salvini nega che sia questo l’obiettivo: il Ministro dell’Interno, assicurano i suoi, punta a dettare l’agenda nel Governo e ad aggiornare il contratto così da accellerare su Tav, flattax e autonomie. È su questo, come su un’eventuale condanna del viceministro Edoardo Rixi, che i leghisti misureranno l’affidabilità degli alleati, dopo le crescenti tensioni della campagna elettorale.

Berlusconi rilancia il centrodestra. Per l’antimafia rimane un impresentabile

Un governo del centrodestra, in Italia e in Piemonte: è l’obiettivo cui guarda Silvio Berlusconi in una giornata di campagna elettorale che si chiude con una doccia fredda, c’è anche lui tra i 5 candidati alle europee risultati non conformi al Codice di autoregolamentazione della Commissione Antimafia perché rinviati a giudizio o con dibattimento in corso. Gli altri quattro sono esponenti di Forza Italia e uno di CasaPound.

“Io impresentabile? Ho avuto più di 200 milioni di voti da quando sono in politica e altrettanti ne avrò domenica”, ha commentato Berlusconi. “Non c’è Governo che contro la mafia ha fatto più di me. Ho indurito e prolungato il 41bis, ho consentito l’arresto di 1296 mafiosi e abbiamo messo in galera 32 su 34 dei latitanti più pericolosi garantendo la confisca di miliardi di beni alla mafia. Se c’è uno che è andato contro la malattia del Paese si chiama Silvio Berlusconi“.

In deroga a una campagna elettorale condotta prevalentemente in televisione Berlusconi ha parlato a Torino per sostenere Alberto Cirio, il candidato presidente alle regionali espresso da Forza Italia. Il leader azzurro lo ribadisce più volte: il voto di domenica 26 maggio dovrà servire per far cadere l’attuale governo giallo-verde, tornando a elezioni possibilmente a settembre e portando così a un esecutivo di centrodestra; la lealtà del leader leghista Matteo Salvini al governo con i 5 stelle “è solo un’affermazione elettorale”, il vero contratto di governo è stato siglato tra le forze di centrodestra in vista delle elezioni del 2018.

Dalle Tv alle piazze per la chiusura della campagna elettorale

L’ultimo giorno di campagna elettorale dei leader dei partiti in corsa per le europee è un tour de force tra Tv e piazze. Per i comizi tuttavia sono state scelte sedi raccolte nella consapevolezza dell’importanza crescente delle Tv e soprattutto dei social, dove il silenzio elettorale sabato e domenica non vige.

Il Movimento 5 Stelle tiene una vera kermesse a Roma in piazza Bocca della Verità a partire dalle 17, con un intervento finale di Luigi Di Maio; atteso anche Davide Casaleggio, mentre tra i militanti si mischierà Alessandro Di Battista. L’altro vice-premier, Matteo Salvini, sceglie l’Emilia, per l’esattezza Castelsangiovanni (Piacenza), per tenere il comizio di chiusura al termine di una giornata in Piemonte. Il candidato sindaco della Lega a Bergamo Giacomo Stucchi conta di far giungere nella città orobica il Ministro dell’Interno per la tarda serata, ma la presenza non è confermata.

Ci sarà invece Giorgia Meloni, con un comizio in piazza Vittorio Veneto prima di un’iniziativa di tutto il centrodestra a sostegno di Stucchi. Situazione indicativa, quella di Bergamo, per il centrodestra, unito alle amministrative ma in concorrenza alle Europee. Per Forza Italia Silvio Berlusconi evita un comizio preferendo, come suo costume, le Tv a cominciare da Mattino Cinque su Canale 5. Salvini e Meloni saranno anche su Sky, il ministro dell’Interno su La7 con Di Maio e Zingaretti.

Milano è invece la città del centrosinistra per il rush finale. All’Arco della Pace, a piazza Sempione, Nicola Zingaretti chiude la campagna del Pd con il sindaco Giuseppe Sala, Giuliano Pisapia e Frans Timmermans, candidato del Pse alla guida della Commissione europea. Poco prima, dalla centralissima Piazza della Scala, partirà la chiusura itinerante della campagna di +Europa: Emma Bonino e Benedetto Della Vedova su un bus inglese double decker rosso toccheranno i gazebo sparsi in città. La Sinistra ha invece sceglie per chiudere il quartiere popolare della Garbatella a Roma: in Piazza Sauli ci saranno Nicola Fratoianni, Roberta Fantozzi, Sandro Medici e Andrea Ventura.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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