La giornata parlamentare del 16 marzo 2021

La giornata parlamentare del 16 marzo 2021

Il Governo è al lavoro sul decreto sostegno; 5 miliardi per i vaccini

Il reddito di emergenza si allarga: il Governo utilizzerà questo strumento, già attivato nella prima fase della pandemia, per fare fronte ai rischi di povertà repentina che interessa una fascia di lavoratori senza più tutele. Ne potenzierà il ruolo e, contemporaneamente, rivedrà alcuni meccanismi del reddito di cittadinanza per renderlo più flessibile, ad esempio consentendo la sospensione per qualche mese e la successiva riattivazione per chi riesce a trovare lavori temporanei. Il decreto sostegno è atteso per giovedì o venerdì e il Governo è al lavoro per arricchire le misure, non solo per il capitolo delle imprese e per quello del lavoro, ma anche per quello del reddito delle famiglie, dopo l’anticipo delle norme per i congedi, il lavoro agile e il bonus baby sitting. Il provvedimento conterrà anche le risorse per dare impulso al piano dei vaccini: si erano inizialmente ipotizzati 2 miliardi mentre ora l’orientamento è quello di finanziare con 5 miliardi l’ acquisto, la distribuzione e la produzione in Italia di vaccini. Un ulteriore capitolo riguarda poi un nutrito numero di rinvii fiscali, dalla scadenza delle cartelle ad alcune di quelle per la predisposizione della precompilata, e contiene l’ipotesi, fortemente spinta da alcuni partiti di maggioranza, di cancellare le vecchie cartelle sotto i 5 mila euro contestate ai contribuenti tra il 2000 e il 2015. 

Il Governo ha a disposizione per la predisposizione del decreto i 32 miliardi di extradeficit per i quali ha ottenuto l’autorizzazione allo sforamento da parte del Parlamento. Si tratta di risorse che, come ha detto il premier Mario Draghi, saranno interamente impegnate ed è chiaro che con le chiusure decise bisognerà richiedere ulteriori possibilità di manovrare il deficit. Al momento nel decreto sostegno le due voci più pesanti restano, come nei decreti economici che hanno contrassegnato il primo anno di emergenza, le protezioni del lavoro e gli aiuti alle imprese, due voci che da sole assorbono oltre 20 miliardi. Per gli indennizzi alle Pmi, che nel passato si fermavano a un fatturato di 5 milioni e ora si estendono fino a 10 milioni senza il paletto dei codici Ateco, serviranno circa 11 miliardi. Per il pacchetto lavoro circa una decina, tra rinnovo della Cig Covid fino a giugno per tutti e fino a ottobre per i più piccoli, nuove indennità per stagionali, precari dello sport e dello spettacolo, rinnovo del Reddito di emergenza e rifinanziamento del Reddito di cittadinanza. Circa altri 3 miliardi, poi, dovrebbero servire per dare ossigeno ad enti locali e trasporto pubblico locale, con le casse vuote. Ci sono per risorse per sanità e vaccini e, se si troverà l’intesa, ci sono altri 2 miliardi per coprire la cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali. 

Cambia il Cts, Miozzo lascia. Lega e Fi chiedono discontinuità

Dopo il capo della Protezione Civile e il Commissario per l’Emergenza, cambia anche il Comitato tecnico scientifico: si è dimesso il coordinatore Agostino Miozzo e si va verso una riduzione dei membri, che potrebbero essere dimezzati rispetto ai 24 attuali. “È stata una scelta personale che ho maturato in assoluta autonomia e senza alcuna forzatura, concordata e condivisa con palazzo Chigi e con il ministro della Salute Roberto Speranza” dice l’ormai ex coordinatore che è già al lavoro nella sua nuova veste, quella di collaboratore del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi per affrontare l’emergenza nel mondo della scuola, che ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo per l’impatto del Covid. Il nuovo coordinatore del gruppo di esperti che in quest’anno di pandemia ha fornito al governo i pareri tecnico-scientifici sui quali si sono basate le scelte dell’esecutivo sarà ora nominato “in tempi brevi” dal capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, d’intesa con palazzo Chigi e con il ministro della Salute. 

Lo stesso Curcio ha visto in serata il premier Mario Draghi; uno dei possibili nomi in ballo è quello di Fabio Ciciliano, l’attuale segretario del Comitato, ma è molto probabile che il Governo riveda l’intera composizione del Cts, riducendo significativamente gli attuali 24 membri, anche perché non è un mistero che nella nuova maggioranza più d’uno, non solo nel centrodestra, volesse mettere mano all’organismo per modificare alcune dinamiche interne e imprimere un’ulteriore segnale di discontinuità con il Governo Conte. Lo hanno detto ripetutamente sia Forza Italia sia la Lega, contestando in particolare agli esperti pareri forniti all’ultimo momento, come quello sulla chiusura degli impianti di sci nonostante il via libera di 10 giorni prima. Lo ha ribadito ieri Matteo Salvini, chiedendo un “cambio di passo, e anche di componenti, dopo un anno di lavoro” e il Ministro della Salute Roberto Speranza, poco dopo l’insediamento di Mario Draghi a palazzo Chigi, non aveva escluso la possibilità di rendere “più agile e tempestivo” il Comitato, ipotizzando anche la figura di un portavoce. Nessuno però ha chiesto a Miozzo di lasciare. 

Conte ha quasi completato il progetto di rilancio del M5S

Sono passate già due settimane da quando Giuseppe Conte ha detto sì a Beppe Grillo e al nuovo Movimento 5 Stelle. Dal 28 febbraio a oggi è successo praticamente di tutto nell’area della cosiddetta “alleanza dello sviluppo sostenibile”, come l’ex premier amava chiamare la coalizione Pd, M5S e LeuNicola Zingaretti ha presentato le dimissioni e al suo posto è arrivato Enrico Letta, Liberi e uguali ha visto la componente di Articolo 1 a favore del governo Draghi mentre Sinistra italiana è rimasta all’opposizione con Nicola Fratoianni, e i Cinque Stelle sono praticamente pronti a salutare un pezzo di storia come la piattaforma Rousseau. Nel frattempo l’alleanza si è spostata sui territori: dopo l’ingresso nella giunta di Michele Emiliano in Regione Puglia, anche il Lazio ha salutato l’arrivo di due esponenti pentastellate, Roberta Lombardi e Valentina Corrado, che sono andate a completare la squadra di Zingaretti.

Ora manca solo il tocco finale, quel nuovo partito che Giuseppe Conte potrebbe presentare nel giro delle prossime due settimane. Quello che sembra certo è che avrà nel simbolo la data del 2050 e al centro la Transizione ecologica ed energetica, nuovo caposaldo delle politiche M5S lanciato da Grillo proprio nelle fasi di formazione del Governo Draghi. L’ex presidente del Consiglio ha studiato le carte, dai contenziosi in essere con gli espulsi e i vecchi membri delle associazioni del 2009 e 2012, e redatto un working plan, il tutto inserito in una forma-partito che parte però dai territori e aggancia la catena di comando fino a una segreteria politica che dovrebbe affiancare il nuovo leader. Conte appunto, che avrà il sostegno di Beppe Grillo, che si riserva un ruolo meno centrale e più da padre nobile, libero pensatore insomma. Non mancherà la democrazia diretta, ma con un nuovissimo portale che dovrebbe rimpiazzare Rousseau, visto che i rapporti sembrano definitivamente incrinati dopo il lancio del Manifesto Controvento da parte dell’associazione guidata da Davide Casaleggio, e ci sarà un decalogo di regole per l’utilizzo della piattaforma, aperto anche ad altre forze politiche diverse dal Movimento. Sullo sfondo resta, però, il conto da saldare degli arretrati delle restituzioni dei parlamentari che terrà legati ancora per un po’ i destini dei due mondi Cinque Stelle, anche se probabilmente solo per le carte bollate.

L’Aula del Senato

Nella giornata e per tutto il resto della settimana l’Assemblea del Senato non si riunirà. L’Aula di palazzo Madama tornerà a riunirsi mercoledì 24 marzo alle 9.00 per le comunicazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi in vista del Consiglio europeo del 25 e del 26 marzo 2021. 

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl per l’istituzione della giornata nazionale delle vittime da COVID-19, lo schema di dpcm in materia d’incidenti aventi impatto su reti, sistemi informativi e servizi informatici e misure per garantire elevati livelli di sicurezza, e il Piano nazionale di ripresa e resilienza. A seguire si confronterà sul decreto relativo alle consultazioni elettorali del 2021 e sul disegno di legge per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulla diffusione d’informazioni false. La Giustizia esaminerà il Recovery plan e il ddl per la riforma del processo civile. La Bilancio, con la Politiche dell’Ue e le rispettive della Camera, alle 11.00 ascolterà il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Maria Rosaria Carfagna. La Finanze esaminerà il ddl per l’istituzione delle zone franche montane in Sicilia e lo schema di decreto legislativo in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni. La Istruzione, alle 12.00 e con la rispettiva della Camera, ascolterà il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi sui contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

La Agricoltura si confronterà sull’affare assegnato relativo al fenomeno della cosiddetta moria del kiwi, su quello relativo ai danni causati all’agricoltura dall’eccessiva presenza della fauna selvatica, sul ddl per la valorizzazione della filiera produttiva del latte d’asina italiano e sul ddl per il riconoscimento dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio. L’Industria, con la Politiche Ue e le rispettive della Camera, ascolterà alle 10.00 il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani sulle linee programmatiche del suo Dicastero e alle 14.00 il Ministro del turismo Massimo Garavaglia sul medesimo tema. A seguire si confronterà sul Recovery plan. La Lavoro esaminerà il Pnrr e la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea. La Politiche dell’Ue con la Bilancio svolgerà diverse audizioni sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza: nello specifico ascolterà i rappresentanti di Invitalia e il prof. Gianfranco Viest, e alle 14.00 il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani

L’Aula della Camera

Nell’arco di questa settimana l’Aula della Camera non esaminerà nessun provvedimento ma, come di consueto, oggi alle 11.00 svolgerà le interpellanze e interrogazioni.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà e svolgerà delle audizioni sul decreto per il riordino delle attribuzioni dei Ministeri e alcune, con la Difesa sul pdl per l’istituzione della Polizia forestale, ambientale e agroalimentare nell’ambito dell’Amministrazione della pubblica sicurezza. La Giustizia svolgerà delle audizioni sulla pdl per l’individuazione delle prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione e per la determinazione delle relative tariffe e si confronterà sul Pnrr. La Esteri dibatterà sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. La Cultura si confronterà sul decreto sull’organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e sulla pdl per la riorganizzazione del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore. 

La Trasporti, con la Lavoro, alle 14.00 ascolterà il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini sulle linee programmatiche del suo dicastero, anche in relazione ai contenuti della proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alle 16.30 la Commissione Attività produttive ascolterà il Ministro dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa sulle linee programmatiche del suo dicastero relativamente ai profili della ricerca scientifica applicata, anche in relazione ai contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La Lavoro esaminerà la proposta di Pnrr. La Affari Sociali alle 12.30 ascolterà sulle linee programmatiche della Ministra per le disabilità Erika Stefani anche in relazione ai contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e alle 15.00 la Ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone anche in relazione ai contenuti della Pnrr. La Agricoltura alle 14.30 ascolterà il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli sulle linee programmatiche del suo dicastero, anche in relazione ai contenuti del Pnrr. 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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