La giornata parlamentare – 29 ottobre

La giornata parlamentare – 29 ottobre

L’Aula del Senato

L’aula del Senato questa settimana non si riunirà. I lavori riprenderanno lunedì 5 novembre con l’esame del decreto sicurezza e immigrazione.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, nell’arco della settimana la Affari Costituzionali proseguirà l’esame sul decreto sicurezza e immigrazione. Martedì alle 15 la Commissione Bilancio, con la Politiche dell’Unione Europea, proseguirà l’audizione del Ministro per il Sud Barbara Lezzisulle linee programmatiche del suo Dicastero. La Finanze si confronterà e svolgerà alcune audizioni sul decreto fiscale. A seguire proseguirà l’esame del ddl per il contrasto al finanziamento delle mine anti persona e dello schema di decreto legislativo contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno.

La Lavoro svolgerà delle audizioni sul ddl relativo al Caregiver familiare. La Salute svolgerà delle audizioni sul ddl relativo ai disturbi del comportamento alimentare e sul disegno di legge relativo alle disposizioni in materia di prevenzione vaccinale. A seguire si confronterà sul ddl sulle disposizioni di corpo e tessuti post mortem. La Territorio avvierà il ciclo di audizioni sull’affare assegnato relativo ai nitrati. La Politiche dell’Unione Europea proseguirà l’esame sulla legge di delegazione europea 2018 e sulla relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea riferita all’anno 2017. Alle 15.30 di oggi ascolterà i rappresentanti di SIAE, ANIE, AIFA e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla legge europea 2018.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera nell’arco della settimana esaminerà il decreto legge per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, e gli eventi sismici del 2016 e 2017. Come di consueto mercoledì alle 15 è previsto lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali si confronterà sulla pdl, in quota all’opposizione, sulle nuove norme in materia di cittadinanza. In sede riunita con la Giustizia, esaminerà la pdl per la proroga del termine per l’adozione di disposizioni integrative e correttive concernenti la disciplina processuale dei giudizi innanzi alla Corte dei conti e la proposta di legge per il contrasto dei reati contro la Pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici. La Difesa esaminerà il Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2018-2020.

La Finanze proseguirà il ciclo di audizioni sulla proposta di legge per la semplificazione fiscale, il sostegno delle attività economiche e delle famiglie e il contrasto dell’evasione fiscale, ed esaminerà lo schema di decreto legislativo sulle norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno. La Culturaesaminerà la pdl par l’accesso ai corsi universitari. La Ambiente esaminerà la proposta di legge per la gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque.

La Attività produttive proseguirà il ciclo di audizioni sulla proposta di legge sulla disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali. Mercoledì alle 8.30 ascolterà i rappresentanti di Energia Concorrente nell’ambito della discussione della risoluzione sulle iniziative urgenti in materia di riscossione degli oneri generali del sistema elettrico. La Lavorosvolgerà alcune audizioni sulle risoluzioni per l’incremento delle risorse finanziarie a favore di lavoratori esposti all’amianto. A seguire si confronterà sulle risoluzioni per attuare il nono e definitivo intervento di salvaguardia in favore dei lavoratori cosiddetti esodati. La Affari Sociali svolgerà diverse audizioni sulla proposta di legge sulla trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie.

Alta tensione nel Movimento 5 Stelle su Tap e Tav

Il tema infrastrutture è una scintilla che rischia di trasformare in fiamme i malumori nella base M5S in merito a Tav e Tap mentre al contempo cresce l’attacco delle opposizioni contro la componente pentastellata del Governo gialloverde. Luigi Di Maio passa per il vicepremier debole rispetto all’omologo alleato leghista; la base prende le distanze dal leader mentre, fuori dal palazzo, si accende la protesta.

San Foca di Melendugno (Lecce), nel giorno della manifestazione contro la realizzazione del gasdotto trans-adriatico Tap, si grida alle dimissioni di tutti i rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle eletti in Salento, in Senato e al Parlamento. “Barbara Lezzi vattene dal Senato”, urlano i no tap, bruciando manifesti di Di Maio; “Siete i traditori dei vostri stessi elettori. Con il vostro voltafaccia avete dimostrato di essere peggio dei vostri predecessori!”. La ministra del Sud ha immediatamente risposto con un video su Facebook: “Non mi fate paura, siete gli ultimi a poter chiedere le mie dimissioni”. Dal canto suo, il premier Giuseppe Conte si è preso tutta la responsabilità di una scelta che rappresenta un boccone amarissimo per il Movimento.

I malumori però restano. In una situazione del genere, l’opposizione ha gioco facile nel commentare con parole dure il cambiamento accettato dal M5S di governo, e l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in un video su Twitter attacca: “Di Maio giustifica il suo cambiamento d’idea, la sua promessa non mantenuta, inventandosi una carta e delle penali. Non è la prima volta: l’ha fatto con Ilva sul parere dell’avvocatura, l’ha fatto con la manina che avrebbe cambiato la legge di bilancio. Lo fa continuamente, però questa volta c’è una questione differente: è palese che non c’è una carta e che non ci sono penali. In un paese normale un Ministro che mente così palesemente si dimette”.

Sul fronte Lega il vicepremier Matteo Salvini ha evidenziato ancora una volta i vantaggi economici della Tap per le imprese e i cittadini, e ribadito che passi indietro sul gasdotto non sono neanche in discussione, mentre il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia chiude la faccenda con un lapidario: “La Tap è un capitolo chiuso, consentirà di avere costi energetici più bassi per le nostre industrie. Questa è una buona notizia”.

Pd, Martina lancia Congresso ed apre ad alleanza per europee

Il Partito Democratico entra nella sua fase congressuale: il segretario Maurizio Martina ha dichiarato concluso il suo mandato, a giorni arriveranno le dimissioni, e ha annunciato la convocazione dell’Assemblea nazionale che fisserà la data delle assise per l’elezione del nuovo leader del partito. Il tutto con buona pace dei renziani che, usciti allo scoperto, speravano in un posticipo del Congresso a dopo le elezioni europee. Che congresso sia, dunque, anche se lo stesso Martina avverte: “È uno strumento utile per completare il lavoro ma dipenderà da come lo facciamo”. Il rischio infatti è che sia estremamente divisivo.

Nel Forum per l’Italia di Milano, la due giorni tanto voluta da Martina per tracciare il bilancio della sua segretaria ad interim e per fissare le linee programmatiche, aleggia infatti il fantasma di Matteo Renzi, evocato da Gianni Cuperlo assente perché impegnato in un viaggio in Cina. Nessuna abiura contro di lui, ma discontinuità. A partire dal Congresso, che i renziani avrebbero preferito far slittare: per voce del capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, intravedono infatti i rischi dell’andare al confronto interno all’inizio del 2019, a pochi mesi dalle europee di maggio.

Nel suo intervento Martina ha aperto alla proposta di Dario Franceschini di costruire un’alleanza: “L’alternativa al governo sovran-populista di Lega e M5S si costruisce partendo sì dal Pd ma andando oltre il partito così come è stato finora concepito”. Allargare dunque la platea. Lo stesso ex ministro della cultura ha chiesto un passo indietro a tutti i candidati, per convergere sulla candidatura di Zingaretti ed evitare lotte fratricide: “Sarebbe logico e naturale” che anche i possibili sfidanti Minniti e Martina “sostenessero il governatore del Lazio”. A questa strategia dovrà aggiungersi l’incognita dei Comitati Civici lanciati da Renzi all’ultima Leopolda che potranno diventare catalizzatori di nuovi consensi o avamposti di una nuova scissione. Al momento la data delle primarie non è fissata ma molto probabilmente sarà in un fine settimana di febbraio.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

Nomos

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