La Giornata Parlamentare del 21 novembre 2022

La Giornata Parlamentare del 21 novembre 2022

Il Governo è quasi pronto per varare la legge di bilancio. Alle 17.00 c’è il Cdm

Ormai il Governo è al rush finale per l’approvazione della legge di bilancio che per ora dovrebbe prevedere taglio del cuneo fiscale fino a 3 punti per i redditi bassi, superamento della legge Fornero con una soluzione ponte che vincola quota 41 al paletto dei 62 anni di età, e una stretta sul reddito di cittadinanza per il quale si valuta anche il possibile taglio dell’assegno. Tra punti fermi e misure che saranno limate fino all’ultimo momento, la manovra economica prende forma e si prepara al varo atteso nelle prossime ore in Consiglio dei ministri. La legge di bilancio va verso i 32 miliardi, di cui i due terzi (21 miliardi in deficit) destinati all’emergenza energia; sulle altre misure pende la scure delle coperture finanziarie, da trovare nello stesso settore d’intervento, un incastro non facile, cui si aggiungono i tempi strettissimi.  Il Cdm è convocato nel pomeriggio, intorno alle 17.00, e non si esclude che venga anticipato da una riunione tecnico-politica per ultimare il pacchetto di misure, che potrebbero essere definite nel dettaglio anche dopo il varo della Manovra che arriverà insieme al Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles. 

“Ogni misura che s’inserisce deve avere copertura del Mef. La situazione è molto complicata”, ammette il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, che però esclude tensioni e fibrillazioni nella maggioranza. Il buon clima è confermato anche dal vicepremier leghista Matteo Salvini che annuncia: “C’è assolutamente accordo su tutta la manovra, stiamo lavorando anche su altri dettagli. Se riuscissimo ad azzerare l’Iva sui beni di prima necessità e infanzia sarebbe un bel segnale”. Proprio sull’Iva la quadra non sarebbe ancora stata trovata; l’ipotesi di azzerarla o ridurla su pane, pasta e latte era emersa dopo il vertice di governo di venerdì: guardano con favore all’intervento Lega e Forza Italia, però la misura, che costerebbe quasi mezzo miliardo ma che secondo i consumatori porterebbe nelle tasche dei cittadini un beneficio di soli 21 euro, sarebbe ancora oggetto di valutazione; potrebbe restare sui prodotti per la prima infanzia. Si ragiona anche sulla stretta (con la quale si cercano risorse per 1,5-2 miliardi) al Reddito di cittadinanza: sul come si sta ancora discutendo in queste ore, spiega il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, assicurando che l’aiuto resterà per i poveri, magari avviando una lotta ai furbetti; per il resto, non sarà a vita e l’idea è di toglierlo agli occupabili con una fase transitoria di sei mesi: ci sarebbe un ragionamento in corso anche sulla possibile riduzione dell’assegno. 

Tra le certezze, oltre al pacchetto dedicato all’energia (che conterrà quasi sicuramente sconto benzina e crediti d’imposta rafforzati per le imprese), per il cuneo fiscale si va verso una replica del taglio di 2 punti introdotto dal governo Draghi per i redditi fino a 35mila euro, che sarà incrementato a 3 punti per le fasce più fragili, con reddito inferiore a 20mila euro; resta da capire a chi andrà il beneficio. Per le pensioni la formula trovata per superare la legge Fornero è “41 + 62”, una soluzione ponte, spiega Durigon, per dedicare l’anno prossimo a mettere in piedi una “riforma pensionistica complessiva” insieme alle parti sociali. Sulla flat tax resterebbe confermato l’aumento della soglia (da 65 a 85mila euro) per autonomi e partite Iva, mentre sembra perdere quota l’ipotesi di introdurre anche una flat tax incrementale. Della tanto voluta tregua fiscale rimarrebbe l’azzeramento delle cartelle sotto i mille euro, mentre è accantonato lo scudo fiscale per i capitali all’estero. Per le famiglie si pensa a incrementare l’assegno unico e a un intervento sui congedi parentali. Dopo la green web tax sulle consegne, spunta la tassa sui giochi, ma l’ipotesi non trova conferme. Sicura invece la rimodulazione degli extraprofitti, anche se manca ancora la soluzione definitiva: l’idea è di basare il calcolo sugli utili e di alzare la tassa dal 25%; si studia una forchetta tra il 30 e il 33% e la scelta dipenderebbe dalla decisione che verrà presa sul taglio dell’Iva. 

Stefano Bonaccini si candida per la segreteria del Pd

Il primo big a scendere in campo nella corsa per la segreteria del Partito Democratico è Stefano Bonaccini. Il presidente dell’Emilia-Romagna rompe gli indugi e si candida per succedere a Enrico Letta; per l’annuncio sceglie il suo circolo di Campogalliano (Modena): “Non chiederò a nessuna corrente di sostenermi né vorrò il sostegno di qualsivoglia corrente”, afferma perentorio, poi promette: “È in gioco la vita del partito: il Pd nasce come partito di centrosinistra e questo spazio adesso ce lo andiamo a riprendere noi”, un’iniezione di ottimismo in tempi bui per i dem. Per la sua possibile competitor, l’outsider Elly Schlein, esprime solo parole di stima e affetto: “Sarà una bella sfida se vorrà candidarsi”. La sua ricetta per rifondare il Pd parte dalla necessità di ritrovare l’identità perduta, sia attraverso l’opposizione parlamentare, sia tornando nelle piazze, nei mercati, nei luoghi di studio, da cui il partito spesso è mancato. Le alleanze verranno dopo, ma lo schema è già chiaro e viene a galla quando, rivolgendosi a terzo polo e M5S, Bonaccini afferma: “Divisi si perde… non credo sia stato compreso in Lazio e Lombardia” ma “speriamo di avere più forza in futuro per convincerli”. Per ora, l’accusa al partito di Giuseppe Conte e all’alleanza Calenda-Renzi è di “strabismo” nell’approccio alla maggioranza e all’opposizione. 

Dario Nardella, secondo alcune voci, potrebbe alla fine non candidarsi più per cedere il passo a Schlein o a Bonaccini, che intanto ribadisce a più riprese: “Chiederò una mano particolare a sindaci, amministratori locali, al gruppo dirigente diffuso sul territorio, ai tanti segretari di circolo. Anche perché mi è abbastanza chiaro che non avrò il sostegno di molti nel gruppo dirigente nazionale”. E parla anche delle correnti, finite al centro delle polemiche, sostenendo di non averne mai fatto parte ma che il “tema non è far loro la guerra”. Lo scontro tra i dem sui tempi del Congresso, dopo essersi consumato prima e (solo in parte) durante l’assemblea nazionale, riemerge nelle dure parole di Andrea Orlando: “Mi pare che, al di là della buona volontà dei progettisti di questo percorso, si vada nei fatti verso un Congresso ordinario. È la costituente più breve della storia delle forze politiche. Spero di sbagliarmi per il bene del Pd”. 

Alla Camera

L’Assemblea della Camera dei Deputati tornerà a riunirsi domani alle 11.00 per lo svolgimento delle interpellanze urgenti. Mercoledì esaminerà le mozioni per l’eliminazione della violenza contro le donne, successivamente è possibile che voti alcune questioni pregiudiziali riferite al decreto-legge sul riordino delle attribuzioni dei Ministeri: alle 15.00 svolgerà le interrogazioni risposta immediata e infine venerdì a partire dalle 9.30 le interpellanze urgenti.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari costituzionali svolgerà la discussione generale sul decreto per il riordino delle attribuzioni dei Ministeri il cui termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per giovedì alle 12.00. A seguire esaminerà lo schema di decreto legislativo per il riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. La Difesa dibatterà sullo schema di decreto legislativo per l’adeguamento delle procedure di contrattazione per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare.  Martedì alle 16.00 la Commissione Cultura, con la rispettiva del Senato, ascolterà la Ministra dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini sulle linee programmatiche del suo dicastero; e lo stesso farà mercoledì alle 13.00 con il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi e giovedì alle 12.15 con il Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano

Mercoledì l’Ambiente dibatterà sullo schema di decreto legislativo sugli imballaggi e i rifiuti d’imballaggio. Sempre mercoledì la Trasporti ascolterà i rappresentanti di Adiconsum Aps, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl autoferrotranvieri, Faisa Cisal, Agens, Anav e Asstra sullo schema di decreto legislativo per il riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. La Affari Sociali esaminerà lo schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza a favore delle città riservatarie per l’anno 2022, e lo schema di decreto legislativo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Infine, la Agricoltura si confronterà sullo schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno 2022, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni e altri organismi.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi giovedì 10.00 per il dibattito sulla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Questa settimana i lavori di palazzo Madama saranno principalmente dedicati alle Commissioni

Nello specifico la Affari Costituzionali si confronterà sullo lo schema di decreto legislativo per il riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. La Giustizia svolgerà delle audizioni sul decreto relativo al divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia, agli obblighi di vaccinazione anti SARS-COV-2 e alla prevenzione e contrasto dei raduni illegali, il cosiddetto decreto anti-rave. La Esteri e Difesa esaminerà lo schema di decreto legislativo per l’adeguamento delle procedure di contrattazione per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare e, con la Affari Sociali e Lavoro, dibatterà sul decreto di proroga della partecipazione di personale militare al potenziamento d’iniziative della NATO, delle misure per il servizio sanitario della regione Calabria, nonché di Commissioni presso l’Aifa. 

La Ambiente e Lavori Pubblici si confronterà sullo schema di decreto legislativo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. La Industria e Agricoltura dibatterà sullo schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno 2022, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni e altri organismi. La Affari Sociali e Lavoro esaminerà lo schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza a favore delle città riservatarie per l’anno 2022 e lo schema di decreto legislativo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.


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