La giornata parlamentare – 27 febbraio 2020

La giornata parlamentare – 27 febbraio 2020

Sul Coronavirus Conte cambia strategia e smorza allarme; attaccano Lega e Iv

Non si può restare immobilizzati dalla paura del contagio: “La vita deve continuare in Italia”. È questo il messaggio che il premier Giuseppe Conte cerca di veicolare sei giorni dopo che il Paese è piombato nell’emergenza Coronavirus. È un nuovo passo nella comunicazione che, dopo i primi giorni con elmetto e mascherina, prova a evitare il panico ma anche ad arginare i danni all’economia: le ordinanze delle prime ore, che nell’area del contagio chiudono scuole, musei, stadi, saranno riviste, annuncia Conte, la prossima settimana. Intanto in Parlamento girano voci di un’irritazione del presidente Sergio Mattarella per com’è stata gestita la comunicazione del Governo sull’epidemia creando un eccesso di allarme, voci però smentite dal Quirinale che si sarebbe limitato in queste ore a chiedere unità e collaborazione a tutto il mondo della politica, Enti locali compresi. Al presidente della Repubblica chiede un incontro Matteo Salvini, che dopo un giorno di tregua scrive una seconda lettera a Conte e torna a cannoneggiare il Governo: “Non in grado di gestire l’emergenza”; in nome dell’emergenza economica Salvini riprende a evocare un governo di scopo per mettere in salvo i conti e poi tornare a votare. 

“L’emergenza c’era prima e ci sarà dopo”, dice anche Giancarlo Giorgetti, che avverte che “i ceti produttivi del nord presto si ribelleranno” alla fermata delle attività dettata dalle ordinanze del Governo. Conte lavora alle misure economiche da portare domani in Consiglio dei ministri e il Pd con Andrea Orlando si limita a dire “basta a misure eccezionali non strettamente necessarie”, per tornare alla normalità e ridurre i rischi da panico. Unità chiede alla Camera Roberto Speranza, che dice basta a “localismi e protagonismi”. Ma Matteo Renzi sembra dialogare a distanza con la Lega: “Rischiamo un disastro senza precedenti”, dice il leader di Iv rompendo la tregua in maggioranza e puntando il dito sul “danno enorme in Italia e all’estero causato da errori di comunicazione”; “Serviranno misure fortissime”, aggiunge Renzi, che una settimana fa aveva evocato un governo istituzionale senza Conte. 

La scelta del Governo di cambiare strategia per limitare i contraccolpi economici e d’immagine è emersa intanto martedì mattina, quando si è deciso di far parlare alla stampa con il commissario Borrelli prima Walter Ricciardi dell’Oms e poi Giovanni Rezza dell’Iss, due scienziati che in passato hanno criticato alcune scelte dell’esecutivo e che, con modi diversi, avevano il compito di abbassare la paura e l’attenzione sull’Italia. Il Governo avrebbe anche valutato la possibilità di cambiare in corsa le modalità con cui vengono conteggiate le persone positive, cioè fornire i dati dell’Istituto superiore di sanità e non delle Asl. Questo cambio in corsa avrebbe però potuto comportare per il Governo l’accusa di nascondere i numeri reali, perciò, dopo una serie di confronti con Palazzo Chigi e il ministero della Salute, si è deciso di cambiare il modo di effettuare le valutazioni: i tamponi non verranno fatti a tutti ma solo ai soggetti sintomatici, con una scelta che dovrebbe portare un forte calo dei contagi accertati, in sostanza tenere alta l’attenzione ma abbassare il livello d’allarme, sciogliere pian piano le restrizioni e introdurre misure pro imprese per permettere all’economia di ripartire; a questo punta Conte invocando unità nazionale

Suppletive Roma: sfida tra Gualtieri e Leo con l’incognita affluenza

Domenica prossima, 1 marzo, nel centro di Roma si tornerà al voto per le elezioni suppletive del collegio uninominale alla Camera lasciato libero dall’ex premier Paolo Gentiloni dopo la sua nomina a Commissario Ue. Sette i candidati in lizza ma la sfida è soprattutto tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (sostenuto da Pd, Italia Viva, Sinistra Italiana e Articolo 1) e Maurizio Leo (3 volte deputato con An e Pdl e già assessore al Bilancio nella giunta capitolina di Gianni Alemanno) appoggiato da FdI, Lega, FI e Udc. Piuttosto sottotraccia, invece, la campagna di Rossella Rendina del M5S. Vista l’allerta coronavirus in tutto il Paese, la principale incognita riguarda l’affluenza alle urne: domenica scorsa le suppletive in Campania per un collegio uninominale del Senato, vinte da Sandro Ruotolo per il centrosinistra, hanno registrato una partecipazione di appena il 9,5%. A Roma la circoscrizione elettorale conta poco meno di 160 mila iscritti. 

La sfida si annuncia su due piani: uno nazionale e, sullo sfondo, uno locale che guarda alle elezioni in Campidoglio del 2021. Per il Pd la scelta di Roberto Gualtieri è un’implicita richiesta di un sostegno al Governo; il centrodestra Leo schiera un esperto di diritto tributario sostenitore della flat tax, cercando di strappare un collegio solitamente appannaggio della sinistra per mettere in difficoltà il Governo. E poi c’è il test in vista delle elezioni per il Campidoglio: nel Pd è partita la ricerca di un candidato per le comunali del prossimo anno e un buon risultato verrebbe letto di buon auspicio. Stesso obiettivo nel centrodestra, dove la Lega ha avviato una lunga campagna cittadina gestita in prima persona da Matteo Salvini, anche se il candidato scelto è vicino a FdI, che non nasconde di voler indicare alla coalizione il nome per le comunali forte del suo radicamento territoriale a Roma, città della leader Giorgia Meloni. Poi ci sono i 5Stelle: vista la difficoltà anche solo a reperire una candidata, pur governando la Capitale rischiano di rimanere spettatori della contesa. Gli altri nomi in corsa sono: Marco Rizzo del Partito Comunista, Mario Adinolfi per il Popolo della Famiglia, Elisabetta Canitano di Potere al Popolo e Luca Maria Lo Muzio per gli europeisti di Volt. 

Cerno lascia gruppo Pd ma s’iscrive al Misto e non a Italia Viva

Come già ampiamente noto Tommaso Cerno ha ufficialmente lasciato il gruppo del Pd del Senato ma, a sorpresa, l’approdo non è Italia viva bensì il gruppo Misto. A confermarlo è la presidente del Misto di palazzo Madama, Loredana De Petris. Dunque, il gruppo dei renziani per ora resta a quota 17 senatori, mentre i dem perdono comunque un parlamentare scendendo a 35. L’addio di Cerno ai dem era scontato, già ampiamente dibattuto e corredato da un’aspra polemica con il partito, in particolare il Pd milanese, per alcune parole pronunciate dallo stesso senatore, ma tutto lasciava presagire che il giornalista s’iscrivesse al gruppo di Italia viva. Del resto, era stato lo stesso Matteo Renzi a festeggiare i due nuovi arrivi (quello di Cerno appunto e della deputata Rostan ex Leu) lo scorso 18 febbraio e Cerno in persona aveva confermato l’intenzione di aggiungersi alla truppa renziana di palazzo Madama. 

Erano giorni tesi nel Governo, nel pieno dello scontro tra Italia viva e il resto della maggioranza sul fronte giustizia: prescrizione e intercettazioni più volte in quelle ore hanno messo a dura prova la tenuta dei giallorossi, con il livello di scontro salito fino ai piani alti di palazzo Chigi. “Questo governo è già in fase di prescrizione”, affermava Cerno nel replicare ai dem del capoluogo lombardo e dello stesso sindaco di Milano Giuseppe Sala, che non aveva riservato parole tenere al giornalista ora senatore: “Ma che soldi devo dare? Io non sono iscritto al Pd, non faccio parte del Pd. Sono stato eletto con il Pd, ma cosa c’entra questo? Si chiama strozzinaggio, si chiama pizzo, mi han chiesto il pizzo”, erano state le sue parole. Ma ora le cose sembrano essere cambiate: “Ho sempre detto che uscivo dal gruppo del Pd. Ho il massimo rispetto per il presidente Marcucci. La mia critica è al segretario”, aggiunge Cerno. Con Italia Viva e Matteo Renzi “Il dialogo resta sempre aperto con tutti. Stimo Matteo. Ma il mio percorso non ha in questo momento bisogno di capi né di dottrine”. 

L’Aula del Senato 

Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato definitivamente, con voto di fiducia, il decreto proroga termini e in prima lettura il decreto legge per l’istituzione del Ministero dell’istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca, l’Aula del Senato tornerà a riunirsi alle 9.00 l’informativa del ministro della salute Roberto Speranza sul coronavirus. 

Le Commissioni del Senato 

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia esaminerà lo schema di decreto legislativo relativo alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale, lo schema di decreto ministeriale per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista e il ddl sulla diffamazione a mezzo stampa. La Finanze esaminerà il ddl per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e lo schema di decreto legislativo relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta. La Lavori pubblici esaminerà il disegno di legge sugli interventi per il territorio di Savona a seguito degli eccezionali eventi atmosferici del mese di novembre 2019. Infine la Politiche dell’UE su confronterà sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2020.

L’Aula della Camera 

Dopo che nella seduta di ieri è stato discusso e approvato, in prima lettura, il decreto Coronavirus, l’Aula della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’approvazione definiva del decreto, già approvato dal Senato, sulla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Esteri, alle 9.00, ascolterà i rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze sull’azione internazionale dell’Italia per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e l’efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione. 

La Commissione Cultura esaminerà le pdl per la riorganizzazione del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e, con la Trasporti, discuterà l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla diffusione intenzionale, seriale e massiva di informazioni false. La Lavoro svolgerà alcune audizioni sulla pdl per la prevenzione e il contrasto delle molestie morali e delle violenze psicologiche in ambito lavorativo, e alcune sulle proposte di legge sul rapporto sulla situazione del personale. La Politiche dell’UE svolgerà delle audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche dell’Unione europea per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2020 e il Programma di lavoro della Commissione per il 2020 “Un’Unione più ambiziosa”.

Nomos

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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