La giornata parlamentare del 20 gennaio 2021

La giornata parlamentare del 20 gennaio 2021

Conte ottiene una maggioranza risicata a quota 156

Il governo Conte II si salva al Senato e incassa una fiducia stretta con 156 voti favorevoli: non raggiunge la maggioranza assoluta di 161 per 5 voti. La strada è tanto stretta che lo stesso Giuseppe Conte, su Twitter, annota che “il Governo ottiene la fiducia anche al Senato. Ora l’obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L’Italia non ha un minuto da perdere”. Un applauso liberatorio dei giallorossi accoglie il risultato a tarda serata, dopo 13 ore di dibattito e dichiarazioni, un tour de force dall’esito incerto fino all’ultimo, con tanto di caos negli ultimi minuti, a causa della riammissione al voto dell’ex M5s Lello Ciampolillo e del Psi Riccardo Nencini, che alla seconda chiama e al fotofinish votano sì alla fiducia, portando i voti a favore a quota 156. Non mancano le sorprese: due senatori di Forza Italia, Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi (storica fedelissima di Silvio Berlusconi ai tempi dell’ultimo governo guidato dal Cavaliere) votano a favore del Conte II. Ma in soccorso del Governo sono arrivati anche i voti degli ex M5S, anche se non tutti quelli sperati: votano la fiducia Lello CiampolilloGregorio De FalcoLuigi Di Marzio, oltre a Maurizio Buccarella passato al Maie, a Tommaso Cerno, che fa rientro nel Pd, e a Sandra Lonardo. Votano sì i tre senatori a vita Liliana SegreMario Monti e Elena Cattaneo. Il premier Giuseppe Conte non convince, invece, gli altri ex MMS Michele Giarrusso, Tiziana Drago, Carlo Martelli, Marinella Pacifico e Gianluigi Paragone. I voti contrari sono 140. Italia viva regge: su 17 senatori presenti (Mauro Marino assente per Covid), in 16 seguono la linea indicata da Matteo Renzi e si astengono, vota sì, invece, Riccardo Nencini, che spiega di essere stato convinto dalle parole del premier, ma assicura che non toglierà il simbolo al gruppo renziano. 

Scorrendo i tabulati, a parte il voto a favore dei due azzurri, non arrivano altre sorprese rispetto ai sì già previsti e annunciati. Tra le assenze, oltre a uno di Iv e uno del M5S per Covid, figurano i senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia e Giorgio Napolitano (in congedo), Umberto Bossi e due senatori di Forza Italia-Udc, Salvatore Sciascia e Sandro Biasotti. Esulta la maggioranza, fino all’ultimo col fiato sospeso: fino a metà pomeriggio i numeri oscillavano paurosamente e i voti certi sembravano essersi fermati a quota 152-153. “Scongiurato il salto nel buio per l’Italia. C’è un Governo che ha la fiducia nei due rami del Parlamento”, spiegano dal Pd; “I numeri dimostrano che non c’è maggioranza alternativa”, commenta il capo delegazione M5S Alfonso Bonafede. Eppure il cammino non sarà in discesa: i numeri incassati dal Governo, alla Camera e soprattutto al Senato ieri, non fanno presagire una navigazione tranquilla, tanto più che gli equilibri, senza i numeri di Iv, sono cambiati e non giocano a favore della maggioranza, che potrebbe finire in minoranza nelle Commissioni; se, infatti, si sommano i numeri di Iv con quelli del centrodestra, si superano i voti dell’attuale maggioranza. Dal canto suo, vede il bicchiere mezzo pieno Matteo Renzi, protagonista in Aula di un duello a suon di accuse e repliche con il premier Conte: “Oggi dovevano asfaltarci ma non hanno la maggioranza”; il leader di Iv conferma la linea: “Da oggi saremo opposizione, il presidente del Consiglio ha scelto di costituire un’altra maggioranza, non ci vuole con sé”. 

Il centrodestra insorge e chiede l’intervento del Presidente Mattarella

Il centrodestra insorge dopo la fiducia del Senato al governo di Giuseppe Conte. Matteo SalviniGiorgia Meloni e Antonio Tajani si sentono al telefono dopo la proclamazione del risultato e concordano la linea: chiederanno l’intervento di Sergio Mattarella. “Ci rivolgeremo sicuramente al Colle”, annuncia il segretario leghista, “se c’è un Governo che non ha la maggioranza e passa il tempo a convincere, non voglio pensare con quali proposte, qualcuno a cambiare casacca, un Governo che da oggi, se c’è, è ancora più debole, non credo che il garante della Costituzione potrà osservare questo scempio ancora a lungo”. Dello stesso avviso Giorgia Meloni, forse ancora più dura con la maggioranza: “La sinistra, che si considera al di sopra delle regole, ritiene che il presidente Mattarella, in questo caso, chiuderà un occhio, ma ho troppo rispetto del presidente Mattarella per crederlo, a maggior ragione in un momento come questo”. 

Forza Italia “chiede un incontro al capo dello Stato per valutare la situazione che si è venuta a creare”, afferma dal canto suo Antonio Tajani dopo essersi sentito con Silvio Berlusconi. “Dobbiamo affrontare la pandemia” sul fronte sanitario ed economico, aggiunge il vice presidente di FI, “preparare il progetto per accedere al Recovery fund. Noi siamo pronti a dare tutto il sostegno per risolvere i problemi degli italiani, ma questo non significa sostegno al Governo”. Per quanto riguarda i numeri, nel centrodestra non si fa che sottolineare che, se i 16 senatori di Italia viva avessero votato no, il fronte della maggioranza e quello dell’opposizione sarebbero stati alla pari (156 a 156). In merito ai 140 no, nella coalizione si sperava in qualcosa in più, ma vi è la rivendicazione di aver tenuto: le perdite dei due azzurri verso il fronte del sì sono state compensate dai due no arrivati dal Misto, gli ex M5s Mario Giarrusso e Tiziana Drago, dati in passato più volte in fuga verso la Lega. Nella coalizione si registra comunque soddisfazione per il fatto che il governo Conte II non abbia ottenuto la maggioranza assoluta come alla Camera, anche se bastava quella relativa. Se il centrodestra è unito nell’appello a Mattarella, le divisioni emergono sulle vie da intraprendere: mentre Matteo Salvini rivendica l’incarico alla coalizione o il voto, per Giorgia Meloni la strada è solo quella delle urne.

Dopo la Polverini il caso Rossi scuote Forza Italia. Si temono nuove defezioni

Scoppia il caso di Maria Rosaria Rossi dentro Forza Italia. L’ex tesoriera del partito, una delle fedelissime di Silvio Berlusconi, vota la fiducia al governo Conte al Senato in dissenso, ponendosi fuori dal partito. La scelta coglie di sorpresa tutti e spiazza i vertici azzurri; con lei c’è anche Andrea Causin, anche se la sua defezione era da tempo nell’aria. Antonio Tajani, numero due di Fi, va su tutte le furie e annuncia la cacciata di entrambi in tempo reale. Ora in tanti si interrogano perché Rossi si sia spinta a votare a favore del premier e se dietro ci sia lo zampino di Silvio Berlusconi. Fonti qualificate azzurre smentiscono che il Cav abbia avallato questa scelta, visto che da giorni va ribadendo in ogni occasione “mai con governi di sinistra, siamo opposizione responsabile nel senso che offriamo la nostra collaborazione di tipo istituzionale per fronteggiare l’emergenza pandemica, ma non siamo disposti a salvare Conte”. In tarda serata la Rossi conferma: ”Non ho condiviso questa decisione con il presidente del Berlusconi”. ma questo, assicura, non significa rottura con l’ex premier: “Il mio rapporto di stima e di amicizia con il Presidente è immutato e immutabile”. 

La senatrice spiega le ragioni del suo sì: ‘”Ho votato la fiducia al presidente Conte, che non è un esponente di partiti. Conte in questo straordinario e delicato momento è la nostra unica interfaccia in Italia e nel mondo. La visione di Giuseppe Conte è di una politica liberale, europeista e garantista. Io questa visione l’ho sposata nel 1994 e da questa visione non mi separerò mai perché ci credo ora più di allora”. C’è chi dice che dietro il gesto della Rossi ci siano solo ragioni personali legate a vecchie ruggini nei confronti dell’attuale cerchio magico e che quindi mai andrà a far parte di un gruppo di stampo centrista a sostegno dell’attuale premier. Fatto sta che però dentro Fi ormai si temono nuove defezioni, perché, come avverte un big azzurro, ‘”quel che conta è il segnale che conta” e il partito, in occasione del doppio passaggio formale di Conte in Parlamento ha perso pezzi: uno alla Camera, Renata Polverini, su 91 deputati, e due a palazzo Madama, Rossi appunto e Causin, su 54 senatori, un bilancio che da un lato fa tirare un sospiro di sollievo a chi pronosticava un risultato peggiore ma nello stesso tempo, per la portata dello strappo della Rossi, potrebbe condurre il partito a un bivio. 

L’Aula del Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.30 per la discussione della pregiudiziale sul decreto per il contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021 e successivamente si confronterà sulla Relazione al Parlamento sullo scostamento di bilancio in vista del varo del prossimo decreto ristori.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul decreto per il contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021, e sul ddl per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla diffusione d’informazioni false. Alle 13.00 la Bilancio, assieme alla rispettiva della Camera, ascolterà il Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri sullo scostamento di bilancio in vista del varo del prossimo decreto ristori e successivamente si confronterà sulla relativa relazione da presentare all’Aula. La Istruzione si confronterà sul disegno di legge relativo alle celebrazioni del sessantesimo anniversario della scomparsa di Luigi Einaudi. 

La Agricoltura svolgerà delle audizioni sulle problematiche inerenti la crisi delle filiere agricole causate dall’emergenza da COVID-19 e alcune sull’affare assegnato relativo alle problematiche connesse alla riforma della Politica Agricola Comune (PAC). La Industria ascolterà i rappresentati di Italia Solare nell’ambito dell’affare assegnato sulla razionalizzazione, trasparenza e struttura di costo del mercato elettrico ed effetti in bolletta in capo agli utenti. La Lavoro esaminerà la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea e si confronterà sul ddl per l’assegno unico e universale.

L’Aula della Camera

L’Aula della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame del decreto per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19 e della Relazione al Parlamento sullo scostamento di bilancio in vista del varo del prossimo decreto ristori. Come di consueto mercoledì alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata. Successivamente si confronterà sulla Relazione al Parlamento sullo scostamento di bilancio in vista del varo del prossimo decreto ristori

Le Commissioni della Camera

La Affari Costituzionali, con la Giustizia, esaminerà la proposta di legge per la ripartizione tra le Camere della competenza in materia di autorizzazioni a sottoporre a intercettazione i membri del Parlamento. La Giustizia, con la Affari Sociali, chiederà una proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto”. La Commissione Esteri esaminerà la pdl di ratifica dello Statuto dell‘East Mediterranean Gas Forum (EMGF) e ascolterà il direttore Italia di ENEL Carlo Tamburi sull’azione internazionale dell’Italia per l’attuazione dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e sull’efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione. La Bilancio si confronterà sulla relazione da presentare all’Aula relativa allo scostamento di bilancio in vista del varo del prossimo decreto ristori. 

La Cultura esaminerà lo schema di decreto legislativo in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali e lo schema di decreto legislativo per la semplificazione degli adempimenti relativi agli organismi sportivi. La Ambiente e con la Trasporti proseguirà il confronto sul decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per l’individuazione degli interventi infrastrutturali. La Trasporti, con l’Attività Produttive, esaminerà lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in materia d’istituzione e funzionamento del registro pubblico dei contraenti che si oppongono all’utilizzo dei propri dati personali e del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali; a seguire esaminerà lo schema di piano industriale della società Italia Trasporto Aereo Spa.


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