La Giornata Parlamentare del 16 giugno 2021

La Giornata Parlamentare del 16 giugno 2021

Berlusconi lancia il partito unico del centrodestra. No categorico di Salvini

Silvio Berlusconi in una riunione via Zoom con gli europarlamentari azzurri rilancia il partito unico e chiama a raccolta anche Giorgia Meloni. Il leader di Forza Italia rispolvera un suo vecchio cavallo di battaglia, un contenitore che unisca i vari partiti che compongono la coalizione di centrodestra e prenda come modello il partito laburista inglese o i repubblicani americani. Insomma l’ex premier va oltre la federazione di Matteo Salvini, un’unione che invece farebbe sedere attorno a un tavolo solo le anime che si sono votate a sostegno del governo di Mario Draghi. E il leader leghista dice no: “Nessuno parla di partiti unici. Un conto è federare un conto è mischiare partiti dalla sera alla mattina. Gli italiani non chiedono giochini politici ma fatti. Fondare nuovi partiti credo che non interessi a nessuno”. Quello di Berlusconi è un progetto a largo spettro e di complessa e lunga attuazione, di cui aveva parlato lo stesso Antonio Tajani all’ultima riunione di coalizione. Berlusconi oltre a sostenere la necessità di avviare questo percorso, ha anche affermato che “c’è una spinta dentro Forza Italia” per questa soluzione, un fulmine a ciel sereno per l’ala moderata che da sempre si è opposta all’allineamento con i partiti della coalizione troppo spostati a destra. Il timore, soprattutto delle ministre Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, è quello di perdere lo spirito europeista e liberale, parte del dna di Forza Italia e che guarda al Partito popolare europeo, non di certo ai sovranisti.  

Dubbi, incertezze e contrarietà di cui si è discusso ad Arcore venerdì scorso durante un pranzo di lavoro a Villa San Martino; con le due deputate azzurre anche Renato BrunettaLicia Ronzulli e Antonio Tajani. Il faccia a faccia ha consentito a Berlusconi di mettere in chiaro quale sia la sua posizione e i suoi progetti per il partito, linea che non intende di certo mettere ai voti e che è stata già tracciata. Berlusconi non ha lanciato, certo, un prendere o lasciare, ha preferito spostare la discussione sulle opportunità di rilancio di una fetta della coalizione ancora decisiva per il centrodestra che deve trovare, tuttavia, una via di fuga per evitare di essere schiacciata dal dualismo tra Lega e Fdi. Il Cavaliere è consapevole che organizzare e realizzare una macchina del genere non si fa dall’oggi al domani, con la complicazione di dover abbattere le resistenze di Giorgia Meloni, da sempre contraria. Il tema molto probabilmente sarà affrontato oggi nel corso del vertice del centrodestra che si terrà alle 14.00; il piatto forte resta quello di scegliere i candidati alle prossime amministrative e mancano ancora i Milano a Bologna: Salvini vorrebbe chiudere in settimana ma è possibile che neanche questa riunione sia decisiva.

Draghi punta a sbloccare i troppi decreti attuativi bloccati

Un’efficace azione del Governo passa anche per l’attuazione del programma ma sono troppi i decreti attuativi ancora da varare: se ne sono accumulati circa 600 tra vecchia e nuova legislatura, 51 sono oramai obsoleti e andranno cancellati. Non solo, ma a causa dei ritardi, resta bloccata parte dei fondi per l’emergenza di agosto dello scorso anno e oltre tre miliardi e mezzo dell’ultima legge di bilancio. E mentre il premier Mario Draghi ha deciso di imprimere un’accelerazione affidando al sottosegretario Roberto Garofoli la regia di un nuovo cronoprogramma e un nuovo metodo di lavoro, anche il Parlamento si muove e proprio al Governo Giuseppe Brescia e Stefano Ceccanti, presidente del comitato per la Legislazione, chiedono un impegno sul fronte della trasparenza e l’indicazione puntale non solo del numero di decreti bloccati e via via attuati, ma anche dell’entità delle risorse collegate, anche perché con l’arrivo delle tantissime misure legate al Recovery la mole di arretrato rischia di crescere a dismisura. 

A essere chiamato in causa per i ritardi è, prima di tutto, il ministero dell’Economia, cui spetta intervenire “su circa il 70% dello stock dei provvedimenti attuativi”, seguito da MimsMise e dal ministero della Transizione ecologica. Proprio la fase di concertazione con il Mef rappresenta una delle principali “criticità procedimentali” individuate dai capi di gabinetto di tutti i dicasteri nell’attuazione delle norme, si legge nella relazione illustrata all’ultimo Cdm. Per superare questa impasse il Governo punta su delle task force interne a ogni ministero: dovranno lavorare sul “recupero dell’arretrato” e garantire l’operatività delle nuove norme. Al Mef sono già pronti: è stato costituito un gruppo di lavoro di sei persone che come primo obiettivo ha quello di rendere operative tutte le norme attuative legate agli ultimi due decreti Sostegni. 

L’altro freno, secondo la ricognizione effettuata, è costituito “dalla fase di acquisizione del parere della Conferenza Stato – Regioni o della Conferenza Unificata”; anche in questo caso il ministero degli Affari regionali è già all’opera per tagliare i tempi: “Ci saranno sedute ad hoc delle Conferenze” con all’ordine del giorno esclusivamente “i provvedimenti attuativi”. Anche le Camere sono pronte a fare la loro parte. 

Conte esordisce da leader in pectore. Intanto l’asse M5S e Pd non decolla

Dopo mesi di attesa, Giuseppe Conte indossa gli abiti del leader per la sua prima uscita pubblica come leader in pectore del M5S. Sceglie Napoli, non casualmente: è l’unica grande città al voto in cui è stato costruito un asse con il Pd sulla figura del candidato sindaco, Gaetano Manfredi. Al suo fianco Luigi Di Maio e Roberto Fico, due pretoriani dell’universo pentastellato, che formano un cordone politico attorno al futuro capo politico ancora alle prese con un processo di rifondazione che presenta molti nodi da sciogliere. Primo fra tutti quello del terzo mandato, ma stavolta Conte risponde in maniera ruvida: “Deciderò io quando sarà il momento di parlarne”, anche se poi ammorbidisce i toni: “Si deciderà tutti insieme con la comunità del Movimento”. L’altro problema che l’ex premier dovrà fronteggiare è l’alleanza con il Pd: a Napoli ha toccato con mano il dissenso di un pezzo di base che proprio non riesce a digerire il posizionamento nel campo progressista. La costruzione di quest’asse resta comunque difficile, tant’è che lo stesso Conte ammette: “Laddove non è possibile stringere l’alleanza, non mi straccio le vesti”. Saltate Milano, Bologna, Torino e Roma, la strada resta aperta solo per le regionali in Calabria, ma è in salita anche se l’ex premier non perde la speranza: “”Ci sono le condizioni per un patto, per mettersi attorno a un tavolo, a partire dal M5S, con tutte le forze politiche di sinistra che vogliono condividere questa responsabilità”.  

I problemi non sono solo in casa Cinque Stelle. Anche tra i dem c’è una nutrita schiera contraria all’alleanza con il Movimento. A Torino, infatti, le primarie le ha vinte Stefano Lo Russo, uno che in cinque anni di opposizione a Chiara Appendino in Consiglio comunale non le ha mai mandate a dire al M5S. Così come incerto appare il risultato delle consultazioni del centrosinistra a Bologna. Conte si è speso per Matteo Lepore (preferito anche dai vertici dem), ma la sfida con Isabella Conti sembra aperta. Se dovesse vincere la sindaca di San Lazzaro, sponsorizzata anche da Iv e Matteo Renzi, sarebbe un bel problema per il Nazareno e anche per il leader pentastellato. La situazione è molto più chiara a Roma, dove lo scontro tra Pd e Movimento 5 Stelle si alza ogni giorno di più: al ballottaggio “non vedo spazio per apparentamenti” con i Cinque Stelle, tuona Roberto Gualtieri. L’ex ministro dell’Economia, in corsa alle primarie di domenica prossima contro Giovanni CaudoStefano FassinaTobia ZeviPaolo CianiCristina Grancio e Imma Battaglia, anzi lancia la sfida alla Raggi: “Al secondo turno andremo noi e ci rivolgeremo a tutti i romani, anche agli elettori della sindaca che hanno creduto a grandi progetti anche condivisibili che non sono stati realizzati”. Le amministrative sono una sfida nella sfida anche per la leadership di Conte.  

L’Aula del Senato

L’Assemblea del Senato riprenderà i propri lavori alle 9.30 con l’esame del decreto sulle misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19, e del decreto relativo alle misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti. A seguire dibatterà sulla proposta d’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul contrasto al gioco illegale.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, giovedì la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sulla procedura di nomina dei rappresentanti di lista e, con la Giustizia, si confronterà sul decreto per il rafforzamento della capacità amministrativa delle Pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l’efficienza della giustizia; successivamente svolgerà delle audizioni sul ddl relativo alle imprese sociali di comunità. La Giustizia esaminerà il ddl di delega per la riforma del processo civile. La Bilancio si confronterà sul decreto sul fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e su altre misure urgenti per gli investimenti. La Istruzione svolgerà delle audizioni sull’affare assegnato per la restituzione di beni culturali illecitamente esportati dall’Italia e alcune altre sull’affare assegnato relativo all’impatto dei cambiamenti climatici su beni culturali e sul paesaggio. Con la Lavoro esaminerà i ddl sullo statuto delle arti e dei lavoratori nel settore della cultura. 

La Lavori Pubblici si confronterà sul ddl sul volo da diporto, sul ddl di riforma della Rai, sul ddl sul libretto d’infrastruttura e sul disegno di legge per la riduzione del disagio abitativo. A seguire esaminerà il disegno di legge per il riordino disposizioni legislative in materia di costruzioni. La Agricoltura riprenderà il ciclo di audizioni sul ddl relativo alla disciplina del settore florovivaistico. La Industria si confronterà sugli affari assegnati per razionalizzazione, trasparenza e struttura di costo del mercato elettrico e gli effetti in bolletta in capo agli utenti, sul rifinanziamento della cosiddetta “Nuova Sabatini” e svolgerà delle audizioni sull’area di crisi industriale complessa di Terni/Narni. La Lavoro si confronterà sul ddl sull’assegno temporaneo per figli minori. La Politiche dell’UE si confronterà sulla Legge europea 2019-2020. 

L’Aula della Camera

L’Aula della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame della pdl per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale, delle mozioni sulle iniziative in materia di salute mentale, di quella sul caso di Julian Assange e di quella per la salvaguardare l’eredità culturale italiana negli Stati Uniti, con particolare riferimento alla figura di Cristoforo Colombo. Come si consueto 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali, assieme all’Ambiente, svolgerà delle audizioni sul decreto relativo alla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e alle prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure. La Giustizia dibatterà sulla pdl in materia di equo compenso e di clausole vessatorie nelle convenzioni relative allo svolgimento di attività professionali in favore delle banche, delle assicurazioni e delle imprese di maggiori dimensioni, sulle pdl per la produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope nei casi di lieve entità e, con l’Ambiente, sul codice civile in materia di classificazione e regime giuridico dei beni, nonché definizione della nozione di ambiente. La Difesa proseguirà il ciclo di audizioni sull’indagine conoscitiva sulla pianificazione dei sistemi di difesa e sulle prospettive della ricerca tecnologica, della produzione e degli investimenti funzionali alle esigenze del comparto difesa. La Bilancio esaminerà il decreto relativo all’emergenza da COVID-19 per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali, il cosiddetto decreto sostegni bis. La Finanze si confronterà sulla risoluzione per il sostegno delle banche di credito cooperativo e sulla pdl in materia di trasparenza nel settore dell’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore e per il contrasto dell’evasione dell’obbligo assicurativo. 

La Cultura esaminerà le risoluzioni sulla riproduzione digitale dei beni culturali. La Trasporti svolgerà delle audizioni sugli Atti europei sul mercato unico dei servizi digitali e si confronterà sulla pdl relativa alla disciplina del volo da diporto o sportivo e sulla legge quadro in materia di interporti. La Commissione Attività produttive proseguirà le audizioni sulla risoluzione per il sostegno della trasformazione energetica, delle fonti rinnovabili e, in particolare, della filiera dell’idrogeno, ed esaminerà la pdl per la rinegoziazione dei contratti di locazione di immobili destinati ad attività commerciali, artigianali e ricettive per l’anno 2021 in conseguenza dell’epidemia di COVID-19. Riprenderà infine le audizioni sulle risoluzioni per la liberalizzazione del settore del gas naturale e dell’energia elettrica. La Lavoro svolgerà delle audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro. Esaminerà, poi, le pdl sulla situazione del personale, ascolterà i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL sulle conseguenze occupazionali dell’applicazione dell’articolo 177 del Codice dei contratti pubblici. La Affari Sociali si confronterà sulle pdl per l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici e sulla legge delega per il sostegno e la valorizzazione della famiglia. Infine, la Agricoltura svolgerà alcune audizioni sugli obiettivi del Piano strategico nazionale nel quadro della nuova politica agricola comune.


Nomos

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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