La giornata parlamentare – 6 settembre 2019

La giornata parlamentare – 6 settembre 2019

Il Governo Conte ha giurato al Quirinale

Con il giuramento al Quirinale, è ufficialmente in carica il II governo Conte. Il nuovo esecutivo, frutto dell’alleanza tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali, si è riunito ieri mattina nella sala delle feste per la cerimonia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il premier Giuseppe Conte è stato il primo a giurare nelle mani del Capo dello Stato come nuovo presidente del Consiglio, poi è toccato ai Ministri. Nota di colore, l’unico a ripetere la formula a memoria, senza leggerla, è stato Roberto Speranza, ministro della Salute in quota Leu. Terminata la cerimonia, si è tenuto il brindisi di rito nella Sala degli specchi. Quindi il trasferimento a Palazzo Chigi con un’inedita cerimonia della campanella

Il presidente del Consiglio ha suonato la campanella nel tradizionale passaggio che precede il primo Consiglio dei ministri di ogni nuovo Governo. Il premier, che succede a se stesso, è stato accolto dal segretario generale Roberto Chieppa, che poi gli ha passato la campanella, che secondo tradizione viene consegnata da un premier all’altro. Insieme a lui anche il sottosegretario uscente alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e Riccardo Fraccaro che gli succede a Palazzo Chigi. Lunedì alle 11 il premier si presenterà alla Camera per chiedere la fiducia. Il giorno dopo, martedì alle 12.30, sarà la volta del Senato, già un primo mini-esame dal momento che il via libera non pare quanto meno scontato: a palazzo Madama, in teoria, la maggioranza può contare su 173 senatori, anche se ne basterebbero 161, ma qualcuno soprattutto dalla Lega ha agitato nei giorni scorsi lo spettro dei franchi tiratori fra i 5 Stelle parlando di 7 – 8 pentastellati che sarebbero pronti a non votare la fiducia.

Dal primo Cdm via libera a golden power e a Gentiloni Commissario

S’inaugura con due prese di posizione nette il nuovo Governo Conte. Il primo Consiglio dei ministri, convocato a Palazzo Chigi dopo il giuramento al Quirinale, ha dato il via libera all’esercizio della golden power nei confronti delle società interessate al 5G, nello specifico Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Linkem: un primo passo per escludere i colossi cinesi Huawei e Zte dallo sviluppo della rete di quinta generazione. La mossa era già stata sollecitata dall’Amministrazione statunitense e su di essa si era già impegnato in passato il leader della Lega Matteo Salvini. Palazzo Chigi ha poi deliberato di impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia, governato dalla Lega, con la motivazione che va oltre le competenze della Regione e contiene norme discriminatorie nei confronti dei migranti. Come annunciato, è stata anche ufficializzata la designazione di Paolo Gentiloni per la nomina a Commissario europeo ed è stato nominato Riccardo Fraccaro sottosegretario alla presidenza del Consiglio. 

Al via la partita dei sottosegretari

Non sarà né breve, né semplice, ma con il via ufficiale al Conte 2 ha inizio anche la corsa ai sottosegretari. Sarà una partita in cui i vertici di M5S e del Pd, oltre al premier Giuseppe Conte, saranno impegnati il massimo. Nel Movimento la partita è già iniziata anche perché Luigi Di Maio già prima della crisi aveva programmato un rimpasto nel sottogoverno. In diversi dovranno dire addio all’incarico e il Movimento proverà a distribuire i suoi profili più forti nei ministeri chiave guidati dal Pd. Laura Castelli, ad esempio, va verso la riconferma come viceministro al Mef; verso la conferma anche Stefano Buffagni mentre tra i nuovi un posto da viceministro, magari alla Cultura, potrebbe essere assegnato a Francesco D’Uva, protagonista della trattativa con il Pd. E poi ci sono gli ortodossi. In corsa, alla Camera, innanzitutto i presidenti di Commissione, da sostituire poi con esponenti Dem, Marta GrandeGiuseppe Brescia e Carla Ruocco.  

Anche nel Partito Democratico si moltiplicano le voci per i posti di sottosegretari, inclusi alcuni ex parlamentari non rieletti in questa legislatura come Marina Sereni e Roberto Cociancich. Dovrebbero avere posto nel Governo alcuni dei mancati ministri: si parla di un ruolo di viceministro all’Economia per Antonio Misiani e di viceministro all’Istruzione o alla P.a. per Anna Ascani. C’è nel partito malcontento per alcune aree escluse dai ministeri, di maggioranza e minoranza. Per Maurizio Martina potrebbe però esserci il ruolo di presidente del partito al posto di Gentiloni. Per Gianni Cuperlo si parla di un incarico da vice ministro. E poi c’è il nodo Senato dove i numeri sono stretti e non ci si può permettere di mandare tanti parlamentari al governo. È però anche vero che gli incarichi nell’esecutivo aiuterebbero a frenare le tentazioni di una parte dei renziani di fare opposizione interna. Tra gli aspiranti si citano Franco MirabelliSimona MalpezziLuciano D’AlfonsoSalvatore MargiottaTommaso Nannicini e Annamaria Parente, che, come Emanuele Fiano, potrebbero anche aspirare alla presidenza delle Commissioni lasciate vacanti dai Cinque stelle che andranno al governo. 

Fdi rilancia la piazza, la Lega si accoda ma non FI

Lunedì, quando il nuovo Governo chiederà la fiducia alla Camera, davanti a Montecitorio ci sarà una manifestazione senza bandiere di partito, ma con i tricolori. L’ha promossa Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, per protestare contro la nuova scandalosa maggioranza. E, novità dell’ultimo minuto, si è aggregata la Lega: l’ha annunciato Matteo Salvini su Facebook, parlando di “un presidio aperto agli italiani che sono schifati e si vergognano di questo poltronificio”. Non ci sarà Forza Italia, invece, che vede nel Parlamento il teatro più idoneo per dare battaglia al Governo: gli azzurri promettono un’opposizione netta. La Lega, comunque, sta preparando strategie anche per le Aule e il leader ha scandito il piano di attacco: “Il 15 settembre aspetto una marea di gente a Pontida, in attesa di un autunno di battaglia pacifica, democratica ma determinata”. Intanto, ha chiamato a raccolta i suoi per lunedì. 

Dalla diretta facebook, Matteo Salvini ha attaccato il nuovo Governo: “Bell’esordio, rispettoso dell’autonomia delle popolazioni, dei governatori, dei territori, degli italiani” ha detto criticando una delle prime decisioni del Consiglio dei ministri, che ha impugnato due leggi del Friuli Venezia Giulia sui migranti. Mentre Paolo Gentiloni, indicato per la carica di Commissario europeo, per Salvini rappresenta “il massimo del sistema, dei salotti, dei poteri forti. A Berlino e Parigi stanno stappando lo spumante”. Per il leader della Lega è stato l’ultimo giorno al Viminale da ministro del governo gialloverde ma ha evitato di partecipare al passaggio di consegne con la nuova titolare dell’Interno, Luciana Lamorgese. Si è dedicato ad altre questioni, come la grana che gli è arrivata dalla procura di Roma, che l’ha indagato per diffamazione dopo la denuncia presentata a luglio da Carola Rackete, la comandante della Sea Watch3. “Per me è una medaglia” ha replicato Salvini, “Io non mollo, mai”.  

Gentiloni incontrerà oggi la Von der Leyen per gli Affari economici

La squadra è completa. Ursula Von der Leyen l’ha annunciato trionfante su Twitter. Anche l’ultimo tassello mancante, quello dell’Italia, è arrivato. La presidente eletta della Commissione europea brucia i tempi e convoca per questa mattina a Bruxelles il candidato italiano Paolo Gentiloni. In gioco c’è il portafoglio degli Affari Economici e Monetari. Dalla durata della riunione si potrà già capire se c’è una fumata bianca. Il ruolo è di prestigio e alcuni sherpa europei fanno notare che Gentiloni non ha un profilo economico ma arrivare con l’etichetta di ex-primo ministro a Bruxelles ha il suo peso. Attribuire il portafoglio economico al Paese che ha appena schivato una procedura di infrazione e resta con il secondo più alto debito pubblico della zona euro, dopo la Grecia, potrebbe sollevare le critiche dei paesi del Nord più ortodossi, ma potrebbe costringere l’Italia a restare sui binari degli impegni presi a luglio dal ministro dell’Economia Giovanni Tria.  

Non solo: Gentiloni come commissario europeo dovrebbe promettere assoluta indipendenza rispetto agli interessi nazionali, quindi non potrà fare sconti al nuovo esecutivo di Giuseppe Conte. Da parte sua il Governo italiano potrebbe avere maggiore voce proprio nel momento in cui si deve discutere il completamento dell’Unione monetaria e la semplificazione del patto di stabilità e crescita. I giochi tuttavia sono aperti. Agli affari economici sono interessati anche il lettone Valdis Dombrovskis, già vice-presidente della Commissione per l’euro, il belga Didier Reynders, già ministro delle finanze, e la finlandese Jutta UrpilainenGiuseppe Conte puntava inizialmente ad ottenere la Concorrenza ma anche qui Gentiloni potrebbe essere sopraffatto dalla francese Sylvie Goulard, vice-governatrice della Banca di Francia. La Von der Leyen ha annunciato che presenterà la sua squadra martedì, poi sarà il turno dei Commissari di passare l’esame dei deputati europei nelle audizioni che cominceranno il 30 settembre. L’obiettivo è di ottenere a metà ottobre l’investitura dal Parlamento europeo. 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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