La giornata parlamentare – 4 settembre

La giornata parlamentare – 4 settembre

Salvini assicura che la manovra economica rispetterà le regole

Matteo Salvini tira il freno sulla prossima manovra economica. Il leader della Lega ha assicurato, uscendo da Palazzo Chigi dopo aver guidato il Consiglio dei Ministri, che la legge di bilancio sarà “rispettosa di tutte le regole”. I mercati registrano subito il tono tranquillizzante: lo spread, dopo aver toccato i 291 punti, si ferma a quota 282 e Piazza Affari chiude a +0,62%. Ma in serata parlando con gli amministratori locali della Tuscia a Viterbo ha chiarito che il governo vuole modificare le regole europee: “La revisione del Patto di stabilita? E’ una delle cose di cui ho parlato con il Ministro Tria”.

Comunque sia, la Lega farà un primo punto oggi in una riunione dedicata proprio alle priorità da inserire nella manovra economica, partendo probabilmente dalla flattax per gli autonomi e dalla pace fiscale. Ma tra oggi e domani a incontrarsi saranno anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier e Giovanni Tria.

Non a caso, nonostante le dichiarazioni in successione di molti esponenti dell’esecutivo, il Ministro degli Affari europei Paolo Savona non ha voluto sbilanciarsi al termine del Consiglio dei Ministri sul tema degli ultimi giorni, lo sforamento o meno del fatidico parametro del 3% nel rapporto deficit-Pil, e ha invitato a pazientare ancora un paio di giorni, per capire quale sarà la linea politica dell’esecutivo.

Il Ministro Tria è già al lavoro sulla nota di aggiornamento al Def

Rientrato da meno di 48 ore dal viaggio in Cina, il ministro dell’economia Giovanni Tria è già al lavoro al MEF con i suoi più stretti collaboratori per definire il nuovo quadro macroeconomico per il 2018 e il 2019. Il primo passo in vista della messa a punto della manovra è la Nota di aggiornamento al Def attesa per la settimana tra il 24 e il 29 settembre. Per il momento il Mef non ha intenzione di anticiparla, come chiede a gran voce Forza Italia, ma preferisce aspettare gli ultimi dati dell’Istat sui conti economici, in arrivo il 21 settembre, per fare i calcoli definitivi.

La famosa tabella sugli indicatori di finanza pubblica fisserà gli obiettivi di deficitsaldo strutturale e debito pubblico, nella consapevolezza che proprio il debito dovrà dare segnali di discesa, anche considerando la ormai imminente fine del quantitative easing. Già ad agosto l’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce si è ridotto di 3,6 miliardi, con un calo superiore all’11%.

In quel quadro macro andranno poi inserite le misure della legge di bilancio, che rispecchieranno le priorità dei partiti: reddito di cittadinanzaflattax e revisione della legge Fornero. Sul calo della pressione fiscale, lo stesso Salvini ha ridimensionato le aspettative della prima ora, specificato che “ci sarà un primo passo e tanti italiani, tanti artigiani e tanti professionisti pagheranno meno tasse”.

L’idea, nota, è quella di estendere il regime forfettario per le partite Iva, come previsto dalla proposta di legge depositata dalla Lega alla Camera. Nel testo il tetto di ricavi per aderire al forfait al 15% è di 100.000 euro ma, se la misura fosse assorbita in manovra, non è detto che la cifra rimanga tale. Sulla legge Fornero si potrà forse intervenire mettendo mano all’Ape sociale, tenendo in vita l’Ape volontaria ma utilizzando i fondi di solidarietà, ha spiegato il consulente della Lega Alberto Brambilla, che è tornato a criticare il Movimento 5 Stelle e Luigi Di Maio per il taglio delle pensioni d’oro.

L’Aula della Camera ascolterà il Governo sul crollo del ponte di Genova

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 15.30 per le comunicazioni del Governo sul crollo del “ponte Morandi” di Genova del 14 agosto 2018. La Commissione Affari Costituzionali, in sede riunita con la Bilancio, inizierà l’esame del decreto Mille proroghe già approvato a inizio agosto. Sul provvedimento, che dovrà essere varato entro e non oltre il 23 settembre, saranno svolte diverse audizioni: nello specifico, a partire dalle 10.30 saranno ascoltati i rappresentanti dell’Istituto superiore di Sanità, della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, della Società italiana di pediatria, della Federazione italiana dei medici di medicina generale, dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e dell’Unione delle province d’Italia (UPI), e diversi altri esperti e accademici. In sede riunita con la Difesa proseguirà il ciclo di audizioni sullo schema di decreto legislativo per la revisione dei ruoli delle Forze di polizia.

Centrodestra, verso resa dei conti: Cav pronto a porre out out a Salvini

La resa dei conti nel centro destra è stata ampiamente annunciata, ma ancora non è detto che si consumi proprio questa settimana. Silvio Berlusconi e Matteo Salvini avranno il loro incontro chiarificatore, che si dovrebbe tenere a Roma e che toccherà vari temi. In realtà non c’è nessun appuntamento programmato, anche perché l’agenda del Ministro dell’Interno è fittissima e, dal canto suo, il Cav vuole che si definiscano alcune situazioni, prima fra tutte quella che riguarda il futuro della Legaper il processo relativo ai 49 milioni di euro. Domani per il Carroccio sarà il giorno della verità dal punto di vista giudiziario e anche lo spartiacque politico tra vecchio e nuovo.

Per questo Berlusconi attende. Il governo giallo-verde preoccupa il leader azzurro: non ne condivide modi, metodi e soprattutto ne rileva la grande confusione. Per Berlusconi il faro sono sempre le sue aziende che cominciano a soffrire le politiche economiche industriali dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Per questo non è escluso che l’ex Cavaliere parta all’attacco ponendo un out out al leader leghista: o Luigi Di Maio o me.

Roberto Fico per la prima volta alla festa dell’Unità

Più applausi che contestazioni a Ravenna per la prima volta di un Cinquestelle a una festa dell’UnitàRoberto Fico, a differenza di Luigi Di Maio pure invitato a Ravenna, ha accettato il confronto con Graziano Delrio, rinsaldando la sua immagine di volto di sinistra del M5S. In realtà, il Presidente della Camera andrà anche ad altri due raduni di partito, perché “partecipazione e dibattito sono sale per tutti”. Ma con la sua presenza alla Festa si riaffaccia prepotente sulla scena il tema del rapporto fra M5S e Partito Democratico.

A meno di ventiquattr’ore dalla presa di distanza di Nicola Zingaretti e di Dario Franceschini dall’ipotesi di un’alleanza con i pentastellati, Matteo Renzi è pronto a scommetterci: nel Pd c’è chi vuole fare asse con il M5S. E attorno a questo ruoterà il congresso Dem. “Al momento le distanze con i Cinque Stelle sono enormi e non si colmano con una stretta di mano”, assicura Delrio che giustifica la scelta imposta dal senatore di Firenze di non sedersi al tavolo con il M5S: “ad aprile era molto difficile: gli elettori erano in gran parte contrari”.


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